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Eczema disidrosico: come riconoscerlo e curarlo

Eczema disidrosico: come riconoscerlo e curarlo

L’eczema è uno tra i disturbi cutanei più diffusi e frequenti in adulti e bambini. Questa irritazione cutanea può generare disagio nel paziente perché si sviluppa soprattutto su mani e piedi causando desquamazione, prurito e rossori. Tra le cause può esserci un’allergia nascosta, per questo il consulto di un dermatologo diventa fondamentale per trovare i rimedi più adatti ad attenuare l’eczema disidrosico. Vediamo come.

Come riconoscere un eczema disidrosico?

L’eczema disidrosico colpisce adulti e bambini soprattutto a livello di mani e piedi. I sintomi dell’eczema disidrosico sono facilmente riconoscibili: esso si manifesta in genere con piccole bolle sotto pelle che causano dolore e prurito. Queste vesciche si concentrano ai lati delle dita o sotto la pianta del piede e sono molto fastidiose; quando si tratta di bambini possono rendere difficoltose le normali attività quotidiane.

Da cosa sono causati gli eczemi plantari da dermatite disidrosica?

Sudorazione e continue immersioni in acqua possono causare eczemi disidrosici sui piediL’eczema disidrosico può essere un campanello d’allarme di determinate allergie alimentari e stagionali. In molti casi infatti la dermatite disidrosica si scatena in seguito al contatto con alcuni metalli come nichel e cobalto. In altre situazioni, questo tipo di infiammazione può essere causata da sudorazione eccessiva e da continue immersioni in acqua. Ad esempio, i bambini che praticano attività sportiva in piscina possono essere soggetti molto vulnerabili allo sviluppo dell’eczema disidrosico. Il cloro garantisce infatti un’azione antisettica necessaria e fondamentale nelle piscine comuni, ma incentiva la disidratazione cutanea, tra le principali cause dell’eczema. Dopo lo sport e l’allenamento è importante asciugare bene la pelle, prestando particolare attenzione a zone del corpo come interno coscia, ascelle, dietro il ginocchio e i gomiti, parti in cui la pelle può rimanere umida e favorire lo sviluppo di irritazioni e la proliferazione di batteri.

L’eczema disidrosico è contagioso? Cosa si rischia non curandolo?

L’eczema disidrosico non è contagioso, ma dev’essere diagnosticato e curato subito per evitare l’attacco di batteri e funghi che possono complicare gli inestetismi tipici di questa irritazione cutanea. In particolare, può avvenire il contagio da parte di batteri dello strafilocco. Quando questo succede, i sintomi dell’eczema disidrosico peggiorano e si manifestano con vesciche con pus, pelle gonfia e dolorante, prurito, rossore e desquamazione eccessiva.

Trattamenti e cure per l’eczema disidrosico

Per attenuare e trattare i sintomi dell’eczema disidrosico su mani e piedi, la mossa consigliata è chiedere subito un consulto al dermatologo. Perché, qualora lo specialista avesse il sospetto di allergie, prescriverà subito un patch test. Tra i rimedi più indicati per attenuare l’eczema disidrosico c’è l’applicazione di una crema cortisonica. A questa possono essere affiancati degli antistaminici per bocca. Quando la dermatite disidrosica si presenta in maniera severa il dermatologo potrà consigliare sedute di fototerapia. Quando l’inestetismo dipende invece da un’eccessiva sudorazione, la soluzione risiede in una terapia con infiltrazioni di tossina botulinica per iperidrosi ascellare e palmare.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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