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La cura antibiotica dell’acne: attenzione alla crema che scegli

L’acne è tra le più comuni patologie che interessano la pelle. Colpisce 9 adolescenti su 10 e ultimamente non risparmia neanche gli adulti, che possono ripresentare i sintomi dell’acne anche in età avanzata. Esistono diversi fattori in grado di influenzare questo inestetismo cutaneo che, in alcuni casi può  manifestarsi in maniera severa, obbligando il paziente al rivolgersi a un dermatologo esperto e al trattamento con antibiotici. Di seguito affrontiamo proprio il tema di questo tipo di terapia e di quali sono i rischi correlati alla cura antibiotica dell’acne.

Che cos’è l’acne e quali sono le sue cause scatenanti?

L’acne è un malattia della pelle che interessa i follicoli sebacei e che può manifestarsi in diversi stadi:

  • Acne comedonica con punti neri e bianchi;
  • Acne papulo-postulosa con brufoli, papule, pustole e arrossamenti;
  • Acne nodulo-cistica, la manifestazione più severa, cui si arriva in genere in caso di mancate terapie precedenti e in cui si assiste alla formazione di piccole cisti e noduli.

Questo disturbo può dipendere da vari fattori che alterano alcuni normali processi cutanei come la cheratinizzazione dei follicoli, la produzione di sebo e l’attività del batterio Propionibacterium acnes. Utile è chiedere consiglio subito al dermatologo, per evitare il peggioramento e la comparsa di cicatrici da acne, difficili poi da eliminare definitivamente.

Come scegliere un prodotto anti-acne da banco?

Quando l’acne è comedonica può essere trattata attraverso creme e lozioni acquistabili in farmacia. Ottime le formulazioni con vitamina A o derivati per garantire un’azione antisettica, così come i preparati ricchi di benzoil perossido e acido glicolico, dal potere esfoliante. Anche una crema con Alusil, complesso derivato dall’azione sinergica di microspugne di argento e alukina (brevetto internazionale) può essere efficace per aiutare a ridurre i sintomi dell’acne in fase iniziale perché agisce in maniera sebo riequilibrante, opacizzante e antisettica.

In quali casi i dermatologi raccomandano l’uso di antibiotici orali contro l’acne?

Solo nei casi più severi in cui l’acne si manifesta in maniera evidente e anche dolorosa, con pustole che interessano non solo il viso, ma anche il corpo, il dermatologo può consigliare il trattamento dell’acne con antibiotico orale o topico. Per quanto riguarda il trattamento topico, le creme antibiotiche per acne solitamente contengono attivi come clindamicina, eritromicina o tetracicline. Nel trattamento per bocca si usa invece comunemente l’isotretinoina: per l’acne questi antibiotici rappresentano la migliore soluzione quando il disturbo è severo e si presenta in uno stato infiammatorio. L’isotretinoina è infatti un retinoide derivato dalla vitamina A e risulta efficace contro l’acne grazie alla sua azione antinfiammatoria e perché aiuta a bloccare l’attività delle ghiandole sebacee. Il trattamento con isotretinoina per acne garantisce risultati evidenti e a lungo termine, ma deve essere tassativamente prescritto dal medico e mai in gravidanza.

Quali sono i problemi di un’assunzione prolungata di antibiotici anti-acne?

Il trattamento prolungato di un antibiotico orale o topico per acne può portare ad alcuni effetti collaterali lievi, come secchezza e desquamazione cutanea. Chi soffre già di dermatite atipica ad esempio, deve prestare molto attenzione prima di procedere a questo tipo di terapia, poiché potrebbe incentivare i sintomi di questo inestetismo cutaneo. Anche l’isotretinoina, per quanto sia efficace nel ridurre l’acne, può portare a secchezza cutanea. Per questo, un buon dermatologo consiglierà, insieme alla terapia antibiotica, il trattamento topico con un dermocosmetico idratante a base di fosfolipidi, glucosamina o acido ialuronico per aiutare la pelle a mantenersi nutrita.

Quali sono le altre possibili cure contro l’acne?

Spesso viene prescritta la pillola contraccettiva per combattere l’acne quando questa patologia è prettamente legata a un discorso ormonale o patologie come l’ovaio policistico. L’utilizzo della pillola aiuta a tenere sotto controllo l’attività ovarica e di conseguenza a mantenere in equilibrio la produzione di ormoni. In molti casi il trattamento con pillola anticoncezionale ha dimostrato buoni risultati nella cura dell’acne comedonica. A stabilire le tempistiche della terapia sarà il ginecologo in condivisione con il dermatologo.

Quali sono le buone abitudini quotidiane che aiutano a ridurre i segni dell’acne?

Per tenere sotto controllo l’acne e i suoi sintomi è importante seguire delle buone abitudini. Si parte da una corretta pulizia del viso con detergenti poveri di tensioattivi di modo da non aggredire l’epidermide. Una volta alla settimana può essere consigliato uno scrub viso o corpo per eliminare le cellule morte accumulate sulla cute che ostruiscono i pori favorendo la comparsa di punti neri e bianchi. Attenzione anche all’alimentazione: vanno limitati i cibi ricchi di zuccheri e il latte scremato o parzialmente scremato. I fumatori possono essere invece più predisposti a sviluppare l’acne comedonica, poiché il fumo può incentivare l’ostruzione dei pori. Per lo stesso motivo in inverno bisogna prestare massima attenzione ai livelli di smog in città: quando i livelli di inquinamento sono molto alti, la pelle può essere più vulnerabile anche all’acne comedonica. Per le donne, prima di scegliere dermocosmetici o prodotti per il make up, è bene chiedere il consulto di un dermatologo per evitare di soffocare la cute. Infine, attenzione anche allo stress.

Leggi l’intervista completa al prof. Antonino di Pietro sul Corriere

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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