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Senza macchie e senza paura

La tintarella, ma anche gli anni che passano, le cure ormonali e i farmaci possono lasciare sulla pelle brutte macule. “Niente timori”, dice l’esperto, “laser e peeling le cancellano”

È l’incubo da rientro dalle vacanze: un’abbronzatura “a pois”, con macchie scure improvvisamente comparse sul viso, sul decolleté, sulle spalle. Si tratta di melasma, ovvero macule o chiazze piane di colore bruno o marrone, che intaccano le parti più delicate della pelle, come guance, contorno delle labbra e fronte. «Ma niente panico, spiega il professor Antonino Di Pietro, rinomato dermatologo plastico, direttore dell’Istituto dermoclinico “Vita Cutis” di Milano. Non si tratta di una malattia, né di una maledizione divina! Spesso sono semplici inestetismi temporanei, di solito causati dall’eccessiva e scriteriata esposizione al sole: durano 3-4 mesi e sono facilmente trattabili con creme e peeling. In un certo senso, e un bene che compaiano le macchie perché sono un meccanismo di difesa della pelle. Concretamente, nelle zone in cui la cute è più fragile i raggi ultravioletti del sole, o delle lampade abbronzanti, penetrano in profondità, bruciando le cellule: per proteggersi, la pelle produce più melanina, un vero e proprio scudo contro l’azione irritante degli Uv. L’alta concentrazione di melanina in determinate zone crea la suddetta pigmentazione a chiazze scure, che fungono da cam panello d’allarme per il nostro corpo: è come se la pelle ci segnalasse di essere in pericolo. Ecco perché dobbiamo subito correre ai ripari e prendercene cura per riparare i tessuti danneggiati, onde evitare patologie più gravi del derma».

Ma, oltre ai raggi solari, esistono altre cause di questo fastidioso problema?
«Sì, i fattori di rischio sono molteplici: in generale, le donne sono più soggette degli uomini, specie tra i 30 e i 40 anni. In età fertile, incidono molto gli ormoni: chi fa uso di pillola anticoncezionale o chi è in gravidanza è più esposta, così come chi ha la pelle olivastra. Certi farmaci, poi, come antinfiammatori e antibiotici, favoriscono la comparsa delle chiazze, oppure creme di bellezza profumate e profumi: tutti prodotti, cioè, che indeboliscono la cute e stimolano la produzione di melanina».

Come sempre, la prevenzione è fondamentale: bisogna usare filtri solari molto schermanti, anche con protezione 50+; seguire una dieta ricca di flavonoidi (contenuti, ad esempio, nel mirtillo) e omega3 (i grassi “buoni” del pesce azzurro) per migliorare la circolazione, l’ossigenazione dei tessuti e l’idratazione; irrobustire l’epidermide con gel e sieri «a base dí Fospidin, un principio attivo che aumenta l’elastina e il collagene, innescando pure un virtuoso processo anti-invecchiamento. Per rigenerare la pelle è utile, poi, qualche seduta di peeling dal dermatologo. Purtroppo, non esistono farmaci che curano le macchie solari, ma si possono chiedere al farmacista preparati a base di arbutina e glucosamina, che schiariscono notevolmente le zone brune». Un capitolo a parte meritano, invece, le macchie da invecchiamento biologico, che compaiono dopo i 45 anni, in concomitanza con la menopausa: «Questi sono inestetismi permanenti, dovuti non alla fragilità della pelle, ma all’addensamento di cellule morte nei tessuti superficiali, che formano chiazze scure e ruvide, nel caso di cheratosi, o macchioline diffuse e lisce, nel caso della lentigo senilis. Non esistono rimedi efficaci, se non il trattamento con il laser. Importantissima è, comunque, la prevenzione, sin dalla giovane età».

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