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I metodi più efficaci per cancellare le macchie so...

I metodi più efficaci per cancellare le macchie solari del viso

Le vacanze sono ormai un ricordo sbiadito. Eppure può capitare che sulla pelle restino segni ben visibili delle ore passate sotto il sole. Ti ritrovi con le macchie scure sul viso? Si tratta di un eccesso di melanina, il pigmento scuro che assicura l’abbronzatura e che in qualche caso non viene eliminato. La colpa è dell’invecchiamento cutaneo sotto i raggi Uv, ma anche di pillola anticoncezionale, squilibri ormonali, uso di ceretta o profumi prima di esporsi al sole. Ma non preoccuparti. Per te c’è una buona notizia: le macchie solari si possono schiarire. Esistono cosmetici ad hoc ai quali si possono affiancare trattamenti ad alta tecnologia, come il laser. Ecco allora un vademecum con le risposte ai tuoi dubbi.

Che tipo di macchie solari hai?

È importante che sia il dermatologo a capire se la tua macchia è un melasma o una lentigo, per decidere il trattamento appropriato. Ecco qualche indicazione di base per capire quali .

  • II melasma, o cloasma, di colore grigiomarrone, può comparire su fronte, zigomi e labbro superiore. Si presenta nelle donne con un fototipo scuro, ma la pillola o gli antibiotici la possono scatenare anche nei fototipi chiari. «La causa principale sono i fattori ormonali», spiega Antonino Di Pietro, direttore del servizio di dermatologia plastica dell’ospedale di Inzago (Milano) e presidente fondatore dell’Isplad. «Altri fattori di rischio sono la ceretta (per esempio ai baffetti) o l’uso di creme profumate e profumi prima di esporsi al sole. Queste macchie non durano tutta la vita: dopo tre quattro anni tendono a scomparire da sole, ma ricompaiono non appena ci si espone ai raggi Uv». Ecco perché, sia che si scelga di trattarle sia che si attenda che sbiadiscano naturalmente, è molto importante imparare a proteggersi con prodotti solari con Spf alto, meglio se 50+. Quali i metodi indicati? Se l’accumulo di melanina è superficiale sono utili le creme e i gel, altrimenti si ricorre al peeling chimico o allo skin balance System.
  • Le lentigo solari o senili sono chiazze di grandezza variabile e di colore bruno che affiorano principalmente su viso, dorso delle mani o décolleté, ma anche sulle spalle e sulla schiena. Si formano in genere dopo i 40 anni, ma fanno capolino anche in giovane età se esiste predisposizione genetica. «Per eliminarle si possono usare, con buoni risultati, la crioterapia, la luce pulsata o il peeling, ma il trattamento che si preferisce oggi è il laser q-switched, più sicuro perché non fa danni ai tessuti circostanti», spiega Luppino.
  • Le cheratosi aitimene o solari sono piccoli rilievi scuri, irregolari e ruvidi al tatto, provocati da un’eccessiva esposizione al sole. Compaiono in genere dopo i 40 anni in zone esposte alla luce. Sono le macchie più comuni e sempre più diffuse negli uomini, in particolare su fronte e cuoio capelluto. «In alcuni casi le cheratosi possono trasformarsi in un tumore maligno della pelle, l’epitelioma», avverte Di Pietro.
    «Per questo è meglio farle controllare dal dermatologo una volta all’anno. Se le cheratosi sono molto piccole o superficiali si possono curare con prodotti cheratolitici, cioè pomate a base di acido salicilico o di urea, che aiutano ad ammorbidire la pelle e ne favoriscono la desquamazione, eliminando le cellule morte. In genere però si eliminano del tutto con laser, crioterapia o iatermocoagulazione a radiofrequenza».

Macchie solari: come eliminarle

Le creme schiarenti che si trovano in farmacia o profumeria funzionano bene contro il melasma. Possono essere usate non appena la macchia si fa visibile, sia in inverno sia in estate, dai 25-30 anni. Le più efficaci sono quelle a base di rucinolo, di B-resorcinolo e di acido glicirretico. Vanno applicate una volta al giorno, mattino o sera, insistendo sulla macchia (anche se il rischio che schiariscano la parte intorno è limitato, perché i principi attivi agiscono solo sugli accumuli di melanina). Per aumentare i risultati, si può affiancare a l’uso di gel a base di fosfolipidi o acido glicirretico, potenti ristrutturanti per le cellule che aiutano ad assorbire la melanina. I primi risultati si vedono dopo almeno due settimane di applicazione, ma il ciclo completo dura due-tre mesi. Una volta trattata la macchia, è indispensabile esporsi al sole con le dovute precauzioni affinchè non riappaia.

Il peeling è invece un trattamento adatto sia al melasma, sia a lentigo solari e senili. Si tratta di un trattamento esfoliante a base di acido tricloracetico a bassa concentrazione o di acido glicolico; talvolta vengono usati anche peeling con acido piruvico o retinoico. Il trattamento può essere svolto nell’ambulatorio del medico, senza anestesia, e costa dai 150-400 euro circa a seduta, a seconda della zona da trattare. L’effetto è garantito fino a che non ci si espone nuovamente al sole, per questo è essenziale proteggersi correttamente dai raggi Uv. Durante il trattamento si può avvertire una sensazione di bruciore. Possono comparire delle piccole ustioni che spariscono in pochi giorni. Il peeling non si può fare sulla cute infiammata, durante la gravidanza e l’allattamento. Non bisogna esporsi al sole o a lampade Uv per tutta la durata del trattamento. Se il peeling non viene fatto da un dermatologo esperto, può provocare un’accentuazione delle macchie o lasciare cicatrici.

Lo Skin Balance System combina invece un’azione superficiale, svolta da peeling leggeri, con una più profonda, legata alla penetrazione di principi attivi mirati. Sulla base di una valutazione clinica, integrata da un check up cutaneo, il dermatologo propone un trattamento personalizzato per schiarire le macchie solari. La seduta si articola in tre fasi: peeling, maschera
trans skin per pelli con tendenza alla pigmentazione, preparata con agenti specifici e una miscela di oligopeptidi, e applicazione di una crema depigmentante studiata per le esigenze della pelle, che la paziente potrà portare a casa per continuare il trattamento. Il trattamento richiede almeno tre sedute, una alla settimana. Poi, una seduta di mantenimento ogni due o tre mesi. Il costo va dai 250-300 euro a seduta, compreso il prezzo del cosmetico personalizzato e l’effetto si prolunga poi per sei mesi-un anno.
Controindicazioni: nessuna.

Il laser Q-Switched è caratterizzato da un impulso di potenza elevata ma di breve durata, colpisce il bersaglio senza danneggiare il tessuto circostante. Adatto a lentigo solari o senili, richiede una o più sedute, a seconda della parte da trattare, ognuna delle quali ha un costo di circa 300 euro. L’effetto è in teoria definitivo, se poi ci si espone con le dovute precauzioni. Dopo il trattamento è consigliabile applicare creme antibiotiche e lenitive. Un po’ di arrossamento e qualche crosticina passano in pochi giorni.

La crioterapia è utile contro lentigo e cheratosi. Funziona così: su ogni macchia viene spruzzato azoto liquido con una bomboletta dotata di ugelli regolabili: si formano piccole bolle che dopo alcuni giorni si staccano e cadono, portando via la macchia. Si svolge nell’ambulatorio del medico, senza anestesia, in una o più sedute, il cui costa va da 80 a 300 euro. Come per il laser, anche qui l’effetto è definitivo se ci si prende correttamente cura della pelle quando ci si espone al sole. Il trattamento può provocare rossore, crosticine e anche un leggero gonfiore, ma tutto scompare in pochi giorni.

La luce pulsata viene spesso usata per lentigo solari o senili. Si pratica con un’apparecchiatura che emana un particolare fascio luminoso. Si può applicare su tutto il viso, perché stimola la produzione di collagene e il ricambio cellulare, ed è efficace per schiarire le macchie poco profonde (con un minimo di tre sedute). Dopo il trattamento la pelle si arrossa per qualche ora. Non si fa su cute abbronzata e non vanno assunti farmaci fotosensibili.

Il laser a CO2 è un raggio laser che agisce sul contenuto d’acqua delle cellule, vaporizzandole, senza danneggiare i tessuti circostanti. La parte trattata si squama e la cheratosi viene eliminata. Si pratica in genere dai 40 anni in su, con anestesia locale, e una seduta è solitamente sufficiente. L’effetto è definitivo. Nelle settimane prima del trattamento non bisogna esporsi al sole. Non vanno assunti farmaci che aumentano la sensibilità della pelle alla luce. Le zone trattate vanno protette con filtri solari ad alta protezione, l’arrossamento scompare dopo alcune settimane.

La diatermocoagulazione a radiofrequenza consiste infine di onde radio che colpiscono la pelle facendo vibrare le molecole d’acqua presentì nelle cellule. Così si brucia la macchia e si distrugge superficialmente il tessuto senza ledere quello circostante. Ideale contro cheratosi attiniche o solari, si usa dai 40 anni di età in poi. In genere una seduta (costo: circa 150 euro), praticata in anestesia locale, è sufficiente per avere un effetto definitivo. Occorre evitare l’esposizione ai raggi solari e al caldo nelle settimane successive al trattamento. Le crosticine spariscono in qualche giorno.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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