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Solo il bello del piercing

Solo il bello del piercing

Preferire la plastica al metallo per evitare allergie e infezioni

I pericoli del piercing sono noti. Ma alcune novità arrivano da un recente studio dell’Università di Innsbruck che mette in  guardia sui rischi per la salute conseguenti all’utilizzo dei metalli impiegati solitamente per creare anelli e chiodi da piercing.
 La ricerca, coordinata da Ines Kapferer e pubblicata sul Journal of Adolescent Health, ha preso in considerazione 80 persone con piercing alle quali sono stati sostituiti i monili con altri  in materiale sterile metallico (acciaio inossidabile e titanio) o di plastica (politetrafluoroetilene, ovvero teflon, e polipropilene).

A distanza di tempo i piercing sono stati rimossi e analizzati, scoprendo che il livello di concentrazione batterica era molto più alto fra gli anelli metallici. I batteri più comuni trovati sono stati staffilococchi, streptococchi e pseudomonas, portatori potenziali di infezioni anche gravi a livello non solo locale, ma sistemico. Per ragioni ancora in fase di studio, sembra che i batteri trovano condizioni migliori per la sopravvivenza proprio sui materiali metallici. Da qui il consiglio di preferire i materiali plastici, non solo per il pericolo molto maggiore di infezioni batteriche, ma anche per il rischio più elevato di rottura dei denti e problemi alle gengive che si riscontra in chi porta piercing metallici nella cavità orale.

Una seconda ricerca, pubblicata sugli Archives of Neurology, ha analizzato il caso di un ragazzo morto per ascessi al cervello provocati da un’infezione originata dal piercing sulla lingua.
 Si è concluso che alle condizioni di scarsa igiene presenti nel momento in cui si inserisce un piercing nell’ombelico, sulla lingua, sull’orecchio o in altre zone del corpo, i medici hanno osservato che le aree dove viene inserito l’anellino diventano più difficili da pulire e quindi più soggette a infezioni.
 Alcune patologie sono causate proprio dalla presenza del metallo inserito nella pelle.
Si va dalle scheggiature dei denti ai problemi cardiaci fino a infezioni letali che giungono fino al cervello.
 I professionisti del piercing, tuttavia, sostengono che una procedura d’inserimento realizzata in condizioni igieniche può causare complicazioni solo in rarissimi casi.

Restano comunque altre controindicazioni imputabili al piercing.
 Turba il carattere, interferisce sullo sviluppo cerebrale, provoca infezioni batteriche, ferite, traumi ai tessuti cutanei. Per chi lo fa alla lingua: denti che si spezzano o si rigano, lesioni a bocca, guance e gengive e infezioni varie, setticemia e shock tossici, fino ad arrivare all’epatite.
Parliamo di studi condotti in tutto il mondo, concordi sul fatto che è importante mettere in guardia chi non vuole rinunciare al piercing.

Al di là del problema infezioni, poi, c’è il danno che può essere arrecato addirittura a livello di psiche.
 E’ stato osservato infatti che il piercing dell’orecchio, per esempio, se fatto in un punto ‘sbagliato’ può dare origine a scatti di aggressività latenti, aumentare la timidezza e addirittura, negli adolescenti, interferire sullo sviluppo cerebrale. Altri pericoli sono disturbi visivi, aumento dei dolori mestruali, turbe della fertilità. Alcune di queste reazioni possono essere spiegate dal fatto che sull’orecchio ci sono molti punti energetici sensibili che se stimolati continuamente possono dare anche effetti indesiderati.

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