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Come rimuovere le voglie sulla pelle

Mamme, non preoccupatevi: eventuali “voglie” del vostro bambino non sono un problema. Pur essendo molto comuni, la medicina è ormai in grado di intervenire con successo riuscendo a farle scomparire del tutto nella maggioranza dei casi. Le “voglie” della pelle, cioè, gli emangiomi cutanei diffusi nell’infanzia, in moltissimi casi nell’età adulta non sono più rintracciabili, mentre in altri casi, la minoranza, questi difetti congeniti, quasi irrilevanti alla nascita, si sviluppano con gli anni crescendo e aggravandosi. Vediamo di che si tratta nello specifico e come rimuovere le voglie sulla pelle.

Che cosa sono gli emangiomi?

Gli emangiomi sono tumori vascolari molto comuni, poiché si riscontrano nel 10-12% dei neonati, mentre percentuali ancora maggiori (fino al 20%) si osservano nei bimbi nati prematuri. Possono essere piani, nel qual caso si presentano come una chiazza di colore rosso vivo a superficie liscia, di forma e grandezza variabile, localizzati soprattutto al viso, o cavernosi, e in questo caso sono molto più grandi, più rossi e in rilievo. A dispetto della loro incidenza, queste patologie sono però poco conosciute, al punto che molti li chiamano con termini coloriti quanto impropri: voglia di fragola, macchia a vino di Porto, bacio della cicogna o dell’angelo.

Gli emangiomi sono un pericolo per la salute del bambino?

No, si tratta di tumori benigni limitati alla pelle, che non si possono trasformare in qualcosa di diverso. Inoltre, dato che spesso tendono a regredire e addirittura a scomparire spontaneamente con il passare degli anni, è buona norma aspettare fino alla pubertà prima di intervenire. Questo atteggiamento conservativo richiede, tuttavia, molte deroghe: in caso di emangiomi in rapida crescita, che raggiungano diametri superiori a tre centimetri e, indipendentemente dalle dimensioni, in caso di emangiomi in sedi critiche tali da ostacolare determinate funzioni. Per esempio, nella regione genitale e anale, per il rischio di ulcerazioni e sanguinamenti, o labiale e nasale, o periorbitaria, alle palpebre, perché ostacolando la vista può causare lo strabismo.

Quale terapia si attua per eliminarli?

In alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti, una delle terapie adottate con frequenza è quella con Prednisone, assunto per via orale, ma questa cura in Italia non viene praticata, in quanto può presentare effetti collaterali anche molto pesanti. La terapia cortisonica intralesionale può invece essere una valida alternativa. Essa consiste nell’iniettare con un ago sottile il principio attivo direttamente all’interno dell’angioma. Da alcuni anni si usa: però prevalentemente il laser per trattare gli: angiomi cutanei. In particolare, è ottima la tecnica di fotocoagulazione con dye-laser pulsato.

La fotocoagulazione è una terapia dolorosa?

Ogni singolo impulso laser è così breve da non essere quasi avvertito dal paziente. Tuttavia per trattare i bambini si usa una leggera anestesia. Per gli adulti, invece, o per le persone particolarmente sensibili, è sufficiente l’uso di una crema anestetica applicata sulla zona da trattare. A seconda dell’estensione dell’angioma, questo può essere trattato in una sola o più sedute. Il numero delle sedute può dunque essere variabile da paziente a paziente. In alcuni casi si possono avere buoni risultati già con due sole sedute.

Gli angiomi cutanei sono congeniti, ma possono comparire in età adulta?

Può comparire in età adulta un tipo particolare di angioma chiamato angioma rubino, che erroneamente la gente definisce “neo rosso“. In realtà si tratta di piccole formazioni vascolari che possono essere grandi da una capocchia di spillo a una capocchia di fiammifero e, nei pazienti predisposti, tendono a moltiplicarsi e a diffondersi soprattutto sul tronco. Quando sono molto numerosi e quindi antiestetici, o se si trovano in punti soggetti a sfregamenti, come sotto 1’attaccatura del reggiseno o alla cintura dei pantaloni, si possono eliminare facilmente con la diatermocoagulazione a radiofrequenza o con il laser. Il trattamento è indolore e non richiede anestesia: nel giro di una settimana l’angioma rubino coagulato si stacca e cade.

E le “voglie di vino” sulla pelle cosa sono e come si fanno scomparire?

Quella che generalmente è chiamata “voglia di vino” è anch’essa in realtà un angioma, ovvero una malformazione benigna dei vasi sanguigni superficiali della pelle che provoca una macchia di colore del vino, appunto. È abbastanza diffusa tra i neonati e, spesso, tende a regredire in modo spontaneo. Tuttavia questo non sempre accade. Per il trattamento degli angiomi si ricorre alla laser-terapia, tecnica con cui abbiamo ottenuto finora i risultati migliori. Con il laser vascolare, che altro non è che un raggio di luce molto concentrato, si puntano i vasi sanguigni dell’angioma che sono cauterizzati attraverso impulsi laser rapidi, potenti e molto precisi. Così vasi sanguigni dell’angioma si chiudono e cicatrizzano definitivamente. Questo provoca, in definitiva, la scomparsa della “voglia di vino” in modo rapido e indolore. La raccomandazione è sempre di far esaminare la “voglia di vino” da un dermatologo esperto, per consigliare i tempi e i modi della terapia”.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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