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Il peeling chimico: cos’è e a cosa serve?

Il peeling chimico: cos’è e a cosa serve?

Il peeling è uno dei trattamenti cardine nella lotta all’invecchiamento cutaneo. Attraverso questo trattamento, infatti, l’epidermide si rinnova, migliorando il proprio aspetto e divenendo più liscia e vitale. Vediamo insieme come funzionano e quale tipo scegliere.

Che cos’è il peeling e come funziona?

Il termine peeling deriva dall’inglese “to peel”, che significa “sbucciare” e si riferisce a una tecnica usata dai dermatologi contro l’invecchiamento della cute e per attenuare le cicatrici: si tratta di un’esfoliazione leggera degli strati più superficiali di pelle che facilita il ricambio delle cellule e ne stimola la produzione. I peeling possono essere di due tipi: oltre al laser, si usano sostanze chimiche come l’acido glicolico, l’acido salicilico e l’acido tricloro-acetico (TCA) per eliminare lo strato più superficiale di epidermide.

Come si svolge una seduta di peeling chimico?

Il medico applica sulla pelle perfettamente pulita una lozione preparatoria. Con un pennello e molta attenzione e precisione distende il gel. Questa operazione può essere svolta in due modi diversi, a discrezione dello specialista: è possibile stendere il gel su tutto il viso, lasciarlo agire e poi rimuoverlo o lo si può applicare su alcune parti del viso (sulla fronte, sul lato destro del volto o su quello sinistro) e, dopo averlo fatto agire e averlo rimosso, passare alle altre zone non ancora trattate. Trascorso il tempo di posa (in genere la pelle reagisce manifestando una sorta di eritema) che può essere variabile da persona a persona in base al tipo di pelle, il medico rimuove il gel con un batuffolo di cotone: l’azione del peeling può considerarsi terminata. Viene stesa una maschera decongestionate per 15 minuti circa, in modo da ridurre l’arrossamento cutaneo e ripristinare il film idrolipidico, cioè la sottile pellicola di acqua e grasso che ricopre e difende la pelle dagli agenti esterni.  Infine, viene applicata una crema ricca di principi attivi e dotata di un filtro solare, con cui è possibile tornare a casa.

Il peeling con l’acido glicolico

Il peeling all’acido glicolico è stato definito anche peeling agli acidi della frutta o agli alfa-idrossiacidi, in quanto estratto dalla canna da zucchero. Ancora più efficace è il glicodex, sostanza composta da acido glicolico e destrine. Queste ultime sono un prodotto di demolizione dell’amido e formano una specie di spugna che si impregna di acido glicolico e, a contatto con la pelle, lo rilascia poco alla volta. Ecco perché il glicodex è meglio tollerato e più efficace dell’acido glicolico. Dopo pochi minuti dall’applicazione, la pelle inizia ad arrossarsi: per questo, l’acido va eliminato sciacquandosi bene il viso con acqua. Poi bisogna stendere un velo di crema. Per ottenere buoni risultati, occorrono più sedute.

È possibile effettuare questo tipo di peeling su tutto il corpo. In questo caso non vengono utilizzate le concentrazioni adottate per il viso, con percentuali di acido glicolico intorno al 70%. Si ricorre a gel con concentrazioni più basse, attorno al 30%. Alla fine del trattamento, sarà sufficiente una doccia. Come per il viso, usate una crema idratante sempre a base di ceramidi che ripristina il pH cutaneo del nuovo strato corneo.

Il peeling con l’acido salicilico

Questo tipo di peeling è utile per le pelli grasse, in caso di comedoni o piccoli foruncoli, oppure per le macchie superficiali. Si usano soluzioni alcoliche di acido salicilico dal 10 al 30%, in base al tipo di pelle o all’azione più o meno aggressiva che si vuole ottenere. Dopo un iniziale senso di bruciore, sulla pelle compare una patina bianca dovuta ai microcristalli di acido salicilico, da eliminare con abbondante acqua. Poi si stende sul viso una crema protettiva e decongestionante. Nei giorni seguenti si può avere una lieve desquamazione di breve durata. Per ottenere buoni risultati sono richieste 3-4 sedute, da fare circa due settimane l’una dall’altra.

Il peeling con l’acido tricloro-acetico (TCA)

È utile per cancellare le cicatrici da acne e i segni dell’invecchiamento cutaneo, mentre è controindicato per chi la pelle scura, perché può lasciare macchie persistenti. L’acido tricloroacetico si trova in preparati dal 15 al 50%; viene applicato sulla zona da trattare e si lascia pochi minuti, fino a quando la cute non diventa bianca. Poi la pelle viene pulita e si stende una crema decongestionante. Nei giorni seguenti si applica una crema idratante e si evita di prendere il sole.In assenza di problemi particolari, è consigliabile sottoporsi al peeling TCA almeno due volte all’anno, in modo tale da agevolare il ricambio naturale delle cellule.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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