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Pelle grassa: dubbi e soluzioni più comuni

Pelle grassa: dubbi e soluzioni più comuni

I suoi principali difetti? Pori dilatati, brufoletti, punti neri.E poi l’aspetto lucido e untuoso e una certa difficoltà a “tenere” il trucco. È la pelle grassa, un tipo di cute che, benché meno diffusa di quella secca o mista, crea una serie di problemi estetici fastidiosi. All’origine della pelle grassa, c’è senz’altro un’eccessiva produzione di sebo, la sostanza secreta dalle ghiandole sebacee che serve a proteggere e a preservare l’epidermide dalle “offese” degli agenti esterni. Questo squilibrio si chiama seborrea ed è generalmente causato da una maggiore presenza di ormoni di tipo androgeno (cioè maschili), un problema che si presenta tipicamente nell’adolescenza, ma che si può manifestare anche in altri periodi della vita femminile, soprattutto in momenti di intenso stress, sia fisico che mentale. Ad ogni modo, la pelle grassa può essere efficacemente trattata, garantendo tutte le cure necessarie al suo benessere e alla sua bellezza. Per farlo, è necessario conoscere le caratteristiche e i bisogni di questo tipo di pelle e sfatare molti luoghi comuni intorno all’argomento. Diamo risposta alle domande più comuni sulla pelle grassa in questo articolo.

La pelle grassa è meno soggetta alla formazione delle rughe?

È vero, la pelle di questo tipo invecchia più lentamente, perché il sebo favorisce una maggiore coesione delle cellule che formano lo strato corneo (quello più esterno) e le lubrifica costantemente, evitando che avvizziscano. Non solo: la spessa barriera che il sebo forma in superficie impedisce a smog, polvere, vento e raggi solari di intaccare la struttura profonda della pelle, preservandone l’integrità nel tempo.

 

Il sapone va bene per detergere la pelle grassa?

Il sapone può sgrassare eccessivamente la pelle, provocando per reazione un aumento della produzione di sebo. L’ideale è scegliere un prodotto detergente in gel o latte leggero, da passare sul viso ed eliminare poi con acqua. Questi tipi di detergenti non occludono i pori, lasciano l’epidermide libera di respirare e svolgono una leggera azione astringente. Al termine è sempre bene utilizzare un tonico leggero, non alcolico. Sarebbe poi bene sottoporsi a una pulizia profonda della pelle almeno una volta al mese. Questo trattamento evita infatti il ristagno di sebo e lascia l’epidermide libera di respirare, riducendo anche la formazione di brufoli e punti neri, tutti difetti tipici della pelle.

La pelle grassa ha bisogno di una base trucco speciale?

In caso di pelle grassa sarebbe meglio utilizzare un’emulsione (non una crema) di consistenza leggera e del tipo “oil free”, che contiene oli selezionati in modo da non dare mai una sensazione di untuosità. Il prodotto si applica con piccoli tocchi, anche sul collo, e va massaggiato con cura per favorirne la completa penetrazione. Per quanto riguarda i fondotinta più adatti alla pelle grassa, si possono scegliere prodotti in versione compatta, perfetti per uniformare l’epidermide rendendola vellutata, oppure fondotinta del tipo “matte” (a minor contenuto di sostanze grasse), da completare con un velo di cipria compatta o in polvere nei punti dove maggiore è la concentrazione di ghiandole sebacee, e cioè ai lati del naso, sulla fronte e sul mento. Passare un cubetto di ghiaccio sul viso dopo il trucco ne favorisce la tenuta: il cubetto di ghiaccio va appena appoggiato sulla pelle, insistendo particolarmente sulle zone più untuose.

Anche la pelle grassa ha bisogno di idratazione?

Assolutamente sì: anche una cute grassa ha bisogno di nutrimento e di idratazione, e il momento migliore per fornirglieli è il riposo notturno. È bene, però, scegliere emulsioni non grasse, ricche di sostanze attive per il benessere e la salute cutanea come il pantenolo (provitamina B5) , la vitamina B6, F ed E.

Sole, lampade UVA e bagni di vapore aiutano contro il problema della pelle grassa?

Il sole fa sicuramente bene alla pelle grassa: fa diminuire il lavoro delle ghiandole deputate alla produzione di sebo ed evita così l’eccessiva untuosità cutanea. Un po’ diverso il discorso per le lampade abbronzanti: sebbene aiutino a regolarizzare l’attività delle ghiandole sebacee, vanno comunque usate con moderazione (non più di 10 volte all’anno), per non provocare la disidratazione della cute. Lo stesso vale per i bagni di vapore: sono utili, a patto di non esagerare. Le vaporizzazioni troppo prolungate, infatti, possono provocare un’ulteriore dilatazione dei pori.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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