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Meduse: evitate di toccarvi e sciacquate la pelle ...

Meduse: evitate di toccarvi e sciacquate la pelle con acqua di mare

«A chi si è imbattuto in una medusa raccomando di evitare di toccarsi la pelle con le mani o di grattarsi e, invece, di gettare sulla parte colpita molta acqua salata» • «Poi può essere utile fare impacchi di acqua con sale e bicarbonato» • «Se si calpesta un riccio marino suggerisco di uscire dall’acqua evitando di appoggiare la parte lesa per terra, poi di disinfettare la pelle e di togliere gli aculei, usando un ago sterile»

“È sufficiente una giornata di mare mosso oppu re una corrente un po’ più forte del normale per imbattersi nelle meduse, spinte dal largo verso riva e pronte a rovinare un bagno in mare e a danneggiare la pelle. Se a questo si aggiungono gli aculei dei ricci, presenti in grande numero sugli scogli, si capisce che, a volte, il nostro bellissimo mare riserva molte insidie per il nostro benessere”. Chi parla è il professor Antonino Di Pietro, uno dei massimi esperti dermatologi italiani, presidente fondatore dell’Isplad, la Società internazionale di dermatologia plastica, rigenerativa e oncologica, e direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis a Milano.

Iniziamo a parlare delle meduse, sempre più presenti nei nostri mari. Perché sono così pericolose per la pelle?
I tentacoli delle meduse sono dotati di un grande numero di pungiglioni con microscopici uncini, chiamati nematocisti. Essi, quando sono involontariamente toccati nuotando o stando in acqua, iniettano nella nostra pelle un veleno formato da composti di ammonio, istamina e proteine.

Che cosa avviene quando le meduse entrano in contatto con la pelle?
Provocano reazioni allergiche della pelle, come un fastidioso prurito e dolorose striature rossastre, oppure possono causare reazioni tossiche dovute all’azione del veleno iniettato che vanno dal malessere generale alla nausea, dal mal di testa a difficoltà respiratorie.

Che cosa consiglia di fare appena ci si rende conto di essere stati attaccati da una medusa?
Evitare l’errore più comune che fa il 70 per cento degli adulti e dei bambini che entra in contatto con le meduse: toccare con le mani la parte colpita cercando di togliere eventuali tentacoli dalla pelle. Infatti i loro tentacoli sono cosparsi di sferette gelatinose che racchiudono sostanze urticanti. Toccando con le mani la pelle colpita, le sferette ancora integre si possono rompere, spargendo il contenuto velenoso sulla pelle e questo fa peggiorare i sintomi.

Come consiglia di comportarsi invece?
Come prima azione suggerisco di gettare sulla parte colpita dalle meduse molta acqua salata. L’acqua del mare, quindi, perché per una reazione chimica l’acqua di rubinetto può provocare la rottura delle sferette urticanti rimaste sulla pelle e la fuorisciuta di altro veleno. Se si notano ancora tentacoli o filamenti della medusa, vanno staccati con il dorso di un coltello o con un piccolo oggetto piatto, per esempio con lo stecco del gelato o con la tesserina del Bancomat, facendo un movimento delicato dal basso verso l’alto e, a questo punto, consiglio di sciacquare la parte nuovamente con l’acqua di mare.

Come suggerisce di curare l’attacco di medusa?
Con creme a base di alukina o con un gel astringente a base di cloruro di alluminio, da acquistare in farmacia, evitando di utilizzare l’ammoniaca che potrebbe irritare ancora di più la parte colpita. Può essere utile fare impacchi di acqua con sale e bicarbonato diluendo in una tazza di acqua tiepida due cucchiaini rasi di sale e uno di bicarbonato.
Se i sintomi sono molto forti, suggerisce di assumere qualche altro farmaco specifico?
Se l’infiammazione è particolarmente intensa e il dolore non si è calmato, consiglio di applicare abbodantemente una pomata al cortisone e avvolgere la parte con una pellicola trasparente per facilitare e accelerare l’assorbimento della crema e, se serve, di assumere anche un farmaco antidolorico per alleviare il forte bruciore.

Può essere necessario rivolgersi al medico dopo essere entrati in contatto con una medusa?
Se dovessero apparire reazioni più serie, che sono segni di un’evidente reazione allergica, come difficoltà respiratorie, mal di testa, sudorazione, pallore, disorientamento o reazioni della pelle molto più estese, raccomando di recarsi al pronto soccorso.

Ci si può esporre al sole subito dopo essere stati attaccati da una medusa?
No. Quando compare l’irritazione consiglio di evitare il più possibile il sole sulla parte colpita, sino a quando la pelle torna normale, per prevenire l’eventuale formazione di macchie scure.

Passimo ora ai ricci marini. Perché sono pericolosi per la pelle e quali sintomi provocano?
Se i loro aculei, che sono formati da solfato di calcio, carbonato di magnesio, carbonato di calcio e diossido di silice, si conficcano nella pelle, e di solito questo accade nel piede, provocano non soltanto un forte dolore ma anche piccole ferite, arrossamento, gonfiore e, a volte, anche infezioni.

Che cosa suggerisce di fare quando si calpesta un riccio marino?
Prima di tutto di uscire dall’acqua evitando èdi appoggiare la parte lesa per terra per non fare conficcare maggiormente gli aculei e peggiorare la situazione. Poi raccomando di disinfettare la pelle con l’acqua di mare o, meglio, con un prodotto a base di cloro. FAtto questo consiglio di togliere gli aculei, facendo attenzione a non spezzarli, utilizzando la punta delle dita, un ago sterile come quello di una siringa monouso oppure una pinzetta per le sopracciglia. A questo punto, consiglio di applicare sulla parte, per alcuni giorni, una pomata antibiotica, coprendo la parte con una garza per evitare il contatto con la sabbia.

Che cosa capire se alcuni frammenti rimangono conficcati nella pelle?
Consiglio di togliere anche i frammenti più piccoli degli aculei per evitare che, dopo qualche settimana, compaia un granuloma, cioè un’infiammazione dolorosa provocata dalla presenza del corpo estraneo e la formazione di un nodulo.

Se si formasse il granuloma che cosa consiglia?
Poiché non guarisce da solo suggerisco di recarsi dal medico e di sottoporsi a una piccola incisione nella parte colpita per togliere il frammento dell’aculeo. Per evitare queste complicazioni, soprattutto se si trascorrono le vacanze in una spiaggia ricca di ricci o comunque se si ama camminare vicino agli scogli in acque non profonde, raccomando di calzare sempre scarpette di gomma con una suola protettiva.

di Roberta Pasero

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