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Rimozione tatuaggi: quali risultati attendersi?

Rimozione tatuaggi: quali risultati attendersi?

Aumenta la percentuale di pentiti dei tatuaggi: a confermarlo sono recenti statistiche che dichiarano come 3 italiani su 10 cambino idea. Se un tempo la rimozione dei tatuaggi con il laser era diffusa solo tra le celebrities, oggi molti pazienti ricercano strutture ad hoc per cancellare un vecchio ricordo: vediamo come farlo in modo sicuro.

Quali sono i tipi di tatuaggi che vengono rimossi più spesso?

I tatuaggi che ricordano un amore o un’amicizia finita sono quelli che vengono eliminati con più frequenza, insieme ai disegni soggetti a mode del momento come i motivi tribali, super richiesti fino a qualche anno fa e oggi ormai non più in voga. Ma anche disegni sciocchi e superficiali, fatti quando si era troppo giovani e impulsivi. L’identikit del pentito del tatuaggio corrisponde solitamente a un professionista o manager che intorno ai 30/40 anni sceglie di ripulire la sua immagine.

Quali tecniche si usano per rimuovere i tatuaggi?

La rimozione dei tatuaggi avviene nella maggior parte dei casi con Laser Q-switch o CO2 frazionale. Definire il numero di sedute di un trattamento di rimozione del tatuaggio con il Laser Q-switch è difficile perché dipende da colore e dimensioni del disegno. È bene informare il paziente che si tratta di una terapia lunga, in alcuni casi dolorosa e che può prevedere costi alti. Se vogliamo definire quanto costa una seduta di rimozione di tatuaggi possiamo considerare un range di prezzo che parte dai 200/300 € a seduta per un tatuaggio piccolo, scuro e poco profondo e può raggiungere gli 800€ se si tratta di un disegno grande, con diversi colori ed eseguito in profondità a livello cutaneo. Per quanto riguarda il dolore che può essere percepito durante la rimozione dei tatuaggi, tutto dipende dalla zona del corpo in questione. Dove la pelle è sottile, come piedi, polsi e costato, la seduta può essere più dolorosa, ma si tratta di un fastidio sopportabile. Infine è importante essere a conoscenza che la terapia può coinvolgere mesi, poiché le sedute devono essere effettuate a distanza di circa 40/60 giorni tra l’una e l’altra.

Quali fattori influenzano la buona riuscita dell’intervento di rimozione del tatuaggio?

Prima di cominciare le sedute di rimozione tatuaggi con il laser, nei centri specializzati si effettua una visita preventiva in cui si analizza il disegno e si determinano i risultati possibili. Ci sono alcune caratteristiche che possono influenzare la buona riuscita dell’eliminazione del tatuaggio, tra cui queste:

  1. Il tatuaggio non deve essere recente.
  2. La profondità con cui è stato eseguito il tatuaggio è fondamentale per un buon risultato. Più un tatuaggio è profondo e ricco di inchiostro e più sarà difficile cancellarlo, questo dipende dalla mano dell’artista che ha eseguito il tatuaggio.
  3. I colori chiari come giallo, azzurro, verde o le parti sfumate possono essere più difficili da eliminare. Il laser agisce infatti colpendo il pigmento e disintegrando le sue particelle che poi vengono eliminate dall’organismo. Più il colore è scuro è più il laser riesce a individuare il pigmento e a colpirlo.
  4. La grandezza del disegno è un altro fattore determinante, anche se ormai si possono ottenere risultati molti buoni anche per i tatuaggi più estesi.
  5. I fototipi scuri possono rischiare di presentare un colorito cutaneo più chiaro a seguito delle sedute di rimozione dei tatuaggi con laser. L’effetto è passeggero e con il passare del tempo la pelle riprende la sua normale colorazione.
  6. Parti del corpo in cui la pelle è più sottile possono determinare una sensazione di leggero dolore durante la rimozione dei tatuaggi che può rendere più lungo il procedimento di cancellazione.

La rimozione dei tatuaggi con laser Q-switch

Rimangono cicatrici dopo la rimozione di un tatuaggio?

La rimozione dei tatuaggi con laser agisce a livello superficiale proprio per evitare di lasciare cicatrici sulla pelle. Quando il tatuaggio è eseguito in profondità occorrono più sedute, ma anche al termine del numero di sedute stabilite per la rimozione di tatuaggi potranno non essere garantiti i risultati sperati. I tatuaggi più vecchi erano eseguiti con tecniche più grossolane e meno accurate per questo eliminarli è più difficile e soprattutto più un tatuaggio è vecchio e più viene assorbito dalla pelle.

Quali precauzioni bisogna seguire dopo aver rimosso un tatuaggio?

Dopo ogni seduta di rimozione dei tatuaggi con il laser sono necessarie alcune cure per evitare arrossamenti e irritazioni cutanei. La pelle va costantemente idratata con creme grasse, nutrienti e clinicamente testate anche per la pelle sensibile. In alcuni casi può essere consigliata l’applicazione di creme antibiotiche. Quando invece compaiono le prime croste è meglio applicare creme lenitive ed emollienti. Così come è meglio evitare l’esposizione del tatuaggio appena fatto al sole, anche dopo il trattamento di rimozione dei tatuaggi è necessario evitare di esporsi alla luce solare per almeno 15 giorni dopo la seduta.

Il tatuaggio come fattore di riabilitazione psicologica dopo interventi chirurgici

Recentemente è possibile affidarsi a tatuaggi con finalità medica che in alcuni casi vengono anche rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Si tratti di tatuaggi che possono migliorare l’aspetto della cute sottoposta a traumi causati da terapie oncologiche o altre patologie cutanee. Tra le prestazioni al momento diffuse e soggette a rimborso da parte del SSN ci sono il tatuaggio della cornea e quello per la pigmentazione del complesso areola-capezzolo dopo mastectomia. In questi casi l’obiettivo del tatuaggio non è puramente estetico ma è più profondo e serve per restituire un benessere psico-fisico al paziente.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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