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Se avete prurito, fate un bagno in acqua e riso

Se avete prurito, fate un bagno in acqua e riso

Il prurito è per i pazienti che ne soffrono, uno dei peggiori fastidi che si possano immaginare. Innanzitutto perché è una condizione stressante da un punto di vista mentale, poiché impedisce di concentrarsi. Poi perché il paziente, esasperato dal fastidio, spesso inizia una lunga odissea tra medici e specialisti di vario genere per trovare un rimedio che purtroppo non è semplice individuare. Infatti il prurito può dipendere sia da un problema della pelle sia da altri problemi di salute e, in questo caso, rappresenta solo un sintomo che consiglio di approfondire anche fuori dal campo dermatologico».

Chi mi parla del prurito e di come si deve affrontare è un grande esperto di problemi della pelle, il professor Antonino Di Pietro, dermatologo a Milano e presidente fondatore dell’Isplad, la Società internazionale di dermatologia plastica e oncologica.

Che cosa consiglia a un paziente con un prurito insistente?
«Innanzitutto gli chiedo se il prurito è localizzato o se è esteso su un’ampia parte di corpo. Poi osservo la sua pelle e verifico se presenta lesioni che possono giustificare un prurito, al di là di quelle che il paziente si può essere provocato grattandosi».

E poi?
«Se la lesione è localizzata, è più semplice individuare la causa. In genere questi casi sono causati da punture di insetti, reazioni allergiche di tipo locale o infezioni provocate da funghi della pelle. Le cure del caso si applicano in genere sulla sede della lesione e sono a base di pmate al cortisone se dovute a punture di insetti o reazioni allergiche. Nel caso di un fungo della pelle, invece, prescrivo farmaci antifungini, da applicare fino alla scomparsa di qualsiasi segno».

Che cosa consiglia invece ai pazienti che presentano lesioni sulla pelle molto estese e che quindi hanno un prurito diffuso su ampie zone del corpo?
«In questo caso, normalmente si tratta di un esantema, cioè uno sfogo della pelle, che può essere legato, per esempio, a una malattia virale come la varicella. Questa provoca un prurito difficilmente controllabile, che consiglio di trattare con farmaci antistaminici per bocca. Tuttavia anche le reazioni allergiche producono lesioni estese sulla pelle che vanno trattate con antistaminici e con cortisonici per bocca per bloccare l’infiammazione e quindi il prurito. In alcuni casi verifico anche che non sia in atto una parassitosi, come la scabbia. Si tratta dell’infezione causata da un piccolo parassita della pelle che crea un prurito esteso e insopportabile, che suggerisco di trattare con appositi insetticidi, simili a quelli usati, per esempio, per i pidocchi».

Che cosa consiglia, invece, ai pazienti che non presentano segni particolari di sofferenza della pelle eppure si lamentano del prurito?
«Mi preoccupo che la loro pelle sia ben idratata. A volte il prurito diffuso su una pelle che non presenta segni di irritazione si risolve bevendo più acqua. Poi suggerisco loro di fare il bagno anziché la doccia e di aggiungere all’acqua del bagno qualche cucchiaio di amido, che ha proprietà lenitive. Consiglio di sciogliere un cucchiaio di amido di riso per ogni litro di acqua utilizzata. L’amido di riso, che si trova al supermercato o in farmacia, è una farina ricavata dal riso che ha proprietà rinfrescanti. Si può anche usare l’acqua che si ottiene dopo la bollitura del riso stesso, senza salarla, quando è divenuta tiepida. Infine, secondo il tipo di pelle, prescrivo prodotti idratanti».

Come procede se questa terapia non sortisce l’effetto desiderato?
«Se non ottengo buoni risultati con questo approccio, prescrivo al paziente una serie di esami per accertare che la causa del prurito non sia un problema di salute di altro genere. Consiglio un esame del sangue, cioè un prelievo, per controllare i livelli di ferro, il funzionamento del fegato e della tiroide. Inoltre è indispensabile controllare i livelli di zuccheri nel sangue stesso e verificare persino alcuni segnalatori tumorali».

Perché consiglia questi esami?
« Poiché la mancanza di ferro nel sangue ha, come sintomo che si aggiunge alla stanchezza, proprio un prurito diffuso. E l’ipertiroidismo, cioè un eccessivo funzionamento della tiroide, può, a sua volta, dare lo stesso sintomo. I controlli sul corretto funzionament o del fegato sono utili perché, a volte, una infiammazione di questa parte del corpo, l’epatite, fa sì che siano rilasciate nel flusso sanguigno alcune sostanze che poi si legano agli strati più interni della pelle e che causano il prurito. Se il livello di zuccheri nel sangue è eccessivo, il paziente è affetto da diabete e, in questo caso, il prurito è dato dai problemi al sistema circolatorio e nervoso che la malattia comporta. Infine, per quanto riguarda i segnalatori tumorali, malattie quali il linfoma o la leucemia si manifestano anche attraverso il prurito. Ma in questo caso il paziente manifesta anche altri sintomi, molto più preoccupanti, che dovrebbero averlo già messo in allarme. In ogni caso, per scrupolo, prescrivo lo stesso questi esami. Ovviamente se i loro risultati appaiono alterati, indirizzo il paziente allo specialista oncologo. A volte, però, nemmeno questo accertamento è sufficiente».

Ci sono pazienti il cui prurito non ha spiegazione?
«Sì. Si tratta di una piccola percentuale, per fortuna, ma esistono. In questo caso traggono
sollievo dal rispetto di abitudini di vita: non devono bere té o caffè. Consiglio poi di limitare la cioccolata, di eliminare dal guardaroba tessuti sintetici e di non mettere lana a contatto con la pelle. Infine, nei momenti di maggiore disagio, questi pazienti possono trarre giovamento da brevi cicli di cura con antistaminici per bocca, che bloccano uno dei meccanismi che innescano il prurito e limitano così il senso di perenne disagio che li accompagna».

di Giulio Divo

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