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Voglie e macchie della pelle: come rimuoverle con ...

Voglie e macchie della pelle: come rimuoverle con il laser

Questa settimana parliamo dei trattamenti all’avanguardia per sconfiggere alcuni problemi molto diffusi tra uomini e donne di tutte le età come macchie cutanee, cheratosi e angiomi, cioè le cosiddette “voglie”. Vediamo insieme allora come togliere le voglie e le macchie cutanee.

 Quali sono le novità tecnologicamente più avanzate per eliminare le macchie cutanee?

Il laser rappresenta senz’altro la tecnologia più avanzata e più efficace a disposizione di noi dermatologi e può risolvere per esempio il problema delle macchie. Tuttavia la grande famiglia delle macchie cutanee in realtà è costituita da problemi molto diversi tra loro: dobbiamo distinguere tra macchie vere e proprie, angiomi e cheratosi. Ciascuno di questi problemi è trattato con una apparecchiatura laser differente. Nel caso delle macchie vere e proprio lo strumento più indicato è il laser che noi dermatologi chiamiamo laser q-switched. Questo strumento permette di trattare con efficacia il cosiddetto melasma, cioè le macchie della pelle che compaiono sul volto delle donne anche in giovane età, oppure le chiazze brune del volto solitamente legate all’età, le lentiggini e le efelidi, cioè le macchie simili a lentiggini che però si evidenziano solo dopo una esposizione al sole e che non tutti trovano gradevoli.

Come si svolge una seduta laser q-switched?

Dopo avere effettuato una visita preliminare in cui si valuta la natura della macchia da rimuovere con il laser q-switched, il dermatologo agisce direttamente con il laser su quest’ultima, distruggendo le cellule troppo colorate della pelle, disintegrandole. Di solito il paziente sente solo un leggero pizzicore. Se però non desidera sopportare nemmeno questo fastidio, prima del trattamento si possono applicare creme anestetiche. Queste sono consigliate se le dimensioni della macchia risultano molto estese. La durata della seduta dipende dall’ampiezza della macchia da trattare. Di solito non si insiste mai oltre i 20 minuti per non stressare troppo la pelle. Per eliminare macchie molto estese o numerose, si può organizzare un ciclo di più sedute che però si devono distanziare di almeno 30 giorni l’una dall’altra.

Dopo il laser si formano croste sul viso?

Dopo la seduta il paziente può accusare un leggero arrossamento e gonfiore sulla parte trattata che scompare nel giro di due o tre giorni al massimo.  In questo caso impacchi freddi o l’uso di creme lenitive o pomate antibiotiche a base di gentamicina danno sollievo, a patto che sia il dermatologo a prescriverne l’uso. Nei giorni successivi il paziente vedrà formarsi sulla pelle piccole crosticine che cadranno naturalmente. In questa fase è prudente che le pazienti non si trucchino, anche se possono comunque condurre una normale vita di società e di relazione. Dopo che le crosticine saranno cadute la pelle apparirà leggermente più chiara rispetto a quella circostante ma con il tempo, al massimo in un paio di mesi, il colorito tornerà uniforme.

Nel periodo di convalescenza, è importante seguire alcune precauzioni. Il paziente deve costantemente proteggere la pelle con creme solari ad altissimo fattore di protezione: l’azione del sole potrebbe causare la ricomparsa di una nuova macchia sulla parte trattata. Il divieto vale anche per l’uso di lampade abbronzanti o creme autoabbronzanti. Consigliamo pertanto ai pazienti di programmare questo trattamento nei mesi freddi, affinché la pelle sia definitivamente guarita l’estate successiva. A questo punto basta proteggere la pelle dal sole per evitare che le macchie si riformino negli anni seguenti.

Che cosa è possibile fare per eliminare le voglie?

Le voglie, che in termini medici si chiamano angiomi, si possono eliminare attraverso una apparecchiatura laser di tipo differente, che noi medici chiamiamo dye-laser. L’angioma è causato dalla malformazione di un vaso sanguigno che si estende sotto la pelle: in questo caso il laser si utilizza per chiudere il vaso. Così l’angioma non è più alimentato dal flusso sanguigno e quindi, con il tempo, si riassorbe e scompare. Perché l’angioma si riassorba completamente è necessario un paio di mesi. Per il paziente il disagio è minimo, quindi si può agire senza anestesia o con creme anestetiche ad azione locale. Anche in questo caso la durata massima non supera i 50 minuti. Eventuali sedute successive si programmano almeno dopo 30 giorni dalla prima.

Nelle quattro settimane che precedono e seguono il trattamento, il paziente deve proteggere la pelle con creme solari ad alto fattore di protezione e, ovviamente, non sottoporsi all’azione di lampade abbronzanti. Per tre giorni dopo il trattamento il dermatologo, secondo la profondità dell’angioma trattato, può prescrivere l’uso di pomate antibiotiche a base di gentamicina. Dopo una settimana le pazienti possono ricominciare a truccarsi.

Come si eliminano le cheratosi?

In questo caso possiamo usare un terzo tipo di laser, chiamato laser erbium. Questo tipo di laser è stato specificamente studiato per eliminare quei problemi cutanei che interessano gli strati superiori della pelle perché agisce rimuovendoli. Le cheratosi altro non sono che ispessimenti della pelle dal colorito bruno grigiastro, simili a verruche. In genere ogni chiazza di cheratosi si risolve agevolmente nel giro di una, al massimo due sedute, che tuttavia si devono distanziare di un mese l’una dall’altra. Per prepararsi al meglio in vista di un trattamento per eliminare una cheratosi, il paziente non deve essere abbronzato. Quindi meglio intervenire nel periodo invernale avendo cura non effettuare sedute di lampada abbronzante nei due mesi che precedono il trattamento. Questa precauzione vale anche per il periodo successivo al trattamento stesso: la pelle, dopo una applicazione di laser terapia, ha bisogno di riposare. Eliminare le cheratosi non provoca dolore: le cheratosi sono superficiali, quindi non serve ricorrere ad anestesie. Invece è importante eliminarle fin dalla prima comparsa per evitare che diventino più grandi.

Dopo il trattamento con il laser il paziente avverte qualche disagio, anche se di scarsa entità. La zona trattata si arrossa e può anche gonfiarsi un po’. In genere il gonfiore svanisce nel giro di poche ore. L’arrossamento, invece, può durare anche qualche settimana. Si può rendere necessaria l’abituale medicazione base di gentamicina sulla parte trattata per una settimana dopo la seduta, ma dipende dalle dimensioni della cheratosi e dalla profondità con cui, nel tempo, può essere penetrata nella pelle.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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