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Neo o macchia della pelle? Ecco come distinguerli

Neo o macchia della pelle? Ecco come distinguerli

I nei sono piccole macchie scure che compaiono fin dall’infanzia in qualsiasi parte del nostro corpo, dal viso alla punta dei piedi, e che possono aver svariate forme e dimensioni. Spesso li si considera veri e propri segni distintivi, quasi un vezzo da ostentare; altre volte, invece, sono trattati alla strenua di piccoli inestetismi. Ma che cosa sono in realtà, e come si formano? Come devono essere trattati? C’è un modo per riconoscere a colpo d’occhio quelli assolutamente innocui da quelli che, invece, devono essere tenuti sotto controllo? Facciamo chiarezza in questo articolo.

Che cosa sono esattamente i nei e come si formano?

I nei sono macchie della pelle, spesso di colore marrone chiaro oppure colore testa di moro, che, a volte, si presentano piatti sulla pelle, mentre altre volte sono in rilievo e possono essere coperti da una fitta peluria. La loro forma è prevalentemente circolare o ovale, mentre le dimensioni variano da tre millimetri fino ad arrivare addirittura a più di venti centimetri. Anche se questa evenienza si verifica solo in casi eccezionali: mediamente, infatti, i nei presentano un diametro inferiore a sei millimetri. Queste macchie, che noi medici chiamiamo “nevi”, si formano quando nella pelle si creano aggregazioni di cellule, chiamate melanociti, che contengono una sostanza di colore bruno, la melanina. La melanina è la stessa sostanza che ci fa diventare più scuri quando ci esponiamo al sole o per effetto delle lampade abbronzanti a raggi Uva.

Come distinguere i nei dalle macchie della pelle?

I nei sono generalmente rotondi oppure ovali, ma non è una regola fissa: se la forma del neo non è regolare non è semplice per il paziente capire se sulla pelle c’è un neo vero e proprio oppure una macchia che ha un’altra origine. I nei, infatti, spesso si confondono con le lentiggini, cioè le macchioline della pelle di colore marrone chiaro o scuro sparse su tutto il corpo, specie delle persone che hanno pelle chiara e facilità a scottarsi quando si espongono al sole. Oppure i nei si possono confondere con le efelidi, altre macchie della pelle, molto simili alle lentiggini quanto a forma e colore, che compaiono solo quando la pelle è stata sottoposta all’azione dei raggi del sole, specialmente sul viso, sulle braccia e sul petto. È inoltre possibile confondere i nei con le cheratosi, cioè con le macchie della pelle superficiali di colore marrone-giallastro e con una sorta di pellicina aderente, che insorgono specialmente in età adulta. Infatti le cheratosi, nelle prime fasi di sviluppo, somigliano a piccoli nei di colore scuro.

Ma per distinguere con precisione i nei da altre macchie della pelle è necessario che il paziente si sottoponga a una visita specialistica condotta con uno strumento particolare. Si tratta di una specie di lente di ingrandimento molto potente, chiamata dermatoscopio. Per la diagnosi si procede in questo modo: prima si bagna la macchia che si vuole esaminare con un olio speciale, poi sulla macchia bagnata con l’olio si pone il dermatoscopio, dotato di una luce molto potente e così si esaminano i colori e le strutture della macchia stessa, che non sono visibili a occhio nudo.

Perché è importante riconoscere la disposizione dei colori e delle strutture che compongono la macchia?

Perché proprio grazie a questa disposizione è possibile distinguere un neo da altre macchie. I nei, infatti, si riconoscono facilmente perché hanno colori e strutture cellulari ordinate: le cellule e il pigmento, cioè il colore, si dispongono infatti in modo compatto e regolare, un po’ come i mattoncini delle costruzioni. Poi, sempre grazie a questo esame, si può valutare la distribuzione superficiale o profonda sia del pigmento, cioè del colore, sia delle strutture viste con il dermatoscopio. Le lentiggini e le efelidi, per esempio, sono molto superficiali, mentre i nei possono essere più profondi.

A che età e dove compaiono i nei?

Solitamente i nei non compaiono prima dei 3 o 4 anni di età. Poi possono continuare a comparire per tutto il resto della vita, anche se con l’età avanzata diminuisce la produzione di nei veri e propri ma aumenta quella di altre macchie della pelle. Ci sono però casi in cui i nei sono già presenti alla nascita. I medici li chiamano nei congeniti e sono presenti dall’1 al 2 per cento dei neonati. Esistono fattori che predispongono alla comparsa dei nei: noi ereditiamo dai nostri genitori un particolare tipo di pelle piuttosto che un altro, che può essere più o meno predisposto alla comparsa di nei. Noi dermatologi schematizziamo le varie tipologie di pazienti sulla base di alcune caratteristiche quale il colore della pelle, dei capelli, degli occhi e la tendenza alle scottature causate da raggi solari o lampade Uva. Queste caratteristiche individuali che ho elencato prendono il nome di fototipo e ci sono sei fototipi: alcuni di questi sono più predisposti alla comparsa dei nei. Altri meno.

Quali sono i fototipi con maggiore tendenza alla formazione di nei?

Il fototipo che ha la tendenza ad avere un numero molto alto di nei, anche più di cento disseminati in tutto il corpo, è il cosiddetto fototipo uno, cioè quello che contraddistingue le persone dalla pelle chiara, che hanno i capelli biondi o rossi, le efelidi e la tendenza a scottarsi facilmente anche dopo brevi esposizioni al sole. Queste persone sviluppano nei con facilità perché i loro melanociti non sono distribuiti in maniera uniforme nella pelle ma si ammassano in piccoli gruppi che, a lungo andare, anche per l’azione dei raggi solari, danno origine ai nei. Queste persone, inoltre, possono avere nei anche in zone non visibili immediatamente, cioè sul cuoio capelluto, sotto le ascelle, nell’inguine, tra le pieghe della pelle. Si tratta di pelli molto delicate che devono essere protette dai raggi solari in maniera quasi assoluta. Ma non sono certo loro i soli ad avere la tendenza a sviluppare nei in grande quantità.

C’è anche il fototipo due, cioè quello cui appartengono le persone con i capelli castano chiari, carnagione chiara, che si abbronzano poco e si scottano frequentemente al sole. I fototipi chiari uno e due tendono facilmente ad avere lentiggini dopo una scottatura solare e sviluppano con facilità, soprattutto se hanno una certa predisposizione genetica. Queste persone, inoltre, hanno maggiore tendenza ad avere nei anche in zone non visibili, ad esempio nei sul cuoio capelluto. Si tratta di pelli molto delicate che devono essere protette dai raggi solari in maniera quasi assoluta. Ma non sono certo loro i soli ad avere la tendenza a sviluppare nei in grande quantità. Anche il fototipo tre, che rappresenta l’italiano medio, è soggetto alla formazione di nei. Le persone che appartengono al fototipo tre hanno capelli castani e la pelle moderatamente scura; il colore degli occhi può essere chiaro o scuro, ma la tendenza a scottarsi diminuisce, mentre aumenta la capacità di abbronzarsi in maniera uniforme. Questi sono i tre fototipi maggiormente predisposti alla formazione dei nei.

Perché i fototipi scuri hanno meno nei?

Perché il fototipo quattro, che è quello rappresentato dall’individuo di carnagione olivastra e aspetto mediterraneo, ha una distribuzione più uniforme di melanociti, e quindi di melanina, e per questo è anche meno predisposto. Così come il fototipo cinque, che rappresenta le persone che provengono da zone tropicali, ha le stesse caratteristiche del quattro ancora più accentuate, mentre il fototipo sei descrive le caratteristiche della pelle delle persone di colore, che non si scottano mai e che raramente hanno nei.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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