Per appuntamenti e informazioni 02.29406306 | info@istitutodermoclinico.com • Cerca il centro più vicino a te sul sito dermoclinico.com
  1. Home
  2. /
  3. Terapie e Laser
  4. /
  5. Laser
  6. /
  7. Come si tolgono i...

Come si tolgono i nei?

Continuiamo questa settimana la serie di articoli dedicati ai nei, cioè alle macchie della pelle, di forma regolare, piatti o in rilievo che possono avere un colorito marrone chiaro o testa di moro. Dopo aver visto la scorsa settimana che cosa sono i nei, come nascono, come si riconoscono rispetto alle altre macchie e perché alcune persone ne hanno tanti, disseminati in tutto il corpo, mentre altri ne hanno pochissimi o addirittura nessuno, questa settimana spieghiamo come trattare i nei nella vita di tutti i giorni, ovvero come regolarsi per proteggerli dall’azione dei raggi solari e delle lampade Uva, quali abitudini  seguire affinché non si danneggino, come comportarsi quando bisogna esporsi al sole e come eliminare i nei indesiderati per motivi estetici, ricordando che la terapia dei nei è in due tempi: riconoscere dermatologicamente se i nei sono o non sono pericolosi e, quindi, decidere se lasciarli e tenerli sotto controllo o se invece intervenire chirurgicamente.

I nei hanno bisogno di cure particolari?

I nei non devono assolutamente condizionare la vita del paziente che li ha. Molti dei luoghi comuni sui nei, infatti, sono frutto di informazioni sbagliate. Si dice infatti che i nei devono essere protetti da urti, tagli e traumi. Non è vero: in caso di urto o taglio accidentale il neo si rimargina naturalmente, così come avviene per ogni altro lembo di pelle. Non bisogna quindi trattarli in alcun modo particolare e l’unica raccomandazione che devo dare riguarda l’esposizione al sole o ai raggi delle lampade Uva per i pazienti che hanno molti nei. I pazienti con molti nei hanno infatti una pelle delicata e pertanto sono maggiormente esposti alle scottature solari. Da questo punto di vista il neo si comporta come una specie di segnale: ricorda alla persona che la sua pelle è molto sensibile e che quindi l’azione del sole potrebbe provocare scottature, comparsa di efelidi e di altre macchie. Perciò si suggerisce a tutti, ma in particolare ai pazienti con la pelle molto chiara, quando sono al sole, di non dimenticare mai una crema solare ad alta protezione e di indossare una maglietta e un cappello. Per il resto il sole non ha un effetto specifico sui nei.

Esistono abitudini di vita sbagliate che possono determinare la sofferenza di un neo?

No, tuttavia ci possono essere nei che, posizionati in determinate parti del corpo, possono infastidire il paziente. Un grosso neo sul viso di un uomo può essere facilmente lesionato ogni volta che lui si fa la barba. Oppure, un neo a rilievo nella zona inguinale potrebbe sfregare continuamente con il tessuto dei pantaloni e dare fastidio. Se per il paziente questi nei diventano motivo di disagio, allora possiamo pensare di rimuoverli con una piccola operazione, la stessa cui si ricorre se si vuole asportare un neo per motivi estetici. Infatti alcune tipologie di neo possono essere poco belle a vedersi. Innanzitutto i cosiddetti nei congeniti giganti, cioè i nei che sono visibili già alla nascita. Sono piuttosto rari, dato che si riscontrano solo su un neonato ogni cento, ma è possibile che l’estensione di questo tipo di neo sia ragguardevole: a volte può superare i venti centimetri di diametro.

I nei congeniti, se sono grandi oltre venti centimetri di diametro, si devono rimuovere nei primi mesi di vita perché, pur essendo solo nei, potrebbero dare origine ad altre malattie della pelle. Questi nei sono molto difficili da trattare: sono tolti in ospedale, da un’équipe medica composta da un dermatologo e da un chirurgo plastico in anestesia generale. L’intervento ha una durata variabile perché non sempre si riesce a rimuovere tutto il neo in un’unica seduta operatoria. I tempi di convalescenza dipendono strettamente dalla grandezza della lesione. Ma ci sono anche altri nei, più piccoli, che possono essere fonte di disagio estetico per la persona che li ha sul proprio corpo e soprattutto sul viso.

Quali sono i nei che possono essere fonte di disagio?

Noi dermatologi chiamiamo i nei con il nome del dermatologo che, per primo, ne ha descritto le caratteristiche particolare. Tra i nei più comuni, i meno graditi sono i cosiddetti nei di Miescher, cioè nei in rilievo, che compaiono sul viso e che spesso sono coperti da una fine peluria. Il loro aspetto, oltre a creare un evidente in estetismo, talvolta è indice di preoccupazione in chi lo porta perché è spesso soggetto a traumi, data la posizione molto esposta. Un altro neo che spesso si asporta perché è molto fastidioso e poco piacevole a vedersi è il cosiddetto neo di Unna che presenta un peduncolo, cioè una specie di piccola coda fatta di pelle che fuoriesce dal neo stesso.

Che cosa deve fare il paziente per rimuovere il neo?

Il paziente deve recarsi da un dermatologo che abbia a disposizione un ambulatorio attrezzato proprio per questo genere di interventi, oppure in un ospedale, sempre attrezzato. L’asportazione di un neo prevede in tutti i casi una visita preliminare per stabilire la natura del neo, la sua estensione e la profondità che le sue radici hanno nella pelle. Questa visita si esegue attraverso il dermatoscopio, uno strumento di piccole dimensioni costituito da una lampada e da una lente di ingrandimento. Dopo avere applicato una goccia di olio trasparente sulla lente, è possibile esaminare la struttura della cellule del neo e quindi avere tutte le informazioni necessarie per eseguire l’intervento nella maniera corretta.

Come si esegue l’intervento di asportazione dei nei?

Dopo aver valutato con la visita preliminare l’ampiezza e la profondità del neo, si stabilisce con il paziente il giorno dell’intervento. Esso si effettua in ambulatorio, sotto anestesia locale, e dura tra i venti e i trenta minuti. Al termine dell’intervento bisogna mettere alcuni punti di sutura perché l’asportazione del neo prevede anche la rimozione, intorno al neo, di una piccola parte di pelle sana di dimensioni variabili, per evitare la ricrescita del neo.

Che cosa si raccomanda per seguire una corretta convalescenza dopo l’intervento?

Dopo una settima circa vengono tolti i punti di sutura. In quella settimana si prescrive al paziente di proteggere il taglio dall’acqua, quando fa la doccia, con cerotti appositi o applicando una protezione in plastica sulla medicazione. Inoltre, se la parte dalla quale è stato asportato il neo è vicina a un’articolazione, è bene sospendere l’attività sportiva fino ad avvenuta cicatrizzazione, perché i punti potrebbero saltare e ciò renderebbe la cicatrizzazione più lunga o addirittura potrebbe essere necessario intervenire di nuovo. Inoltre si raccomanda al paziente di fare particolare attenzione all’esposizione solare nei sei mesi successivi all’intervento perché la pelle appena cicatrizzata, se sottoposta all’azione dei raggi solari nei primi sei mesi successivi all’intervento, potrebbe dare origine a una cicatrice spessa, molto visibile e anche più dura del normale.

Si può eliminare il neo con tecniche non chirurgiche?

Sì, utilizzando il laser o il bisturi a radiofrequenza che bruciano il neo. Ma è più sicuro l’intervento chirurgico per due motivi. Il primo motivo è che non abbiamo la certezza che il neo sia distrutto completamente fino alla radice e quindi a distanza di tempo potrebbe comparire un’altra macchia o un estetismo che, alla fine, renderebbe vano il primo lavoro. Il secondo motivo è che quando si toglie un neo si consiglia sempre di sottoporlo a un esame approfondito, un esame istologico per analizzare al microscopio le cellule che compongono il neo asportato. È un esame abituale che, quindi, è effettuato sempre e serve al dermatologo, ma anche al paziente, per sapere esattamente la natura delle cellule del neo asportato nei minimi dettagli. Se invece il neo è bruciato completamente dal laser o dalle radiofrequenze, l’esame istologico è impossibile e quindi si perde un’opportunità importante per sapere come sta la nostra pelle.

Facebook Comments

Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

VEDI ANCHE: