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Botox: conosci i suoi effetti collaterali?

Botox: conosci i suoi effetti collaterali?

Da tempo ormai la tossina botulinica (nome in codice: botox) viene utilizzata in medicina per risolvere alcuni problemi. Se tutti gli esperti concordano sull’efficacia e sulla sicurezza dei farmaci contenenti la tossina per il trattamento di malattie neurologiche e oftalmologiche, i pareri si dividono sull’utilità effettiva del suo uso in ambito estetico, visti comunque i possibili effetti collaterali del botox, che derivano anche da una scorretta somministrazione del farmaco. Del resto, mentre ormai l’uso della tossina in ambito medico è accertato e approvato, lo stesso non si può ancora dire per le applicazioni strettamente estetiche. Da poco, tuttavia, la Cuf (Commissione unica del farmaco) ha approvato l’uso di questa sostanza per spianare le rughe verticali della fronte, in mezzo alle sopracciglia.

Che cos’è esattamente il botulino?

La tossina botulinica è un potente veleno prodotto dal batterio Clostridium botulinum. Questo microrganismo può svilupparsi in tutti gli alimenti mal conservati e, quando trova un ambiente privo di ossigeno, a una temperatura che si aggira intorno ai 30 gradi, produce una tossina che infetta gli alimenti ed è responsabile del botulismo, una forma, appunto, di tossinfezione alimentare. La tossina prodotta dal botulino e poi liberata nell’alimento, una volta ingerita, raggiunge l’intestino da cui, attraverso l’entrata nel circolo sanguigno, raggiunge il sistema nervoso. Dopo circa 12-36 ore di incubazione, cominciano a comparire i primi sintomi: nausea, vomito, diarrea, vertigini e astenia. In breve subentrano danni al sistema nervoso perché la tossina impedisce la trasmissione degli impulsi nervosi che comandano la contrazione muscolare. Ecco che compare una progressiva paralisi della muscolatura, a partire dal volto fino, in certi casi, ai polmoni e al cuore. Esistono sette diversi tipi di tossina botulinica (A, B, C, D, E, F, G), che funzionano con lo stesso meccanismo, con la differenza che non tutti i tipi riescono a bloccare le diverse terminazioni nervose.

L’uso ospedaliero della tossina botulinica

L’infezione della tossina botulinica a scopo curativo viene svolta esclusivamente nelle strutture ospedaliere, sia in regime di ricovero, sia in day hospital (dalla mattina alla sera), sia in regime ambulatoriale, ma sempre ospedaliero. La procedura, a seconda del punto dell’iniezione, può essere più o meno fastidiosa e viene svolta sempre in anestesia locale. La tossina viene inoculata per via intramuscolare (cioè nel muscolo).

La tossina botulinica agisce bloccando la trasmissione degli impulsi nervosi diretti ai muscoli del corpo, causandone la successiva paralisi. In pratica, quando viene iniettata nei muscoli (questo avviene generalmente a scopo curativo), essa raggiunge le sinapsi nervose, ossia le terminazioni dei nervi nei muscoli, che rappresentano il punto di scambio di informazioni tra i nervi e i muscoli. Raggiungendo queste terminazioni la tossina blocca l’acetilcolina, il neurotrasmettitore responsabile della contrazione muscolare. Allo stesso modo le terminazioni nervose inviano informazioni anche ad alcune ghiandole (come quelle sudoripare), facendo loro secernere alcune sostanze. Per questo motivo la tossina può, inibendo le terminazioni nervose, “paralizzare” anche la ghiandola stessa.

Applicazioni in campo medico del botulino

Negli ultimi vent’anni circa si sono scoperte sempre più applicazioni in campo medico della tossina botulinica (neurologico e oculistico in particolare) . Il procedimento è sempre lo stesso: iniettare la tossina a certe dosi in determinati punti. Vediamo le principali applicazioni.

  • Strabismo. Lo strabismo è dovuto a un’eccessiva contrazione dei muscoli oculari. Iniettando in alcuni punti specifici piccole dosi della tossina è possibile impedire ai muscoli di ricevere l’ordine di contrarsi: in questo modo gli occhi riacquistano il loro aspetto naturale.
  • Distonie. Le distonie sono disturbi del movimento in cui i muscoli si trovano in una situazione di spasmo continuo e non rispondono ai comandi (come nel caso dei tic). Un esempio di distonia è il blefarospasmo: una contrazione ritmica involontaria delle palpebre, ma anche il torcicollo spasmodico, una distonia cervicale che interessa i muscoli del collo e può portare a movimenti di torsione, inclinazione, flessione o estensione. Iniettando la tossina nel muscolo interessato (in determinati punti e alle giuste dosi) si riesce a paralizzare il movimento involontario del muscolo, quello che crea appunto la distonia, senza dover paralizzare quello volontario. In pratica, si torna a utilizzare il muscolo in modo naturale. In questo modo, riducendo la contrattura, si elimina anche il dolore da essa derivante.
  • Ragadi anali. La ragade è una spaccatura dell’epidermide e del derma (rispettivamente lo strato superficiale e quello secondario della pelle) che si forma sull’orifizio anale. In genere, per spiegarne l’origine si parla di un’eccessiva fragilità dei tessuti e di una contrazione eccessiva del muscolo sfintere anale che, rimanendo poco elastico, provoca un’alterazione del normale meccanismo della defecazione. Tale alterazione, a sua volta, causa la lacerazione dei tessuti di rivestimento. La continua contrazione dello sfintere, poi, impedisce al tessuto di cicatrizzare. Iniettando la tossina botulinica è possibile paralizzare momentaneamente lo sfintere e favorire, di conseguenza, la cicatrizzazione del taglio.
  • Spasticità. La spasticità è una condizione di abnorme contrazione dei muscoli che non si riesce a controllare. Essa può derivare da altri problemi, come un ictus cerebrale o una paralisi cerebrale (in genere infantile). Attualmente la tossina botulinica viene utilizzata anche nella riabilitazione di persone spastiche a seguito di tali problematiche. La tossina, infatti, iniettata a determinate dosi, periodicamente, permette di recuperare la funzionalità muscolare e contrastare il dolore. Essa, inoltre, viene iniettata sia per prevenire problemi più grossi a livello articolare, sia per “mimare” temporaneamente gli effetti di un ” eventuale intervento chirurgico (e quindi per valutarne o meno l’efficacia), sia per evitare di intervenire chirurgicamente.
  • Cefalea tensiva. Come dice il nome stesso, questo tipo di mal di testa è legato, almeno in un sottogruppo di persone, alla tensione dolorosa dei muscoli del collo, delle tempie, della nuca e delle spalle. Sembra che anche in questo caso la tossina botulinica possa risultare efficace perché, bloccando o comunque limitando la contrazione muscolare, attenua il dolore che deriva da questa contrazione.
  • Iperidrosi. Questa è forse una delle applicazioni più note della tossina botulinica. L’iperidrosi consiste in una eccessiva sudorazione derivante da un’iperstimolazione delle ghiandole sudoripare (dovute a varie cause, dall’ansia a particolari condizioni climatiche), in genere soprattutto quelle ascellari e palmari. La tossina, iniettata in quantità minime e controllate nelle zone interessate, riesce a bloccare l’ipersudorazione intercettando il comando nervoso diretto alle ghiandole sudoripare. La sudorazione viene così ridotta senza essere eliminata e le ghiandole vengono gradualmente “rieducate” a non produrre eccessive quantità di sudore. Si può avvertire una modesta perdita di forza nelle dita, effetto che passa nel giro di un paio di settimane.

Gli usi del botox permessi in Italia

Il ministero della Salute ha chiarito come oggi la tossina botulinica può essere utilizzata all’interno del nostro Paese. Al momento in Italia è autorizzata solo per specialità medicinali (farmaci) da utilizzarsi in campo medico. Sono in commercio prodotti per il trattamento di alcuni tipi di distonie muscolari e a breve sarà autorizzata anche l’indicazione terapeutica per l’uso della tossina botulinica nell’iperidrosi ascellare. L’utilizzo dei medicinali contenenti tossina botulinica è riservato agli ospedali.

Recentemente la Cuf (Commissione unica del farmaco) ha inoltre approvato una specialità medicinale contenente tossina botulinica per il trattamento delle rughe verticali tra le sopracciglia negli adulti di età inferiore ai 65 anni, prodotto che è stato registrato con procedura di “mutuo riconoscimento” nei Paesi europei. In questo caso, anche se l’indicazione sembrerebbe di tipo estetico, in realtà è sempre da considerarsi di tipo medico, vista la problematica psicologica da non sottovalutare in queste persone. Per questa specialità medicinale l’uso è riservato ai medici specializzati in chirurgia plastica, chirurgia maxillo-facciale, dermatologia e oftalmologia, escludendo i medici estetici, non ancora riconosciuti come specialisti dall’università italiana. Il prodotto sarà a breve autorizzato per l’immissione in commercio in fascia C (cioè a carico del cittadino).

Applicazioni in campo estetico del botulino

La tossina botulinica trova applicazione anche contro le rughe di espressione. Le rughe del viso, infatti, sono il risultato delle prolungate contratture muscolari del volto, che finiscono per rompere le fibre elastiche cutanee. Iniettando la tossina, il muscolo contratto si paralizza e la ruga si spiana. Così si attenuano le rughe già esistenti e, modulando la contrazione dei muscoli facciali, si evita la formazione di altre rughe. Non tutte le rughe possono essere trattate con la tossina, ma per ora, la procedura risulta efficace solo per quelle glabellari (tra le sopracciglia, permessa in Italia), della fronte e le “zampe di gallina” (ai lati degli occhi). L’effetto di un’iniezione può durare anche sei mesi.

Effetti collaterali del botulino

Un’unica iniezione di botulino può non avere alcun effetto collaterale, se non piccoli ematomi nella zona di iniezione o, per esempio, nel caso del blefarospasmo, una lieve ptosi palpebrale, che scompare nel giro di alcuni giorni. Se la paralisi muscolare viene protratta, a causa di successive iniezioni, il muscolo stesso perde la sua funzionalità e va in fibrosi. Non bisogna dimenticare che, attraverso il muscolo, passano i vasi che irrorano e nutrono la pelle, per cui, se il muscolo va in fibrosi, anche la cute può diventare atrofica. Del resto è quello che succede quando si libera un arto dall’ingessatura: questo è atrofizzato e anche la pelle ne porta i segni. Ovviamente, dopo aver tolto il gesso, pian piano il muscolo torna normale, ma lo stesso non avviene finché si ripetono le iniezioni di tossina. Esiste poi la possibilità che più iniezioni permettano all’organismo di sviluppare anticorpi in grado di contrastarne l’azione. In questi casi, il medico può decidere di ricorrere (se possibile) a un altro tipo di tossina.

Quanto durano gli effetti di un’iniezione di botulino

Gli effetti di un’iniezione di tossina botulinica sono reversibili perché, dopo un certo periodo (in genere 3-4 mesi), il sistema nervoso sviluppa nuove sinapsi attorno a quella bloccata, ripristinando la situazione precedente. Questo offre un notevole vantaggio: qualsiasi possibile effetto collaterale si risolve in poche settimane, a meno che la tossina non venga nuovamente inoculata in tempi brevi. Ovviamente ciò fa anche sì che nelle applicazioni descritte sia necessario ripetere un trattamento a distanza di alcuni mesi e per un tempo indefinito per risolvere il problema.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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