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Che cos’è la pelle sensibile?

Questione di sensibilità, ma anche di spessore. Sono queste le coordinate che definiscono una pelle delicata, di solito sottilissima e che reagisce a stimoli in fondo innocui e a tutte le minime aggressioni esterne, anche se inquadrare il problema non è affatto semplice. In pratica per pelle sensibile s’intende un tipo di pelle che, senza sconfinare mai nella patologia, può comunque divenire un terreno fertile per problemi più seri, come allergie e intolleranze. Vero è che si tratta di un disagio cutaneo sempre più diffuso. Almeno è quanto afferma una recente inchiesta svolta da Ipsos per Biotherm: se 1 donna su 6 dichiara di avere la pelle ipersensibile, 1 su 4 dice di averla soggetta molto spesso a rossori. Chi geneticamente ha già una pelle delicata, è predisposta a disagi come couperose e intolleranze, siano esse da sole, da smog o da freddo. Trattarla al meglio significa lenirla, ma anche individuare il suo reale livello di suscettibilità. Vediamo come.

Quali sono i fattori scatenanti della pelle sensibile?

Individuare i meccanismi che mandano in tilt la pelle non è semplice. Tante e molteplici, infatti, le cause a monte del problema. Oltre a quelle “momentanee” come freddo, vento, cattiva alimentazione, sole, inquinamento e uso di cosmetici sbagliati, le ragioni di questo disagio partono proprio dalla pelle: prima fra tutte, lo scarso funzionamento della barriera cutanea che, perdendo le sue capacità autoprotettive, rende più reattiva e vulnerabile l’epidermide alle aggressioni esterne. Seguono i disturbi vascolari, ma anche un’eccessiva liberazione di neuro-trasmettitori da parte delle terminazioni nervose presenti sugli strati superficiali. Non dimentichiamo, infatti, che la pelle è anche un “organo di senso”, sottoposto a stimoli continui (da contatto, psicologici e fisici).

Freddo, smog e pelle reattiva

Ci si allerta sempre in caso di grande freddo, che in effetti non può che acutizzare i problemi di una pelle intollerante, peccato che gli sbalzi termici e la minaccia “aridità” siano una costante di tutto l’anno: se d’inverno il clima rigido e i riscaldamenti eccessivi non aiutano, l’estate non è da meno. Sbalzi di temperatura, aria condizionata (troppo secca) e overdose di sole non fanno altro che stressare un’epidermide già in difficoltà e creare scompensi.

Come capire se la tua pelle sta diventando ipersensibile

Rossori, pizzicori diffusi, sensazione di pelle che tira: sono solo campanelli d’allarme o la prova provata di ipersensibilità cutanea? Sono sintomi importanti anche se la certezza si ottiene con un test: si chiama Stinging Test e si effettua dal dermatologo con l’acido lattico. Ma è possibile farlo anche da sole a casa, utilizzando uno yogurt acido naturale intero: basta mettere una piccola quantità di prodotto sul solco naso-genieno (quello che si forma fra angolo del naso e della bocca). Se dopo 2 minuti di posa, la pelle si arrossa e pizzica, significa che è sensibile, se gli stessi fenomeni avvengono entro 1 minuto di posa, vuoi dire invece che è intollerante.

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