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Creme solari: come scegliere una protezione alta (e difendersi dalle bufale)

La luce solare può regalare benefici alla pelle, ma bisogna seguire regole prima, durante e dopo l’esposizione. Come primo consiglio, fate attenzione a chi propone una protezione solare 100 o creme solari con schermo totale: sono bufale, non esistono. Vediamo perché.

Come funziona un filtro solare: filtri minerali e non minerali

Comunemente chiamati filtri fisici o chimici, sono le sostanze che si preoccupano di bloccare l’azione negativa dei raggi UV sulla pelle. I filtri solari minerali o fisici sono solitamente costituiti da polveri finissime di ossido di titanio o zinco. Come agiscono? I filtri solari minerali creano una vera e propria barriera sulla pelle che respinge e limita l’azione dei raggi UV. L’applicazione eccessiva e ripetuta di questi filtri può però favorire, in una pelle mista o grassa, l’occlusione dei pori e la conseguente formazione di comedoni. I filtri non minerali (chimici) agiscono invece frenando e indebolendo la potenza dei raggi ultravioletti. Sono i filtri preferiti dai dermatologi e contenuti nella maggior parte delle creme solari. I filtri chimici emulano infatti le normali reazioni chimiche che interessano il nostro organismo. Un esempio: la produzione di melanina è il risultato di una reazione chimica tra pelle e raggi infrarossi.

Come si stabilisce il livello di protezione solare di una crema?

A stabilire l’SPF “dichiarabile” sulle confezioni di crema solare sono le linee guida europee, che certificano come non esista una protezione solare con SPF maggiore di 50, tantomeno 100 o con schermo totale. Il fattore protettivo massimo che può raggiungere anche la migliore crema solare è SPF 50. Ma cosa indica questa numerazione presente sulla crema solare? Il Sun Protection Factor (SPF) indica il livello di protezione solare che può raggiungere un prodotto e la sua capacità nel ritardare la comparsa dell’eritema. Evitate quindi di partire per le vacanze con una crema solare con protezione 100, perché si tratta di un’informazione sostanzialmente illegale e fraudolenta, il cui obiettivo è ingannare il consumatore facendo leva sui suoi bisogni di tutela della salute.

Perché una crema solare non può avere protezione solare 100?

Per stabilire l’SPF di una crema solare vengono svolti test clinici e dermatologici su volontari. Viene selezionato un gruppo di persone a cui si applica la crema solare in una zona circoscritta della cute. Successivamente i candidati vengono esposti a una luce artificiale che imita i raggi UV fino all’insorgenza dell’eritema solare, che dovrà comparirà prima nella zona non protetta e dopo un tot. di minuti nella zona con crema solare. Il valore dell’SPF viene quindi calcolato dividendo il tempo di comparsa impiegato dall’eritema solare sulla cute protetta per il tempo dell’insorgenza dell’eritema sulla cute non protetta. Un esempio pratico:

Se l’eritema solare si genera dopo 12 minuti sulla cute non protetta, mentre sulla pelle protetta da crema solare insorge dopo 6 ore (360 min), dividendo 360 per 12, si ottiene 30 che corrisponde al valore della protezione solare.

Dato che la matematica non è un’opinione, una protezione solare 100 dovrebbe prevedere un test clinico di circa 20 ore, il che è impensabile sia da un punto di vista etico che logico.

Come distinguere le creme solari fra loro? A quali principi attivi rivolgersi?

La miglior crema solare può essere acquistata in farmacia e deve contenere filtri solari non minerali e principi attivi più naturali, come quelli chimici, in grado di rispettare non solo la pelle dell’uomo e della donna, ma anche l’ambiente. La Plusolina, ad esempio, è un complesso derivato dalla ricerca italiana in dermatologia a base di oli naturali booster: olio di karanja, olio di cotone, olio di crusca id riso e vitamina E. Una crema solare con Plusolina oltre a proteggere la pelle dal sole, svolge un’azione antiaging e antiossidante, aiutando la pelle a prevenire i danni da photoaging.

Come difendersi dal sole in città senza usare la crema solare tutti i giorni?

In caso di fototipo di pelle I o II è consigliato proteggersi dal sole anche tutto l’anno. Le radiazioni dei raggi solari UVA sono infatti presenti 365 giorni e sono quelle più negative che non concorrono nell’aumentare l’abbronzatura, ma al contrario accelerano l’ossidazione delle cellule. Per prevenire questo processo, si possono assumere tutto l’anno integratori antiossidanti. Si può optare per un trattamento con integratore a base di picnogenolo (estratto di pino marittimo francese), uno tra gli antiossidanti più potenti in natura. In alternativa, uno o due mesi prima delle tue vacanze comincia con un integratore al rame: questo minerale, oltre a svolgere un’azione antiossidante, favorisce la normale pigmentazione della pelle, essendo un cofattore della tirosinasi, l’enzima che partecipa alla sintesi di melanina.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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