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Gli impacchi alla camomilla per l’orzaiolo sulla palpebra

Bastano pochi accorgimenti per evitare che l’orzaiolo, quella sorta di foruncolo doloroso che può comparire all’improvviso sulla palpebra, disturbi la nostra vista, rovini il nostro aspetto estetico, e soprattutto non diventi cronico, rendendo più difficoltosa la guarigione definitiva definitiva. Quali? Ve lo diciamo in questo articolo.

Che cosa determina la comparsa dell’orzaiolo?

L’orzaiolo è provocato dalla infezione e dalla infiammazione di una piccola ghiandola sebacea posta proprio sulla palpebra, che produce una sostanza grassa chiamata sebo. Questa ghiandola si può chiudere per un ristagno eccessivo di sebo e offrire nutrimento ai batteri della pelle. Questi batteri, proliferando in modo incontrollato, possono causare proprio un’infezione e dunque l’orzaiolo.

Come si riconosce l’orzaiolo?

La palpebra si arrossa e appare un rigonfiamento che dà la sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio, oltre a un senso di pesantezza della palpebra. Con il trascorrere del tempo a questi sintomi si associano il prurito, il dolore, la lacrimazione e la comparsa di un brufolo doloroso al tatto. In queste condizioni raccomando di non affidarsi all’automedicazione ma di farsi visitare da un dermatologo.

Rimedi naturali e farmacologici contro gli orzaioli

Consiglio due terapie, una naturale, per attenuare il dolore e il fastidio provocati localmente dalla infiammazione, e una farmacologia, per curare il disturbo in profondità. Per alleviare i sintomi dolorosi, è ottimo eseguire impacchi di acqua borica, da acquistare in farmacia, una soluzione di acqua e acido borico che ha proprietà antisettiche e può contrastare la proliferazione dei batteri. Suggerisco di effettuare gli impacchi due volte al giorno, al mattino e alla sera, tenendo sulla palpebra malata per almeno cinque minuti un batuffolo di cotone imbevuto di acqua borica e leggermente strizzato. In alternativa consiglio impacchi di malva o di camomilla, due erbe che riducono notevolmente l’infiammazione: preparate una tisana mettendo un cucchiaio di erbe, acquistate in erboristeria, in mezzo litro di acqua bollente. Dopo che la tisana si è intiepidita, inumidite un batuffolo di cotone, strizzatelo e applicatelo sulla palpebra per almeno cinque minuti: il calore moderato, unito alle proprietà delle erbe, aiuta anche la fuoriuscita del liquido infetto con grandi benefici per l’occhio malato.

Per quanto riguarda i farmaci, viene prescritta in genere una pomata antibiotica ad azione locale, a base di tobramicina, di aureomicina o di eritromacina da applicare due o tre volte al giorno direttamente sull’orzaiolo aiutandosi con un bastoncino dalle punte di cotone. È sufficiente stendere un velo sottile di pomata antibiotica nel punto malato per dieci giorni per ottenere generalmente ottimi risultati. Se l’orzaiolo non scompare del tutto si passa all’antibiotico per bocca, in modo da combattere il batterio responsabile dell’orzaiolo dall’interno. Inoltre consiglio di proseguire con gli impacchi di camomilla, acqua borica o malva per lenire il dolore e il bruciore.

L’orzaiolo può essere contagioso?

È un’infezione batterica e in linea teorica si può trasmettere da una persona all’altra. Tuttavia, per fortuna, l’infezione appare sulla palpebra, quindi in una sede che non facilita il contatto diretto. Per questa ragione i rischi di un contagio sono molto limitati. Il rischio, semmai, è tra persone della stessa famiglia. Infatti, consiglio sempre al paziente che ha l’orzaiolo di utilizzare un asciugamano personale per il viso, proprio per non rischiare di trasmettere l’infezione a chi dovesse usare la sua stessa salvietta.

Dopo che è stato curato, l’orzaiolo si può riformare?

Purtroppo può capitare che gli orzaioli si riformino con regolarità anche nella stessa zona della palpebra. Questo significa che l’infezione è ormai diventata cronica oppure che le pomate antibiotiche non sono efficaci perché i batteri che provocano l’orzaiolo sono ormai resistenti al farmaco. Anche in questo caso la terapia deve essere più aggressiva e perciò prescrivo un antibiotico per bocca, in grado di guarire il paziente e di evitare complicazioni.

A quali complicazioni può andare incontro chi soffre di orzaiolo?

Se l’orzaiolo è curato male, può rimanere sulla palpebra un piccolo granulo bianco non dolente. Significa che l’orzaiolo si è trasformato in una piccola cisti che noi medici chiamiamo calazio. Purtroppo questa cisti tende a infiammarsi molto frequentemente, quindi la cura antibiotica deve proseguire fino a completa guarigione. Nei casi più seri, invece, suggerisco di rimuovere la cisti con un piccolo intervento chirurgico ambulatoriale: dopo aver somministrato una leggera anestesia locale, pratico una piccola incisione della palpebra malata per eliminare in modo definitivo la cisti e per restituire alla palpebra il suo aspetto originario.

L’orzaiolo si può prevenire?

Per prevenirlo raccomando di curare l’igiene: in particolare di tenere il più possibile pulite le mani per evitare di infettare l’occhio toccandolo o sfregandolo, come capita di fare anche involontariamente molte volte nell’arco della giornata. È importante anche una corretta pulizia giornaliera delle palpebre, delle ciglia e del contorno occhi, utilizzando saponi o detergenti delicati mentre ci si lava il viso o si fa la doccia. Lavare le palpebre e le ciglia è molto importante per liberare dal sebo in eccesso le ghiandole oculari e per rimuovere eventuali batteri annidati sulla superficie della pelle attorno all’occhio. In questo modo tutta l’area rimane pulita e il rischio che si riformi l’orzaiolo è ridotto al minimo.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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