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Prurito da farmaci: quali sono i rimedi?

Prurito da farmaci: quali sono i rimedi?

Diffuso o localizzato in ogni parte del corpo, a volte associato a piccoli rigonfiamenti sulla superficie della pelle, il prurito può essere scatenato anche da certi farmaci. In teoria, qualsiasi principio attivo può essere causa di prurito, anche se alcune medicine molto più di altre possono dare luogo a quest’effetto collaterale. Vediamo quali.

Prurito da farmaci: dopo quanto tempo si manifesta? Con quali medicinali?

In genere, il sintomo si manifesta dopo 1-2 ore dall’assunzione del farmaco e deve sempre segnalato al medico, a cui spetta la decisione di sospendere la cura o di cambiare il principio attivo con un altro che non scateni tale reazione. In alcuni casi, però, è possibile che il medico ritenga necessario continuare la cura con quel principio attivo, anche se provoca prurito.

Ecco i farmaci che più spesso causano il fenomeno e le reazioni associate:

  • Gli antibiotici: sono farmaci usati per combattere un’infezione batterica. Oltre a prurito, spesso provocano anche orticaria e rossore.
  • I fenotiazinici: sono farmaci sedativi che possono dare luogo a prurito molto intenso accompagnato da macchie o gonfiori in alcune zone del corpo.
  • Gli estroprogestinici: sono farmaci utilizzati a scopo contraccettivo che, oltre a prurito, spesso possono causare anche una lieve eruzione cutanea.
  • I nitroderivati in cerotto: sono farmaci somministrati per via transcutanea usati nelle malattie al cuore che possono dare luogo a vescicole dove è stato messo il cerotto.

I rimedi per il prurito da farmaci

La cura si basa sull’uso del cortisone e degli antistaminici. Anche se non è ancora ben chiaro il loro meccanismo d’azione, i cortisonici sono l’arma più efficace per combattere il prurito e hanno vari gradi di potenza (bassa, media, massima). Il loro uso, soprattutto se impiegati sul viso, va limitato a brevi periodi e sotto controllo medico. Gli antistaminici sono molto utili contro il prurito e sono quasi sempre ben tollerati. In alcuni rari casi, tuttavia, possono dare luogo a importanti effetti collaterali. Tra quelli più importanti ci sono vista offuscata, secchezza della bocca, sonnolenza e aumento dei battiti del cuore.

Perché non bisogna grattarsi quando si ha prurito

Per sua caratteristica, il prurito stimola il bisogno di grattarsi, ma obbedire a tale impulso può voler dire andare incontro a lesioni da grattamento. Oltre ad aprire la strada al rischio di infezioni, le lesioni possono provocare la comparsa del lichen simplex chronicus, un’importante malattia della pelle. Con il prurito, spesso si instaura un circolo vizioso difficile da spezzare, dovuto al fatto che il grattamento peggiora le lesioni sulla pelle, aumentando il senso di prurito e, di conseguenza, la voglia di grattarsi.

L’unico modo per non cadere in questa pericolosa spirale è resistere al desiderio di grattarsi. Per vincere questa voglia può essere di aiuto tenere la pelle idratata con l’olio di mandorle o con creme grasse. La secchezza della cute, infatti, favorisce e aumenta il prurito, mentre il sintomo si attenua se la pelle è sufficientemente idratata.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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