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Trattamenti viso agli alfaidrossiacidi: ci sono controindicazioni?

Dai gel con microgranuli alle creme a base di alfa e beta idrossiacidi, passando per i peeling chimici, la dermoabrasione e il laser: i sistemi per cambiare pelle, riscoprendola uniforme e luminosa, sono tanti e agiscono con tempi e modalità differenti: variabili da prendere in considerazione attentamente. Bisogna innanzitutto tenere conto della decelerazione dei processi metabolici che si verifica a partire dai trent’anni, momento in cui, oltre a evidenziarsi i primi danni da photoaging cutaneo, il ritmo del ricambio cellulare inizia a rallentare. Più tardi anche la produzione di nuove cellule diminuisce: continuare a stimolare il turnover, e indebolire i legami fra le cellule dello strato superficiale per favorirne il distacco, potrebbe allora rivelarsi un’arma a doppio taglio. Quali nuove cellule verranno a sostituire le assenti? Vediamo allora una possibile terza strada da percorrere per restituire alla cute un aspetto levigato e compatto con prodotti adeguati da giorno e da sera.

Quando e come usare le creme agli idrossiacidi sul viso?

La prima regola è quella di non combinare più trattamenti e, individuato quello adatto alle proprie esigenze, utilizzarlo per un periodo di tempo limitato. Mescolare più sostanze, sommandone l’azione, è rischioso, ed eccedere con l’esfoliazione comporta un anormale assottigliamento della pelle, che risulta così più fragile e vulnerabile alle aggressioni esterne. La tabella di marcia ‘sicura’ prevede l’uso quotidiano di una crema a base di alfa idrossiacidi a bassa concentrazione, 3-5% massimo. Solo per un mese, poi si ritorna alla crema giorno tradizionale, con un ‘richiamo’ agli alfa idrossiacidi due volte a settimana. Stesso discorso per i trattamenti a base di retinolo, sostanza che pur non sciogliendo i legami tra le cellule, agisce in profondità accelerando il turn over cellulare.

Attenzione invece ai beta idrossiacidi: hanno un’azione cheratolitica più incisiva e vanno usati solo a basso dosaggio, se non evitati. Superata la soglia dei quarant’anni la pelle può ancora beneficiare di una blanda azione esfoliante, ma è consigliabile centellinare il numero e la frequenza dei trattamenti. La pelle del corpo, notoriamente più robusta, può invece sopportare anche l’uso di fluidi con concentrazioni più alte di principi attivi: in farmacia si trovano lozioni al 15% di beta idrossiacidi, da usare senza controindicazioni anche per un mese quando la pelle è decisamente secca e si squama. Naturalmente si eviterà poi di esporsi a sole e a lampade UVA.

Ci sono controindicazioni nell’uso di creme agli alfa idroissiacidi?

Può accadere dopo lo scrub, o in seguito all’applicazione di una crema con alfa idrossiacidi, che la cute si arrossi, pizzichi, pruda: segno inequivocabile che non ha gradito il trattamento. Da sospendere immediatamente, ma non necessariamente per sempre. La reazione potrebbe essere collegata a una ipersensibilità temporanea, causata magari dal contatto con altri cosmetici e agenti esterni irritanti, oppure riconducibile agli effetti di un periodo di stress. Per accertarsi dell’effettiva incompatibilità, basta astenersi dall’usare il cosmetico sospetto per un paio di mesi, quindi riprovare. Il rischio esiste se l’uso dello scrub è così ravvicinato da non consentire alla pelle di ricostituire le sue difese, oppure se la concentrazione di idrossiacidi, in particolare dei beta, è alta.

Quali creme esfolianti usare se si soffre di couperose?

In presenza di couperose, vietato nel modo più assoluto il fai-da-te. Solo il dermatologo può formulare un programma su misura e valutare se la pelle è in grado di sopportarne l’azione. Diverso il discorso per le pelli secche, a cui giova la combinazione di un blando scrub, cui far seguire l’applicazione di un fluido idronutriente. Così facendo prima si rimuovono gli accumuli di cellule morte e si previene la disidratazione. Un po’ di cautela invece con le pelli seborroiche e a tendenza acneica: qui la soluzione ideale sarebbe un soft peeling dal dermatologo, per rimuovere l’eccesso di sebo e affinare la grana della pelle senza aggredirla. Sappiamo infatti che le ghiandole sebacee reagiscono a un’azione forte con una maggior produzione di sebo. Per lo stesso motivo anche a casa è da preferire allo scrub l’uso di una crema oil free con alfa e beta idrossiacidi: emolliente e in grado d’innescare un processo di rinnovamento lento e costante”.

Ci sono esfolianti che cancellano le rughe?

Esistono dei trattamenti in grado di tirare i tessuti, come una sorta di lifting. Procedendo per gradi, subito dopo i peeling microinvasivi all’acido glicolico e salicilico, passiamo a quelli con acido tricloracetico con concentrazioni del 10-20%: l’alto potere esfoliante determina una coagulazione che compatta i tessuti appianando le rughe. Controindicazioni? Per qualche giorno, da quattro a otto, la pelle è come ustionata: quindi niente vita sociale e tante attenzioni. Una novità di moda in America è il Lunch Laser: ovvero il trattamento da fare nell’intervallo del pranzo e poi tornare tranquillamente in ufficio senza che nessuno si accorga di nulla. Vero nome, Resurfacing non ablativo: infatti il fascio di luce che penetra sottopelle cede energia solo alle cellule che riprendono a produrre fibre elastiche. È così delicato che si può applicare anche nella zona del contorno occhi. È quindi differente dal tradizionale Resurfacing a luce ultra pulsata, che arriva direttamente alle fibre elastiche accorciandole e inducendo i tessuti a tirarsi e ritrovare tono. Ma si tratta, in questo caso, di un trattamento più invasivo, che richiede anestesia locale e un po’ di cautela.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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