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Peeling: quale tipo scegliere?

Il peeling è un trattamento dalla duplice funzione: da un lato esercita un’azione esfoliante sulla pelle, dall’altra funziona come stimolo biologico: gli acidi utilizzati penetrano fino al derma dove stimolano i fibroblasti (le cellule che formano il tessuto) a produrre fibre elastiche, collagene e glicosaminglicani, molecole in grado di trattenere acqua e quindi di mantenere idratato il derma. Ma i peeling non sono tutti uguali e agiscono in modo diverso secondo le sostanze usate e il loro grado di penetrazione nel tessuto cutaneo. Come scegliere, allora? Dipende dalle condizioni della pelle e dal risultato che si vuole ottenere. Esistono infatti tre tipi di peeling: superficiale, medio e profondo. Scopriamo allora quali sono le differenze.

Peeling superficiale, medio e profondo

Il peeling superficiale elimina e rinnova lo strato corneo, la parte più esterna dell’epidermide composta di cellule devitalizzate. Normalmente questo ‘scudo’, che funge da barriera contro l’aggressione degli agenti esterni, si rinnova ogni 28 giorni mantenendo così la pelle morbida e luminosa. Con il passare del tempo, e soprattutto intorno ai 40 anni, questo processo rallenta e le cellule restano attaccate più a lungo sull’epidermide, che perde così di compattezza e luminosità. Il peeling superficiale liscia quindi le irregolarità della pelle (fasi iniziali di acne, pelle secca che tende a desquamare), riducendo la dilatazione dei pori e rendendo la cute più compatta e levigata.

Il peeling medio esercita l’azione esfoliante fino allo strato più interno dell’epidermide (quello basale che genera nuove cellule) eliminando così le rughe superficiali mentre il peeling profondo agisce ancora più in profondità aiutando a correggere cicatrici, segni di acne e rughe profonde. Con l’uso di apposite sostanze come l’acido cogico associate ad acido glicolico, il peeling è utile anche per schiarire le macchie della pelle dovute a un accumulo di melanina, come quelle che compaiono sul viso durante la gravidanza o in seguito alla somministrazione della pillola anticoncezionale, o le macchie brune provocate da infiammazioni cutanee”.

Tutti questi traguardi si raggiungono con i peeling chimici o con quelli al laser, praticati solo dal dermatologo o dal chirurgo plastico. I peeling soft in crema o in lozione sono utili soltanto per mantenere i risultati ottenuti o per posticipare il momento in cui ricorrere a un intervento più deciso. Vediamo adesso i tipi specifici di peeling esistenti: dalle tecniche più delicate per togliere la patina di opacità a quelle più energiche per rassodare, ecco le soluzioni cui è possibile ricorrere per conquistare un aspetto nuovo.

Il gommage dall’estetista

Utile ma non risolutiva, è una pulizia del viso effettuata con prodotti contenenti granuli microabrasivi di origine minerale e vegetale (granuli di silicio, noccioli di frutta) che rimuovono le cellule morte. Non ringiovanisce la pelle, ma provoca solo un rinnovamento dello strato corneo rendendo il viso levigato e luminoso per qualche settimana. Alcune estetiste usano il soft peeling, una tecnica che prevede concentrazioni di glicolico pari al massimo al 40%. È utile per mantenere il risultato correttivo ottenuto con il peeling medico che usa il glicolico ad alta concentrazione. Può essere realizzato con le maschere all’argilla e alla menta, che hanno un’azione assorbente sul sebo e leggermente levigante.

L’acido glicolico è estratto dalla canna da zucchero e usato in concentrazioni variabili dal 55 all’85%. È un peeling superficiale che provoca una leggera esfoliazione; se correttamente usato consente un netto ringiovanimento della pelle senza provocare croste, scottature, rossori. In lozione o in gel la soluzione viene spennellata sulla pelle ben detersa e tenuta sulla cute da 1 a 5 minuti secondo la concentrazione e la sensibilità individuale. Quando la pelle comincia ad arrossarsi si tampona con una soluzione di acqua e bicarbonato che blocca l’azione dell’acido e si risciacqua il viso abbondantemente. Si applica poi una maschera a base di argilla (in caso di acne) o a effetto emolliente e successivamente una crema protettiva. Per mantenere i risultati ottenuti, tra un peeling e l’altro si applica una crema a base di glicolico con una concentrazione compresa tra l’8 e il 15%.

CONSIGLIATO: Per chi fuma molto, si sottopone a numerose lampade solari o trascorre diverse ore davanti al computer, tutti fattori che accelerano l’invecchiamento cutaneo. Non cancella le rughe, ma ritarda il processo di invecchiamento e va quindi usato come strumento di prevenzione. Funziona anche contro l’acne.

PERIODICITÀ: ogni 10 giorni per almeno 6 volte e poi una volta al mese come mantenimento oppure cicli di 10 peeling (uno ogni 15 giorni). L’effetto dura da sei mesi a un anno.

Lo scrub con le creme

Se la pelle appare spenta e opaca. ma non è ancora giunto il momento di un trattamento dal dermatologo, si può ricorrere ai cosmetici ad azione esfoliante, utili anche tra un peeling e l’altro per mantenere i risultati ottenuti. Sono ideali per ridare luminosità al viso,: eliminando le cellule morte superficiali si forma infatti uno strato corneo più compatto che riflette meglio la luce. In genere sono prodotti a base di aifaidrossiacidi (per esempio l’acido glicolico) o di betaidrossiacidi (acido salicilico) e contengono sostanze idratanti per favorire la ricostituzione del film idrolipidico che viene eliminato con l’esfoliazione.

Sono cosmetici adatti a qualsiasi tipo di pelle, purché non sia irritata da dermatiti. La frequenza d’uso può variare dalle 2-3 volte al mese per le pelli più “giovani” a 1-2 volte alta settimana per quelle più segnate. Oppure si possono fare 2 scrub alla settimana per un paio di mesi, e poi 2-3 volte al mese come mantenimento. È comunque preferibile sottoporsi al trattamento la sera e mai prima di una esposizione al sole: sul viso potrebbero rimanere particelle del prodotto che, interagendo con i raggi ultravioletti, rischierebbero di provocare irritazioni .

Laser CO2 iperpulsato

È una tecnica completamente diversa dalle precedenti: si tratta infatti di un vero e proprio intervento. Il raggio del laser ad anidride carbonica viene emesso dall’apparecchio in modo iperpulsato: l’onda luminosa è ad alta potenza, ma dura un tempo brevissimo, calcolabile in frazioni di secondo. Il fascio luminoso agisce sulla pelle vaporizzando gli strati superficiali e stirando i tessuti profondi senza causare danni da calore. Le fasi del trattamento? La pelle viene pulita con una soluzione disinfettante, poi viene praticata l’anestesia locale e si passa il laser da 2 a 3 volte in un’unica seduta. Durata: massimo 2 ore. Dopo bisogna applicare creme antibiotiche e antinfiammatorie per una decina di giorni; eseguire lavaggi del viso esclusivamente con sapone acido; non esporsi al sole per due-tre mesi; non allarmarsi se per diversi giorni la cute apparirà arrossata. Già dopo una decina di giorni ci si potrà truccare. Per una perfetta normalizzazione bisogna invece attendere un paio di mesi.

CONSIGLIATO: contro rughe, efelidi, macchie da esposizioni al sole.

PERIODICITÀ: 1 volta all’anno.

Soluzione di Jessner

È un peeling superficiale, ma piuttosto aggressivo, che schiarisce e leviga la pelle. La miscela di alcol, acido salicilico, resorcinolo e acido lattico viene spennellata sul viso e lasciata lentamente assorbire dalla cute. Il senso di calore provocato dalla sostanza viene attenuato con garze imbevute di acqua fredda. Il trattamento provoca una leggera desquamazione epidermica. Non è adatto a chi è soggetto ad allergia da aspirina.

CONSIGLIATO: per eliminare le rughe superficiali e cancellare le lentiggini provocate dall’esposizione al sole, le macchie scure dovute all’uso della pillola anticoncezionale o quelle formatesi durante il periodo della gravidanza.

PERIODICITÀ: almeno 2-3 sedute (preferibilmente una ogni tre mesi). In un anno non è possibile fare più di due cicli di trattamento.

Acido TCA (tricloroacetico)

Diluito in diverse concentrazioni, dal 10 al 50%, il Tca, acido tricloroacetico, permette di effettuare peeling superficiali o medi. In genere viene usato al 25-35% per ottenere una forte esfoliazione e un consistente stimolo di rigenerazione della pelle. Lo strato basale dell’epidermide si rinnova così completamente e la produzione di collagene registra una forte sollecitazione. La soluzione viene spennellata e tenuta sul viso per qualche minuto; quando la pelle diventa bianca vengono applicate garze di acqua fredda per bloccare l’azione dell’acido sul tessuto cutaneo. Nelle ore successive al trattamento la pelle assume un colorito rosato e poi marroncino mentre nei giorni successivi si verifica una desquamazione più o meno consistente, secondo la concentrazione di acido utilizzata, con la possibile formazione di crosticine. La ‘cura’ post-trattamento prevede la costante applicazione di un cosmetico altamente idratante.

CONSIGLIATO: per eliminare le cicatrici dovute all’acne, per attenuare le rughe e cancellare le macchie. Il tricloroacetito al 50% è adatto a chi ha già la pelle molto segnata e desidera rialzare e rassodare fortemente i contorni del viso senza dover ricorrere al laser o al lifting.

PERIODlCITÀ: dipende dalla concentrazione usata: si varia da cicli di 3 sedute con Tca al 100;0 fino a una sola seduta per Tca più concentrati

High potency peel

L’ultima novità ad alta potenza è una miscela di acido glicolico al 70%, di acido acetico (estratto dalle piante da frutto) e di un derivato dell’acido piruvico. È un trattamento un po’ più forte del glicolico, la sua azione esfoliante arriva fino allo strato basale dell’epidermide; svolge dunque un’azione più energica sul rinnovamento cellulare e il ringiovanimento della pelle risulta evidente. Il procedimento è uguale al peeling con acido glicolico; durante i giorni successivi al trattamento viene applicata una crema grassa protettiva ed emolliente per idratare la pelle e facilitare il processo di leggera desquamazione che si verifica per qualche giorno dopo il peeling.

CONSIGLIATO: in caso di modeste cicatrici di acne, microrugosità, pelle secca e disidratata, cheratosi solare (macchie dovute a una eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti).

PERIODICITÀ: 6 sedute, una ogni 8-10 giorni, 2 volte l’anno.

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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