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Alopecia areata: l’esperienza di chi è guarito

Eugenia Bertolotti, una simpatica casalinga milanese, ha vissuto sulla sua pelle, è il caso di dirlo, il dramma di Carolina di Monaco. Anche lei ha sofferto di un’alopecia che l’ha lasciata totalmente calva, ma è guarita. Ora racconta la sua storia a “Chi” per fare coraggio alla principessa e alle tante donne che hanno perso i capelli, o rischiano di perderli.

Dall’alopecia totale si guarisce: la testimonianza di Eugenia

Anche Carolina di Monaco è stata vittima dell'alopecia areata, che le ha fatto cadere tutti i capelli“Sono sempre stata un tipo apprensivo”, dice la signora Eugenia, “e ho avuto un vero attacco d’ansia quando, nel novembre del 1988, mentre mi lavavo i capelli, ho notato una grossa chiazza glabra sopra la tempia sinistra. È successo un sabato, ricordo. Il lunedì ero già dal dottore, con il cuore in gola. Sono tornata a casa con una lozione per arrestare la caduta, ma quel primo rimedio è servito a poco. I miei capelli continuavano a cadere a ciuffi, e la mia angoscia cresceva di giorno in giorno. Non dormivo più, mangiavo poco o nulla, e scoppiavo a piangere per motivi più banali. Il dottore mi ha prescritto allora una nuova lozione per i capelli, più indicata per le mie condizioni, e una cura ricostituente in capsule e iniezioni. Dopo qualche settimana ho incominciato a sentirmi meglio, anche se i capelli continuavano a cadere. Solo i capelli, badi bene: ciglia e sopracciglia sono rimaste intatte. All’inizio del 1989 ero totalmente calva. Tuttavia, seguendo le cure avevo recuperato le forze e guardavo al futuro con maggiore serenità. E poiché il medico continuava a ripetermi che il mio problema si sarebbe risolto, cercavo di essere paziente. Uno dei consigli più difficili da seguire è stato di non nascondere la mia testa nuda sotto capelli, parrucche o foulard, ma di tenerla il più possibile scoperta, anche davanti a estranei.

Ogni giorno dovevo prendere almeno quattro ore di aria e di sole, due al mattino e due al pomeriggio. All’inizio mi vergognavo tanto che me ne stavo sul balcone, tutta sola, a leggere. Con il passare del tempo, però, ho imparato a infischiarmene di quello che la gente diceva. I miei vicini si aspettavano che avessi un tumore, ma io sapevo che la mia malattia non era grave, né contagiosa, ed ero certa di guarire. Se poi fossi rimasta davvero calva, mi sarei rassegnata anche a quello. Mio marito e mio figlio mi colmavano di attenzioni e non hanno mai dubitato di perdere la cosa cui tenevo, e tengo, più di tutte: l’affetto della mia famiglia.

Il mio dramma è durato otto mesi in tutto: nel giugno dell’89 ho notato un primo ciuffo di peluria sopra la tempia sinistra, proprio nel posto in cui avevo incominciato a perdere i capelli. Nella settimana successiva sono spuntati, qua e là, altri ciuffi di peluria. Ci sono voluti dei mesi perché quei peletti acquistassero forza e consistenza. Alla fine del 1989 avevo ritrovato la chioma e da allora non ho più avuto problemi. Ho continuato però le cure ricostituenti e le lozioni specifiche per i capelli per altri tre anni, in primavera e in autunno. Di quel periodo difficile mi restano ormai pochi ricordi e alcune fotografie. Auguro alla principessa Carolina, e a tutte le donne colpite da alopecia, di avere coraggio e pazienza. Guariranno, come sono guarita io”.

Questa la testimonianza di Eugenia Bertolotti, guarita con l’aiuto del dermatologo Antonino Di Pietro.

Quali sono le terapie più usate contro l’alopecia?

Si interviene con farmaci che aiutano la crescita del capello offrendo all’organismo oligoelementi come rame, zinco e ferro, che favoriscono la costituzione della cheratina, che ha un ruolo essenziale nella struttura del capello e unghie. Inoltre, si agisce esternamente con lozioni che fanno arrivare più sangue e ossigeno alla cute mettendola in condizioni di fabbricare capelli nuovi. Tenere la testa scoperta non fa parte della terapia, aiuta però a sdrammatizzare il problema che molto spesso viene causato, o peggiorato, da particolari condizioni di stress psicologico o fatica fisica. Problemi in famiglia o sul lavoro, o periodi di lavoro eccessivo sono spesso accompagnati da forme di alopecia. Anche l’anemia può determinare una caduta di capelli. Talvolta, però, si tratta di fenomeni così lievi che il paziente non se ne accorge neppure.

È utile rasare la testa quando si ha l’alopecia?

Al contrario di quanto solitamente si pensi, la rasatura non rende i capelli più forti. Nei casi più gravi si ricorre a micropunture con aghi sottilissimi, e indolori, che penetrano nella cute di 1 o 2 mm iniettando delle sostanze medicinali che riattivano il microcircolo e sbloccano eventuali processi infiammatori. L’alopecia può essere infatti accompagnata da una infiammazione: tra le molte cause che provocano una forma d’alopecia può esserci anche una micosi, la cosiddetta tigna. In altri casi a scatenare la malattia sono agenti esterni come virus, batteri e tossine che hanno una struttura simile a quella del bulbo capillare. L’organismo si difende colpendo, assieme agli agenti esterni, anche i bulbi capillari, provocando la caduta dei capelli.

Anche l’inquinamento atmosferico è una ipotesi da contemplare. Tra i gas che le industrie scaricano nell’atmosfera potrebbe esserci un agente esterno che, in persone particolarmente sensibili, può scatenare la reazione suddetta. L’alopecia, comunque, compare nella maggior parte dei casi in momenti di particolare stress psicofisico. Potrebbe derivare anche da una dieta troppo rigida: le carenze di vitamine, proteine, zuccheri e grassi che insorgono quando si mangia poco e male si riflettono sempre sui capelli, lasciandoli sfibrati o facendoli cadere. Quando le carenze sono molto gravi, la caduta è comunque più evidente. Nei casi estremi si arriva a forme molto appariscenti di alopecia totale, con la perdita di ciglia e sopracciglia oltre che dei capelli.

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