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Stop alla cellulite

Stop alla cellulite: i migliori consigli del Dermatologo Antonino Di Pietro dell'Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano
Le armi contro la cellulite si affinano. Le studiano i dermatologi, i produttori di macchinari in uso anche nei centri estetici, le case farmaceutiche e cosmetiche. Ma come orientarsi per contrastare al meglio l’inestetismo più diffuso e meno tollerato tra il gentil sesso (ne soffre almeno l’80% delle donne italiane)?

Per prima cosa, il nemico da combattere va conosciuto. «Il nome scientifico della cellulite è pannicolopatia edemato-fibrosclerotica (pefs)», spiega il prof. Antonino Di Pietro, dermatologo a Milano e fondatore e direttore dell’Istituto dermoclinico Vita Cutis di. «Questa complessa definizione indica l’evoluzione delle alterazioni patologiche dei tessuti cutaneo e sottocutaneo, che degenerano (si infiammano, come indica il suffisso “ite”) per colpa di disturbi del microcircolo sanguigno e dell’aumento dei radicali liberi. Gli adipociti, le cellule del grasso sottocutaneo, si gonfiano, si alterano e non comunicano più con il tessuto circostante, che diventa duro e si ritrae, tendendo le fibre e creando la buccia d’arancia».

Ma non esiste una sola cellulite. Gli studi più aggiornati ne classificano addirittura 29 forme: devi imparare a conoscere qual è la buccia d’arancia che ti affligge per poi capire quale sia il trattamento mirato per il tuo inestetismo. «Contro la pelle a materasso non esistono cure miracolose», prosegue Di Pietro, «ma con costanza, tempismo e sinergia si ottengono ottimi risultati. Costanza perché i trattamenti andrebbero proseguiti senza interruzione per almeno sei mesi. Tempismo perché è più facile sconfiggere l’inestetismo quando è ancora agli stadi iniziali. Sinergia perché non basta applicare una crema per tornare ad avere gambe scolpite, ma bisognerà abbinare massaggi, trattamenti, una dieta sana e attività fisica».

La cosmesi

In farmacia, in profumeria e anche nei supermercati c’è solo l’imbarazzo della scelta: ma servono davvero i prodotti anticellulite? «Le creme, come i gel, sono un valido aiuto per migliorare la compattezza, l’elasticità, il turgore della cute e migliorare così l’aspetto più esterno dell’inestetismo», spiega Di Pietro. «È come se l’epidermide diventasse una calza elastica che contiene meglio il grasso e riveste la pelle. I prodotti specifici, se usati con costanza, mattino e sera, per un minimo di tre mesi, danno buoni risultati». Tre sono le armi a disposizione.


Il tabù della cellulite


SCRUB. Se la noti solo quando pizzichi la pelle, la tua cellulite è più che altro un misto di cellule morte e adipe superficiali. Che se ne va se ti impegni a fare tutti i giorni uno scrub sotto la doccia con un guanto ruvido e una delle creme granulose in commercio. Lo scrub permette di eliminare le cellule morte e quindi anche di far penetrare meglio i principi attivi contenuti nei trattamenti. Non solo: quando la pelle è opaca e rugosa anche la luce si riflette amplificando le zone a buccia d’arancia e i noduletti. Preferisci uno scrub ricco di sostanze emollienti che levigano la superficie. Fallo due volte a settimana, con mano delicata, al mattino o alla sera prima di stendere i fanghi o la crema specifica.

Avvertenze. Procedi senza troppa pressione, altrimenti arrosserai la pelle. Soprattutto, non insistere con lo sfregamento se hai problemi di vene varicose alle gambe, se la pelle è già irritata in qualche punto o se soffri di malattie della cute come dermatite atopica o psoriasi.

FANGHI. Sono prodotti formulati ad hoc che contengono vari tipi di alghe marine in grado di stimolare la circolazione sanguigna e l’ossigenazione cellulare a livello locale. Hanno un eccezionale potere osmotico, favoriscono il drenaggio e l’eliminazione delle tossine. Sono consigliate due applicazioni settimanali per almeno due-tre mesi. Si tengono in posa per 30-40 minuti e si eliminano poi con acqua tiepida.

Avvertenze. Evita i fanghi che producono calore, potrebbero danneggiare i capillari.

CREME E GEL. Hanno principi attivi quasi sempre di origine naturale come le alghe, la fospidina, la caffeina, la curcuma o la centella asiatica. Migliorano la compattezza cutanea e possono avere un effetto drenante e stimolante sul microcircolo. Spalma con costanza i prodotti anti-cellulite, alla mattina e alla sera per almeno duetre mesi. Massaggia a lungo le cosce e i glutei, per favorire la penetrazione del prodotto, con movimenti circolari dall’alto verso il basso. Nelle confezioni delle creme spesso si trova anche un piccolo strumento manuale dotato di testine rotanti. Passa questo massaggiatore sulle zone critiche, prima e dopo aver messo il prodotto anti-cellulite. Il movimento del palper-rouler (rotolare sulla pelle premendola) aiuta a riattivare la microcircolazione periferica e favorisce il drenaggio dei liquidi.

Avvertenze. Se hai problemi di tiroide, consulta il medico.

I trattamenti

Contro la buccia d’arancia puoi ricorrere a trattamenti sofisticati, praticabili soprat-tutto da un medico specialista in dermatologia, da un medico estetico o un chirurgo plastico. Oppure puoi rivolgerti a un centro estetico, ricordandoti che per affrontare la cellulite in modo efficace ci vuole tempo se si vogliono rispettare i ritmi biologici naturali. La scelta dipenderà anche dal tuo tipo di inestetismo. Ecco, secondo Di Pietro, quali sono i trattamenti più efficaci e sicuri per ogni stadio della cellulite.

1° GRADO. Stadio congestizio. La superficie dell’epidermide appare normale ma nel tessuto sottocutaneo è cominciata la stasi a livello dei capillari, con un aumento della permeabilità dei tessuti e un’iniziale dissociazione degli adipociti. Il sintomo estetico è la pelle a buccia di arancia.

Microterapia

È una delle metodologie anticellulite in grado di garantire migliori risultati. Attraverso un apposito microago monouso, chiamato Sit (Skin injection therapy), sono iniettate superficialmente micro-gocce di una soluzione naturale ipertonica, che richiama i liquidi ristagnanti fino nel derma, dove sono convogliati nei vasi per essere poi espulsi con le urine. La microterapia consente così di eliminare il gonfiore e di riattivare il processo di combustione dei grassi. Si consigliano mediamente 10-15 sedute a cadenza settimanale.

Avvertenze. Durante le infiltrazioni si può avvertire un lievissimo pizzicore. Subito dopo la parte trattata si arrossa ma torna alla normalità nel giro di pochi minuti.


Trattamenti anticellulite: quali sono i più efficaci?


Sonicazione controllata

Si basa sull’uso di onde ultrasoniche a bassa frequenza. Il fascio ultrasonico crea delle microbolle di gas all’interno del tessuto adiposo che, implodendo sotto il carico della pressione esterna, sprigionano energia e provocano la rottura della membrana cellulare. In questo modo, il contenuto della cellula adiposa si libera per essere così smaltito dall’organismo. Per favorire lo scorrimento del manipolo, lo strumento da cui è emesso il fascio di onde ultrasoniche, il dermatologo applica un gela base di principi attivi naturali. La sonicazione controllata prevede mediamente cinque sedute, a distanza di dieci giorni l’una dall’altra.

Avvertenze. La metodica non si può praticare su pazienti con flebiti o eczemi.

Elettroporazione

È una tecnologia che sfrutta l’azione di un debolissimo potenziale elettrico per favorire la penetrazione in modo rapido, sicuro e indolore dei principi attivi. In genere è sufficiente una seduta ogni settimana per tre-cinque mesi.

Avvertenze. Va evitata su pelli che presentano alterazione dello strato superficiale o patologie dermatologiche.

2° GRADO. Stadio edematoso. Continua l’alterazione degli adipociti, rallenta la circolazione e si forma l’edema, cioè un accumulo di liquidi che non viene drenato e che si vede anche premendo con il dito sulla pelle. Il sintomo estetico è la comparsa della pelle a materasso.

Radiofrequenza ad alta intensità

Il trattamento è praticato con una sonda che emette radiofrequenze. L’energia trasmessa ai tessuti attiva un rimodellamento a livello connettivale riducendone i legami fibrosi, colpevoli dell’antiestetico aspetto della pelle a materasso. La radiofrequenza non ablativa, ottima se abbinata alla microterapia, è indicata per celluliti molli, in cui è presente anche un rilassamento dei tessuti. Sono previste di solito dalle otto alle dieci sedute a cadenza settimanale.

Avvertenze. In rari casi la pelle trattata può arrossarsi o gonfiarsi per qualche giorno. La radiofrequenza è controindicata su cute infiammata e in chi porta pace-maker.

Lecilisi

È un metodo che prevede microiniezioni in profondità attraverso le quali si fanno penetrare nel tessuto adiposo sostanze politiche, cioè che sciolgono i grassi. Questa tecnica è utilizzata, insieme alla microterapia, per eliminare, oltre al ristagno dei liquidi, anche la componente adiposa. Servono almeno cinque sedute con cadenza mensile. Avvertenze. La parte trattata può arrossarsi e si può avvertire una sensazione di bruciore che può durare qualche ora. Da evitare su cute infiammata. Dopo il trattamento non usare indumenti stretti per due-tre giorni.

3° GRADO. Stadio fibroso. Il tessuto connettivo aumenta e nello stesso tempo si indurisce il tessuto adiposo, la cute perde elasticità e si avverte alla palpazione un dolore sordo e localizzato. Questo stadio è caratterizzato da piccoli noduli e dal caratteristico aspetto della cute a buccia d’arancia, visibile anche senza premere sulla pelle. Può permanere anche l’edema.

Ossigeno-ozonoterapia

Prevede l’infiltrazione di un mix di gas medicale attraverso delle microiniezioni, con piccoli aghi di 4-6 millimetri, per migliorare l’ossigenazione locale. È indicato per cellulite allo stadio fibroso e all’inizio dello stadio nodulare. I risultati emergono dopo dieci-venti sedute (a seconda dell’entità della cellulite).

Avvertenze. È indicata per adiposi localizzate, mentre va evitata in caso di flaccidità dei tessuti.

4° GRADO. Stadio sclerotico. La pelle a materasso è sempre più evidente, il tessuto diventa duro, privo di acqua, e nascono noduli di grandi dimensioni, mentre la superficie cutanea è dolente e fredda. Cerca di non arrivare a questo stadio, che lascia spesso cicatrici.

Carbossiterapia

Indicata per celluliti a uno stadio avanzato, con rilassamento dei tessuti, va praticata da un dermatologo esperto nella metodica. Microiniezioni di anidride carbonica nel derma e ipoderma migliorano la circolazione e aiutano a sciogliere gli accumuli di grasso. È più efficace se abbinata a lecilisi e microterapia. I risultati si vedono dopo un ciclo di 12 sedute, una alla settimana.

Avvertenze. Non si può fare su cute infiammata. La zona trattata può arrossarsi e gonfiarsi.

Gli stili di vita

Come si è visto, quindi, con la giusta costanza si può fare molto per combattere la cellulite. Ma creme e trattamenti da soli non bastano se non si adottano anche alcuni accorgimenti nella vita quotidiana: corretta alimentazione, idratazione adeguata, attività fisica regolare.

ALIMENTAZIONE. La parola d’ordine è idratazione. Bevi almeno due litri di acqua al giorno, da integrare con centrifugati di frutta e verdura fresche, che drenano, sgonfiano e combattono la ritenzione idrica. Non farti mancare anche i frutti di bosco, come more, mirtilli, lamponi, perché contengono bioflavonoidi, sostanze che aiutano la microcircolazione sanguigna. Un altro cibo molto utile è l’ananas, frutto ricco di bromelina, che aiuta a eliminare i liquidi in eccesso. Limita invece il consumo di sale poiché trattiene molto i liquidi nell’organismo.

ATTIVITÀ FISICA. Non devi necessariamente iscriverti in palestra: ti basta mantenere il corpo in esercizio anche attraverso una camminata quotidiana di due-tre chi-lometri, a ritmo sostenuto. Questo semplice esercizio, oltre a favorire la circolazione, rassoda i muscoli e ossigena i tessuti, migliorando così l’aspetto della pelle di gambe e glutei. Se sei in vacanza, approfittane per praticare una serie di esercizi in acqua, perfetti per favorire la circolazione sanguigna. Senza dimenticare che, essendo ricca di sale, l’acqua di mare assorbe per osmosi i liquidi che appesantiscono e danno gonfiore. Ecco quattro esercizi facili:

  1. Inizia a camminare con l’acqua ai polpacci e dopo 5 minuti immergiti fino all’inguine e continua a camminare per almeno 40 minuti: nella prima mezz’ora, infatti, il corpo brucia solo gli zuccheri, mentre i grassi che si depositano sotto pelle cominciano a essere smaltiti solo dopo questo lasso di tempo.
  2. Ogni quattro passi slancia all’indietro prima una gamba e poi l’altra e ripeti questo movimento almeno 30 volte.
  3. Mentre cammini alza le ginocchia, in modo alternato, fino a portarle più vicino possibile al petto, ripetendo per 30 volte.
  4. Alterna la camminata normale in acqua a questo esercizio: 10 passi in avanti, 10 all’indietro, 10 a destra e 10 a sinistra e ripeti la sequenza per 5 volte.

Testo di Daniela Serri

Stop alla cellulite: consulto online del migliore dermatologo a Milano all'Istituto Dermoclinico Vita Cutis Plinio

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