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Prurito cosa c’è oltre il fastidio

È una delle sensazioni più comuuni e fastidiose che si avvertono sulla pelle. Il prurito, infatti, è uno dei segnali principali (aasieme al dolore) che l’organismo utilizza per avvertire della presenza di un disturbo, di un irritazione, di un’allergia o di uno squilibrio.

In effetti, quando si manifesta è difficile ignorarlo: si ha immediatamente l’istinto di grattarsi e, subito dopo, il desiderio di capire quale sia la causa che lo ha scatenato.

Spesso legato a un problema cutaneo…

Nella maggior parte dei casi, il prurito è sintomo di un disturbo di tipo cutaneo e, più precisamente, di un’irritazione o di un’allergia.

  • Le cause possono essere anche molto diverse fra loro: una puntura di insetto (che provoca un’irritazione negli strati più superficiali della pelle); oppure una dermatite (o eczema), cioè un’infiammazione della pelle che può essere dovuta al contatto con una sostanza irritante (dermatite da contatto) o a una momentanea sensibilità cutanea (dermatite atopica); o ancora un’orticaria, cioè una reazione allergica per qualcosa che si è ingerito o per il contatto con una pianta irritante.
  • In tutti questi casi,  il prurito compare in un punto o in una zona ben precisa del corpo, insieme ad altre manifestazioni, come un arrossamento o una locale desquamazione della pelle, alcune vescicole o piccoli foruncoli.
  • Se i sintomi non scompaiono in pochi giorni (come spesso succede nel caso delle punture di insetto e dell’orticaria) occorre rivolgersi al medico di base o allo specialista in dermatologia, che potrà valutare la cura più adatta al caso.

Ma non solo

Il prurito snon sempre è il sintomo di un problema della pelle.

  • Quando non si associa ad altre manifestazioni cutanee (arrossamenti, vescicole, ecc,) coinvolge tutto il corpo, o persiste per settimane, è il segnale di uno squilibrio interno, cioè di un disturbo che può riguardare un organo, un apparato  o addirittura la psiche.
  • È proprio in questi casi, quando cioè non ci sono altri sintomi evidenti, che occorre fare più attenzione, rivolgendosi al medico di base per valutare quale, fra i possibili disturbi collegati al prurito, l’organismo sta segnalando. Uno fra i disturbi che, fra i vari sintomi, provoca un bisogno generalizzato di grattarsi è l’anemia sideropenica, cioè la carenza di ferro nell’organismo.
  • Quando i livelli di questo minerale non sono sufficienti, infatti, il corpo non riesce più a sintetizzare l’emoglobina, la sostanza che dà il caratteristico colore rosso al sangue. Questo causa uno stato di sofferenza per l’organismo e l’insorgere di infiammazioni che a livello cutaneo si manifestano con un prurito generalizzato.

Una carenza dalle tante cause

All’origine di una carenza ci può essere uno scarso apporto di ferro tramite l’alimentazione, dovuto a una dieta scorretta che non permette di raggiungere il fabbisogno giornaliero (circa 1-2mg).

  • In realtà raggiungere questa quantità non è semplice: infatti, soltanto il 10% del ferro ingerito attraverso i cibi viene assimilato dall’organismo. Pertanto, per soddisfare il fabbisogno quotidiano occorre assumere almeno 18-22mg al giorno.
  • Ad esempio, in una giornata-tipo, si può consumare a pranzo un risotto agli asparagi, 100g di mozzarella, 150g di pesche, 50g di pane di segale (per un totale di 5mg circa); mentre a cena si può prevedere una bistecca di carne di cavallo (120g) o di manzo (150g), 200g di spinaci al vapore, 70g di pane di segale, 200g di kiwi (per un totale di 13mg circa). In questo modo si raggiunge la quantità di 18mg di ferro giornalieri.
  • Un’altra causa dell’anemia sideropenica può essere, nelle donne, un flusso mestruale molto abbondante, che comporta per diversi giorni al mese una forte perdita di sangue e, di conseguenza, di ferro.
  • L’anemia può dipendere anche da un problema gastro-intestinale, come una gastrite o un’ulcera, che oltre a provocare una lenta e costante perdita di sangue, impediscono l’assorbimento del ferro e degli altri nutrienti da parte dell’organismo.

Analisi di verifica

Per verificare se si è in uno stato di anemia, il medico prescrive analisi del sangue, che comprendono: emocromo (che rivela i livelli di emoglobina nel sangue), sideremia (che rivela la concentrazione di ferro nel sangue) e ferritemia (che indica la concentrazione della proteina che trasporta il ferro).

Dieta integra-ferro

Se le analisi rilevano una carenza di ferro, e si esclude la presenza di un disturbo gastro-intestinale, per ristabilire i valori il medico prescrive una dieta di integrazione.

§ Nel programma settimanale sono previste le carni di manzo e di cavallo, ma anche il cacao e i legumi, cioè i cibi che ne sono più ricchi. Se la carenza non è compensabile soltanto con la dieta, può anche suggerire un ciclo di integratori a base di ferro.

Quando segnala un problema al fegato

Uno strano prurito diffuso su tutto il corpo può anche essere il sintomo di un disturbo a carico del fegato come epatite o calcoli della cistifellea (o colecisti, ovvero la sacchetta dove si deposita la bile).

  • In presenza di questi disturbi, infatti, la bile (il liquido secreto dal fegato che aiuta a smaltire i grassi, a neutralizzare gli acidi e a eliminare alcuni batteri nocivi) non riesce a riversarsi correttamente nell’intestino, diffondendosi attraverso il sangue in tutto l’organismo, fino alla pelle, provocando l’irritazione che scatena il prurito.
  • Da qui l’esigenza di grattarsi ovunque (soprattutto all’addome) e un senso diffuso di nausea e malessere.

Basta fare un’ecografia

Se il medico di base intuisce che all’origine del prurito possa esserci un disturbo epatico, suggerisce di rivolgersi a uno specialista in medicina interna ed eventualmente a un gastroenterologo, che indicheranno gli accertamenti necessari, a partire dall’ecografia addominale, che può rivelare la presenza di eventuali alterazioni o squilibri al fegato o alla cistifellea.

Quando la colpa è dei reni

Anche un disturbo ai reni, negli stadi iniziali, può avere tra i sintomi un prurito diffuso a tutto il corpo, unito a gonfiori, malessere e pallore.

  • Quando infatti è presente una nefrite (cioè un’infiammazione renale) oppure un rene policistico, oppure un disturbo non renale che però ne ostacola la funzionalità (come ad esempio ipertensione, diabete, o gotta) si riduce la capacità di questi organi di filtrare correttamente il sangue.
  • Di conseguenza, sali minerali, tossine e altri prodotti dell’organismo che dovrebbero essere eliminati con le urine tornano in circolo nel sangue e si diffondono nei capillari più periferici, causando irritazioni, infiammazioni e, appunto, uno strano prurito generalizzato.

Analisi + ecografia

Solo un esame del sangue con il dosaggio dell’azoto e delle creatinina (valori che sono elevati in caso di insufficienza renale) possono dare un quadro della situazione. Il medico può far eseguire anche un’ecografia dei reni per verificarne lo stato di salute e la funzionalità.

Quando ha un’origine psicologica

Il forte bisogno di grattarsi talvolta può dipendere anche da cause non fisiche, ma psicologiche. In particolari periodi di stress o di forte ansia può capitare, infatti, che la mente sfoghi sul corpo il suo malessere, causando un disturbo reale in un organo o in un apparato.

  • Questo fenomeno viene detto “psicosomatico” perché, come dice la parola stessa, è una reazione che la psiche (cioè la mente) manifesta sul corpo (soma).
  • Il prurito psicosomatico si manifestain un punto ben preciso del corpo, è persistente e non è causato da nessun altro problema allergico, cutaneo o di tipo generale.
  • Dipende da una produzione anomala di istamina, una sostanza leggermente irritante che l’organismo secerne quando riconosce un allergene. In questo caso, non c’è nessuna allergia reale, ma il corpo rilascia in una zona del corpo, scatenando un forte prurito.

Via ansia e stress

Il prurito di origine psicosomatica tende a migliorare fino a scomparire completamente quando viene meno lo stato di ansia o di stress che lo ha provocato.

  • Pertanto, ricercando un approccio più tranquillo alle cose e un maggiore relax, l’organismo cessa di produrre in maniera anomala l’istamina e progressivamente non si avverte più il forte prurito localizzato.

di Roberta Raviolo

Consulenza del professor Antonino Di Pietro, specialista in dermatologia e venereologia, dermatologo a Milano

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