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Attivatori di abbronzatura: cosa sono e come funzi...

Attivatori di abbronzatura: cosa sono e come funzionano?

Il mito dell’abbronzatura è ancora molto diffuso tra uomini e donne: con la pelle più abbronzata ci si sente più attraenti e si nascondono alcuni difetti cutanei. Gli anni ’90 sono stati caratterizzanti dal boom della tintarella, con il trend diffuso di lampade, autoabbronzanti e l’arrivo sul mercato cosmetico di attivatori di melanina in compresse. Per quanto oggi siamo più coscienti di come proteggere la pelle dai raggi UV, le parole “attivatore di abbronzatura” o “attivatore di melanina” seducono ancora una buona parte dei consumatori, la maggior parte ancora reduce degli anni in cui la tintarella era d’obbligo. Come nella maggior parte dei casi esistono prodotti validi e altri meno, per questo è opportuno individuare un attivatore di abbronzatura efficace e sicuro per la pelle.

L’attivatore di abbronzatura naturale: la melanina

Prima di comprendere come agiscono gli integratori per aumentare la produzione di melanina e per favorire l’abbronzatura, è fondamentale capire come si attiva il fisiologico processo dell’abbronzatura. Molte ore passate sotto il sole scatenano una reazione nel nostro organismo che si traduce in una maggiore produzione di melanina e nell’ispessimento del tessuto cutaneo. La melanina viene prodotta dai melanociti, le cellule che stabiliscono il fototipo di pelle, il colore dei capelli e anche il colore dell’iride degli occhi di ciascuno di noi. Dopo molto tempo passato sotto i raggi UVA e UVB, all’interno dell’organismo si scatena un processo, attivato da un aminoacido chiamato tirosinasi, che comunica ai melanociti una maggiore produzione di melanina. Tutto ciò si traduce in una pelle più scura. La pelle, scurendosi, si protegge dall’azione negativa dei raggi solari. Ecco, perché la melanina è il nostro attivatore di abbronzatura naturale.

Cosa sono gli attivatori di melanina?

Come funzionano gli attivatori di melanina in compresse?Le forme più comuni che trovi in farmacia sono gli attivatori di melanina in compresse; questi prodotti promettono attivi specifici che intervengono nel processo di produzione della melanina. Tra i più comuni ci sono gli integratori solari con vitamina A, betacarotene o carotenoidi. Invece, tra gli integratori per la melanina più innovativi, trovi quelli a base di rame: questa sostanza, essendo cofattore della tirosinasi, l’enzima che, come anticipato, partecipa alla sintesi della melanina, favorisce la pigmentazione della pelle.

Solitamente sono consigliati dei trattamenti con integratori solari almeno un mese prima dell’esposizione ai raggi UV prolungata. L’attivatore per l’abbronzatura va scelto in base al fototipo di pelle e alla destinazione delle vacanze. Se si sta programmando un viaggio in un paese esotico, cominciare un trattamento con degli integratori di melanina per favorire l’abbronzatura può essere una mossa saggia per preparare la pelle ad essere più forte sotto i raggi UV. Lo stesso discorso è valido in caso di fototipo I o II, dove un attivatore di melanina può aiutare la pelle ad essere meno sensibile e reattiva al sole.

Anche tra gli alimenti trovi degli alleati della tintarella. Le carote sono un ottimo aiuto per l’abbronzatura perché contengono betacarotene, un pigmento che si raccoglie nella pelle conferendo un piacevole colore bruno-arancio, in pratica questa sostanza si somma alla melanina favorendo l’abbronzatura ma non ha nessuna azione sulla sua produzione. Il betacarotene si trova anche in altri ortaggi come i pomodori e nella frutta dal colore rosso e arancione via libera dunque a pesche, albicocche, melone. Anche le verdure verdi come broccoli, spinaci, cavolfiori sono tue alleate: concediti dei centrifugati con un mix di queste tipologie di frutta e verdura. Recentemente si è scoperto che il pomodoro oltre alle sue proprietà antiossidanti è ricco di Licopene un altro flavonoide molto utile per l’abbronzatura.

Che differenza c’è tra un attivatore di abbronzatura e un autoabbronzante?

Gli autoabbronzanti agiscono solo a livello topico, sugli strati più superficiali della pelle. Essi contengono un ingrediente base chiamato DHA, una sostanza che quando entra in contatto con l’epidermide (in particolare con alcune proteine presenti sullo strato corneo) scurisce la pelle, simulando il fenomeno dell’abbronzatura. Si tratta di prodotti cosmetici che agiscono colorando la pelle, ma senza coinvolgere la melanina. Gli autoabbronzanti non hanno quindi alcuna funzione di protezione dai raggi solari, si tratta di semplici prodotti coloranti; alcuni sono anche molto resistenti e necessitano l’azione di scrub o esfolianti per essere rimossi e questo può causare una sensibilizzazione cutanea.

Quanto a lungo usare gli attivatori di abbronzatura?

Il trattamento con un integratore solare è solitamente consigliato a cominciare da almeno uno o due mesi prima dell’esposizione solare prolungata. Se le tue vacanze cominciano ad agosto, è opportuno iniziare il ciclo con integratori preparatori dell’abbronzatura almeno a giugno o luglio. In generale, vale la regola che prima si comincia meglio è, soprattutto in caso di fototipo I o II. Una volta iniziato il trattamento, si attiva l’attività dei melanociti, le cellule che producono il pigmento, responsabile dell’abbronzatura. L’obiettivo di questi integratori per la pigmentazione della pelle è quello di garantire un tintarella più sicura, omogenea e duratura, al riparo anche da macchie scure sulla pelle, in quanto le attività dei melanociti sono risvegliate in maniera graduale e più sicura. Il trattamento con un attivatore solare in compresse va prolungato fino a settembre e solitamente la durata è di circa 4 o 5 mesi, in base anche al tempo che si trascorre al sole. Se si passa l’intera stagione al mare è necessario seguire un trattamento di almeno 5 mesi che oltre ai 3 principali mesi estivi affianchi un mese preparatore e di mantenimento. In alcuni casi, questi integratori solari possono essere assunti tutto l’anno se garantiscono principi attivi dell’azione antiossidante come quelli a base di picnogenolo, zeaxantina e rame. Ovviamente è sempre necessario il consulto del proprio dermatologo per una posologia adatta al proprio tipo di pelle e altre specificità personali.

Leggi l’approfondimento su Beauty Independent

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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