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Le verruche si prendono anche nelle docce in spiaggia

Le verruche sono un problema della pelle, un’infezione che si può contrarre con maggiore facilità proprio in questo periodo dell’anno, quando ancora il sole è caldo, la pelle risulta più esposta e si frequentano ambienti caldo-umidi. È un disturbo un po’ subdolo poiché ci vuole qualche tempo prima che le verruche si manifestino con il loro tipico fastidio.
Ma è proprio in questo momento dell’anno, in questi mesi estivi, che si prendono più frequentemente. Pertanto, consiglio di proteggere la pelle da tale problema che, pur senza essere pericoloso in sé, può creare fastidi, disagi, inestetismi e, a volte, dolore».

Con queste parole, mi introduce l’argomento delle verruche un grande esperto in problemi della pelle, il professor Antonino Di Pietro, dermatologo a Milano e presidente fondatore dell’Isplad, la società internazionale di dermatologia plastica e oncologica.

Che cosa è una verruca?
«Si tratta di una lesione della pelle di colore grigio chiaro, spesso a forma di piccolo cavolfiore e di grandezza variabile da pochi millimetri fino al centimetro di diametro. Si contrae da un virus appartenente alla famiglia dei Papovavirus. Quando, come avviene nella maggior parte dei casi, la verruca cresce sotto la pianta del piede, perde la caratteristica forma a cavolfiore per la pressione esercitata dal peso del corpo sulla pianta del piede stesso. Diviene così piatta in superficie e cresce negli strati più interni della pelle. Trattandosi di un problema originato da un virus se non curata, nel tempo può trasmettersi per contatto anche in altre parti del corpo e dare origine a famiglie di verruche».

Quali fastidi causano le verruche?
«In genere non sono dolorose ma solo fastidiose alla vista. Fa eccezione la verruca che, come già accennato, si sviluppa sotto la pianta del piede perché, crescendo verso l’interno, può a sua volta premere contro una terminazione nervosa. In questo caso il dolore è del tutto simile a quello che si prova quando entra un sassolino nella scarpa. A volte, è talmente intenso che impedisce di camminare correttamente».

Quali persone sono maggiormente esposte al contagio da verruche?
«Tutti coloro che presentano graffi ed escoriazioni, anche piccoli, sulla pelle. Infatti il virus che origina la verruca entra in queste piccole fessure e li trova il terreno più adatto per nutrirsi e per svilupparsi. La fascia di età in cui più frequentemente si riscontra il problema è quella tra i dieci e i sedici anni, forse perché i ragazzini prestano meno attenzione dei bambini e degli adulti a difendersi dall’aggressione del virus. A ogni modo, ci sono ambienti dove il virus sopravvive più a lungo e, quindi, gli abituali frequentatori di questi ambienti sono esposti a un rischio superiore ad altri».

E quali sono questi ambienti?
«Le docce sulle spiagge, i bordi delle piscine, dove si formano piccole pozze d’acqua, riscaldata dal sole, in cui il virus sopravvive bene. Comunque, il virus responsabile della verruca è presente in ogni ambiente caldo-umido, come spogliatoi, palestre, saune, bagni pubblici, cabine doccia e pavimenti in generale».

C’è un modo per evitare di contrarre questo virus?
«Sì, ed è un rimedio molto semplice: raccomando di mettere sempre le ciabattine di plastica ogni volta che si appoggiano i piedi all’interno di ambienti caldo-umidi. A chi va in piscina, consiglio di togliersi le ciabattine solo immediatamente prima di entrare in acqua. Inoltre, se si usano con regolarità in questi ambienti, lavatele almeno una volta alla settimana in un catino pieno d’acqua in cui è stata messo mezzo bicchiere di candeggina o un’altra sostanza disinfettante. Sono sufficienti dieci minuti d’immersione delle ciabattine per ottenere una buona sterilizzazione. Poi, vanno risciacquate accuratamente e poste ad asciugare al sole, prima di essere riutilizzate».

Che cosa consiglia a chi, nonostante abbia graffi o piccole ferite, desidera o deve comunque frequentare gli ambienti che lei ha definito a rischio?
«Oltre all’uso delle ciabaiùne, suggerisco di coprire le parti di pelle graffiata o lesionata con speciali cerotti di silicone, acquistabili in farmacia, simili a quelli che si applicano per le vesciche. Proteggono e possono essere rimossi alla fine del periodo trascorso in piscina o in palestra».

Se una verruca ha già aggredito la pelle, che cosa dovrebbe fare il paziente?
«Gli raccomando di non portare il virus in altri punti del corpo e gli suggerisco di isolare la verruca con cerotti che impediscano il contatto della parte malata con le parti sane. Vanno poi evitate manicure o pedicure finché il problema non è stato risolto. Lo stesso dicasi per le cerette depilatorie, benché queste zone della pelle sono in genere meno frequentemente aggredite dalla verruca. Raccomando inoltre al paziente di utilizzare asciugamani personali, cioè di non scambiarli per alcun motivo con altre persone, e di usarli per una sola volta, se entrano in contatto con la parte affetta dalla verruca. Gli asciugamani si devono poi lavare ad alte temperature per distruggere il virus e per evitare eventuali contagi indiretti. Ovviamente, bisogna procedere con rapidità alle cure del caso».

Quali sono le cure più efficaci per combattere le verruche?
«Se hanno piccole dimensioni, consiglio le tinture, da applicare quotidianamente sulla pelle dopo un lavaggio della parte malata con acqua calda. Le tinture possono essere indifferentemente a base di acido acetilsalicilico, acido retinoico, acido lattico o collodio elastico. Invece, se sono di grandi dimensioni, cioè vicine al centimetro di diametro, oppure si trovano in zone delicate come le parti intime o, ancora, il paziente deve fronteggiare più lesioni da verruca, suggerisco di procedere a sedute di laserterapia, il cui numero e la durata dipendono da caso a caso. Il laser è il rimedio più efficace perché fa seccare la verruca e consente di estrarla con facilità».

Di Giulio Divo

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