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Alopecia androgenetica: quali rimedi?

L'alopecia androgenetica colpisce sia donne che uomini: scopri sintomi e rimediL’alopecia androgenetica è il disturbo più frequente dei capelli. Interessa l’80% degli uomini con oltre 50 anni, anche se le prime avvisaglie si possono avere anche tra i 18 e i 20 anni. Le donne, invece, sono interessate più di rado.

Il disturbo causa una lenta e progressiva caduta dei capelli, in particolare di alcune zone, come a livello della fronte e della parte più alta della testa, dove si forma un’areola con il progredire della malattia.

Oltre a una predisposizione genetica, la causa è dovuta principalmente agli ormoni maschili (gli androgeni). Nelle persone predisposte, gli androgeni causano una graduale modificazione della radice dei capelli (i follicoli piliferi), essi diventano più piccoli, più sottili e fragili e cadono prima. L’ormone coinvolto è il testosterone che, grazie a un enzima, la 5-alfa-reduttasi di tipo 2, si trasforma in forma attiva e dannosa per il follicolo pilifero, il diidrotestosterone.

I rimedi della medicina
Quando la malattia è in fase iniziale, si può ricorrere alle medicine, anche se devono essere prese a lungo: in genere, la cura è di cicli di 6 mesi, alternati a uno di riposo. Non appena si sospende il trattamento, infatti, i capelli ricominciano a cadere.

Per gli uomini è utile la finasteride, che blocca la trasformazione del testosterone in diidrotestosterone e la progressiva morte del capello, stimolandone la ricrescita e migliorando qualità e spessore. La finasteride, invece, è controindicata nelle donne in età fertile, perché può causare malformazioni al feto.

Per entrambi i sessi è indicato il minoxidil. Anche se non si conosce bene come funziona, si sa che allunga la vita media del follicolo pilifero. Il farmaco si trova in lozioni da mettere 2 volte al giorno sulle zone interessate. Anche alcuni integratori rallentano la caduta dei capelli, come la biotina, da prendere per bocca 1-2 volte al giorno per 3 mesi.

Alcuni specialisti ricorrono anche alla microlaserterapia, da fare senza anestesia e della durata di 20 minuti circa. Consiste nell’uso del laser a diodi, un particolare strumento che invia energia e calore nelle zone colpite, stimolando la circolazione e l’afflusso di sangue. Poi, tramite piccole iniezioni, si somministrano sostanze nutritive nei bulbi piliferi, dove hanno origine i capelli.


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