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Mi è venuto uno sfogo da orticaria. Perché?

Mi è venuto uno sfogo da orticaria. Perché?

Probabilmente è una reazione allergica, spiega il professor Antonino Di Pietro, specialista in Dermatologia e dermatologo plastico a Milano. Prendi una penna e scrivi tutto ciò che hai toccato nelle 12 ore precedenti alla reazione. Fra gli imputati più credibili, cibi e medicinali. Occhio a gamberi, aragoste, granchi e molluschi, spesso colpevoli, sottolinea Di Pietro. Ma attento pure a salmoni e merluzzi. In ogni caso, appena noti qualcosa che non quadra, corri dal medico. Se soffri di un’allergia alimentare, basterà evitare i cibi incriminati, dopo averli identificati con specifici test prescritti dal tuo medico o da uno specialista allergologo. E se dovesse saltarne fuori uno all’improvviso, con conseguenti problemi, assumi un farmaco antistaminico e non esitare ad andare al pronto soccorso se la situazione non migliora: una reazione grave può infatti anche far gonfiare la gola causando un attacco di asma.

Come possiamo riconoscere uno sfogo da orticaria?

L'orticaria può essere generata da diversi fattori: farmaci, alimenti, allergie.L’orticaria si presenta come uno sfogo formato da tanti rigonfiamenti pruriginosi e arrossati. Nella maggior parte dei casi questo sfogo cutaneo è accompagnato da prurito e può comparire in diverse zone del corpo. L’orticaria può colpire sia adulti che bambini e solitamente è causata da una reazione dell’organismo a un alimento o a un farmaco. Negli adulti è diffusa anche l’orticaria da stress. A causare il rigonfiamento e il rossore cutaneo è l’istamina che reagisce con determinate sostanze, racchiuse di solito in un farmaco o in un determinato alimento. L’istamina causa una dilatazione dei vasi sanguigni capillari con conseguente prurito. L’orticaria deriva quindi da una reazione aut0immune, nella quale è l’organismo che attacca se stesso.  Si tratta di orticaria acuta quando il disturbo impiega al massimo 6 settimane per guarire. L’orticaria cronica può invece durare anni, ed è necessario il consulto di un medico e l’intervento con terapie specifiche.

L’orticaria da stress

Lo stress può creare delle condizioni favorevoli per un nuovo sviluppo dell’orticaria. Se invece alcuni sintomi dell’orticaria sono già presenti, un momento particolarmente stressante sia a livello fisico che mentale, può aggravare i sintomi dell’orticaria da stress. In queste situazioni il sistema immunitario è più debole e vulnerabile e facilmente soggetto a sfoghi cutanei come orticaria, eritema e eczema o se si soffre di herpes, si può risvegliare il virus.

Gli alimenti che causano più spesso l’orticaria

Come abbiamo anticipato,  l’orticaria può derivare da una reazione a un certo alimento. È necessario prestare attenzione a tutti quegli alimenti che liberano istamina come caffè, cioccolato, bevande alcoliche, insaccati come salame, salsiccia, würstel o carni elaborate e condite con spezie. Attenzione anche al pesce come sgombro, crostacei, tonno e sardine e alcuni latticini come formaggi stagionati, yogurt, ma anche olive e sottaceti. Tra le verdure che possono amplificare i sintomi dell’orticaria ci sono i pomodori, gli spinaci, i fughi e le melanzane. Tra la frutta che genera orticaria prima tra tutte le fragole e l’ananas, ma anche pesche, albicocche, ciliegie, lamponi e mirtilli. Purtroppo non è così semplice individuare soprattutto nei bambini le potenzialità allergiche di un alimento. Sicuramente in caso di orticaria a seguito del consumo di un determinato cibo, sarebbe opportuno prendere un appuntamento per un visita dall’allergologo o effettuare un test per le intolleranze.

Come scoprire se si soffre di un’allergia alimentare

Per identificare correttamente un intolleranza alimentare è opportuno consultare il proprio medico, prima di eseguire un test per le intolleranze. I test infatti non sempre riescono a offrire una certezza assoluta. La mossa corretta, è cominciare a compilare un diario alimentare, dove ogni giorno il paziente può appuntare le eventuali reazioni allergiche che si verificano dopo il consumo di un alimento piuttosto che un’altro. A questo si affianca un test delle allergie o intolleranze alimentari per avere il quadro completo della situazione. Se l’orticaria o altre reazioni allergiche continuano a presentarsi allora forse il disturbo dipende da un farmaco o un integratore che si sta assumendo.

Come trattare l’orticaria

Per attenuare l’orticaria sono consigliati farmaci antistaminici. Vanno bene sia i trattamenti attraverso pomate antiallergiche o trattamenti per bocca. Si possono utilizzare anche creme con cortisone, ma senza esagerare nel dosaggio in quanto il cortisone se usato spesso può generare anch’esso alcuni sintomi dell’orticaria, soprattutto in caso di pelle sensibile. Si può ottenere sollievo evitando docce e bagni caldi e evitando di esporsi al sole. Preferire indumenti leggeri e poco attillati per lasciare la pelle libera di respirare e ridurre prurito e infiammazione. Utili i bagni con della farina d’avena per attenuare il prurito e impacchi con acqua ghiacciata o un cubetto di ghiaccio avvolto in un telo. Il freddo aiuta a diminuire il rossore e attenuare il prurito, agendo come un leggero anestetizzante e dando sollievo alla pelle.

 

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