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Ecco come ho eliminato la cellulite: le testimonia...

Ecco come ho eliminato la cellulite: le testimonianze reali

Un nome complicatissimo e che poche conoscono, panniculopatia edematofibrosclerotica, per un inestetismo in realtà diffuso tra l’80 per cento delle donne italiane. Sì, stiamo proprio parlando della cellulite, la nemica numero uno dei nostri glutei. E che, spesso, si diffonde a macchia d’olio anche su fianchi, cosce, ginocchia. Per sconfinare, in alcuni casi, persino sulla pancia. Sei stanca di lottare perché dopo tanto tempo non hai ancora ottenuto risultati? Il nostro consiglio è: non arrenderti. Ma ricorda che la guerra deve essere combattuta su parecchi fronti.

Una sola soluzione non ti darà mai risultati

Le strategie anticuscinetti ormai non si contano. Ma nessuna di loro, da sola, funziona. Ma c’è chi ce l’ha fatta con tanta determinazione e volentà, abbiamo così raccolto diverse testimonianze di donne che hanno sconfitto la cellulite per ritrovare un corpo sodo e compatto.  Risultati straordinari garantiti da tecniche diverse. Chi ha optato per i metodi casalinghi e chi si è rivolta a un medico. Ma sono tutte d’accordo sul fatto che, per ottenere un fisico giovane e liscio, è indispensabile darsi anche una regolata a tavola e risvegliarsi dalla pigrizia. Perché alimentazione e sport sono fra le migliori armi per la tua guerra.

Sei magra? Sei a rischio anche tu!

La cellulite non è un’esclusiva di chi è sempre in lotta con la bilancia e, infatti, possono averla anche le magre. Fra le cause di questo inestetismo vanno segnalate le predisposizioni familiari o legate alla razza (le donne mediterranee sono più colpite rispetto alle africane). Abitudini alimentari scorrette: mangiare poco non significa mangiare bene. Fattori collegati al sesso: la distribuzione dei grassi su cosce e glutei è tipicamente femminile. Ma può essere scatenata anche dall’azione degli ormoni che, per esempio nelle adolescenti, favoriscono il ristagno dei liquidi fra le cellule adipose.

Ho sconfitto la cellulite con la bicicletta – Simona, 35 anni

Su e giù per i pendii a cavallo della mountain bike inseguendo l’amore. L’incontro con il mio fidanzato ha coinciso con la lotta ai rotolini di ciccia. E ora la cellulite è solo un ricordo.

<<Un fidanzato sportivo, vi assicuro, è il miglior antidoto contro la cellulite. Da quando conosco Lucio, appassionato di mountain bike, passo i fine settimana da primavera ad autunno a cavallo della due ruote. Con effetti estetici strabilianti. Sin da giovanissima ho sempre lottato contro la buccia d’arancia sotto i glutei e nella parte posteriore delle cosce. In più, la ritenzione idrica mi provocava gonfiori e stanchezza alle gambe. Non ci crederete, ma dopo la prima uscita in bicicletta (più di due ore su un terreno misto) mi sentivo un’altra. E davanti allo specchio ho visto subito le caviglie più sottili. Sono bastati alcuni mesi di allenamento costante per far diminuire anche la cellulite. Ero così soddisfatta che ho cominciato a prendermi cura seriamente del corpo. Adesso, appena il tempo lo permette, il fine settimana balzo in sella e pedalo come una matta. Come se non bastasse, tutti gli anni (sto con Lucio da otto), verso maggio facciamo il giro della Corsica in mountain bike. Quando fa freddo o piove, sostituisco invece la bici con la cyclette. Ma non è tutto: per migliorare i risultati di tanti sforzi, mi sono affidata anche ai prodotti cosmetici. Finito di nuotare o appena uscita dalla doccia dopo la bici, applico creme o gel (a seconda della stagione) anticellulite, che faccio penetrare a fondo nella pelle con lunghi massaggi localizzati nei punti critici. Servono? Eccome! Naturalmente solo se abbinati ad attività fisica, rappresentano dei toccasana per una pelle compatta>>.

La soluzione alla buccia d’arancia con sport e cosmetici

Sport e prodotti cosmetici: è una delle abbinate vincenti per sfoggiare un corpo a prova di cellulite. Per ottenere risultati soddisfacenti occorre essere puntuali sia nell’attività fisica che nell’applicazione delle creme.

Il programma
  1. due uscite la settimana di un’ora e mezza con la mountain bike, iniziando con pendii leggeri da intensificare nel tempo.
    .Se il clima non lo permette, sostituisci la pedalata con 30 minuti di cyclette.
  2. Per aumentare gli effetti benefici del movimento, massaggia le zone critiche con un prodotto mirato, tutti i giorni.

Tempi: tre mesi per vedere i risultati
Pro: è divertente.
Contro: funziona se si è costanti.

Il parere dell’esperto: punta sulle attività aerobiche

Elio Tascone, preparatore atletico diplomato Isef, aiuta a individuare le attività fisiche adeuguate a smaltire la ritenzione idrica. Come tutte le attività aerobiche (nuoto, corsa, sci da fondo. pattini in linea), la mountain bike favorisce la riattivazione della microcircolazione negli arti inferiori e prevede un alto consumo energetico. Non solo: impegnando soprattutto le gambe (la solita zona critica in fatto di cellulite), ha anche un ottimo effetto sulla loro muscolatura (più è sviluppata, meno spazio lascia al grasso per localizzarsi). Insomma, pedalare è lo sport giusto per prevenire o attenuare la pelle a materasso. L’importante, però, è svolgere attività regolarmente e sempre per un periodo superiore ai 20 minuti (è dopo questo tempo che inizia il processo di dispendio dei grassi). In caso di pioggia, perfetto alternare la bici alla cyclette o, ancor meglio, al nuoto: il massaggio naturale dell’acqua sul corpo, infatti, permette una maggiore irrorazione sanguigna nei vasi capillari, con un doppio risultato di benessere ed estetico. Il mio consiglio? Abbinare al movimento aerobico un po’ di stretching, per mantenere i muscoli elastici.

Ho eliminato la buccia d’arancia con la microterapia – Francesca, 24 anni

Scale a piedi. Grandi camminate invece di prendere l’autobus. Diete drastiche. Nessuno sforzo mi aveva premiato per far sparire l’aspetto a materasso della pelle. Finche un’amica mi ha consigliato di puntare sulla microterapia. E ora mi sento più tonica e attraente.

<<Non sono longilinea, ma non ho mai dovuto lottare con la bilancia per perdere peso. In compenso, la mia proverbiale pigrizia (tutti gli amici mi prendono in giro perché non mi smuovono neppure le cannonate) ha lasciato qualche segno sul mio corpo. Sempre gli stessi, purtroppo: quegli odiosi rotolini cellulitici sui fianchi che intere giornate a stecchetto per disintossicarmi non riuscivano a sconfiggere. Stavo per arrendermi quando una mia amica mi ha parlato della microterapia. Al solo sentirla nominare ero già terrorizzata. Pensavo si trattasse di un metodo doloroso e invasivo. Invece, una volta fissato l’appuntamento con il dermatologo che ha diagnosticato una cellulite edematosa (cioè causata da una forte ritenzione idrica), ho scoperto che con una decina di sedute velocissime (15 minuti l’una) potevo finalmente risolvere il mio problema. E cosi è stato. Sdraiata su un lettino, il dottore appoggiava sulle zone di pelle da trattare una piccola ventosa con all’interno un ago corto e sottile. Durante l’applicazione sentivo solo una leggera pressione ma nessun dolore: rimanevo lì, in attesa che le “ventosette” agissero. Per ottenere un risultato da applauso mi ci sono volute dieci sedute. Ma vi assicuro che già dalla terza mi vedevo più sgonfia e riuscivo a indossare meglio i pantaloni. Miracolo? No. La microterapia, a patto che sia accompagnata da un’alimentazione controllata, è un trattamento anticellulite efficacissimo>>.

La microterapia per ridurre la ritenzione idrica

La microterapia è una tecnica che viene eseguita con un dispositivo monouso chiamato SIT (Skin injection therapy): una sorta di piccola ventosa rigida dalla cui cavità esce, per un paio di millimetri, un ago molto sottile. Senza causare dolore ed evitando di rompere i vasi capillari, viene iniettata sottopelle una soluzione ipersalina che, per osmosi, richiama i liquidi dalla profondità del grasso verso il derma. Qui, i vasi sia capillari che linfatici assorbono questi liquidi in eccesso e li eliminano per vie naturali (pipì). Per ottenere buoni risultati occorrono 10/15 sedute, a distanza di una settimana l’una dall’altra. Perché la microterapia regali un corpo ben levigato va associata a un regime alimentare povero di sodio e a una serie di massaggi professionali (da eseguire nei centri estetici una volta la settimana) per favorire il drenaggio dei liquidi.

Tempi: tre mesi
Pro: adatta a tutte le donne ed età.
Contro: i risultati sono soggettivi.

Il parere dell’esperto: il trattamento giusto per la persona giusta

Antonino Di Pietro, dermatologo a Milano ha analizzato il caso di Francesca. La paziente soffriva di una forte ritenzione idrica che, nonostante la giovane età, aveva causato la comparsa e l’aumento della sua cellulite. Dopo averla visitata ho pensato subito di intervenire con la microterapia. Per combattere efficacemente l’antiestetica pelle a materasso, infatti, è di estrema importanza eliminare drasticamente il ristagno dei liquidi che impedisce la lipolisi, cioè lo scioglimento dei grassi. Non a caso Francesca, pur seguendo periodicamente delle diete, non riusciva a buttare giù i cuscinetti adiposi. La spiegazione è molto semplice. La cellulite potrebbe essere paragonata a una spugna inzuppata di acqua che non riesce a bruciare neppure se messa tra le fiamme. Basta però strizzarla ed ecco che il fuoco non avrà difficoltà ad aggredirla subito. Lo stesso succede per la pelle; quando il tessuto adiposo è intriso di liquidi, l’organismo non riesce a utilizzarlo. Ed è qui che interviene la microterapia: con la sua soluzione ricca di sali favorisce l’eliminazione dell’acqua in eccesso e rende disponibili gli accumuli di adipe che, a questo punto, si trasformano in energia da consumare. Motivo per cui, per ottenere risultati evidenti, alle mie pazienti consiglio sempre di abbinare questo trattamento ad attività fisica costante oltre che a una corretta alimentazione.

Ridurre la cellulite con l’endermologie – Alberta, 37 anni

Una tecnica dolce (e piacevolissima) concentrata sui soliti punti critici per rimuovere gli accumuli localizzati: è questo il mio trattamento per recuperare gambe atletiche e glutei sodi dopo un lungo periodo di pigrizia che mi ha tenuta lontana dalla palestra e dalla piscina. Il risultato? Assolutamente soddisfacente. Anche dal punto di vista emotivo. Adesso infatti le è ritornata la voglia di fare sport.

<<Facevo molto sport: nuoto tre volte la settimana, palestra quasi tutti i giorni e sci ogni week-end dall’inizio alla fine della stagione invernale. Eppure, nonostante avessi gambe e glutei belli sodi, un filo di cellulite è sempre stato lì in agguato. La situazione è peggiorata da quando mi sono impigrita. Adesso nuoto solo in estate. Non riesco più ad andare in palestra. E anche se continuo a sciare mi sono resa conto che non è sufficiente per mantenere sotto controllo cuscinetti e buccia d’arancia. Inutile dire che le ho pensate tutte per recuperare tono e levigatezza. Finché ho sentito parlare dell’endermologie: una tecnica che favorisce la microcircolazione locale e consente di migliorare l’aspetto della pelle. Come funziona? L’estetista, con una specie di doppio rullo, effettua un massaggio dalle caviglie ai fianchi. Una vera libidine perché, a ogni passaggio, senti davvero le gambe riprendere vita. E, alla fine del trattamento, ti alzi dal lettino con una deliziosa sensazione di leggerezza. Ogni seduta dura mezz’ora. Ma io vorrei non finisse mai.>>

L’azione anticellulite del massaggio

L’endermologie consiste in una tecnica di aspirazione lieve della pelle in grado di ristabilire l’irrorazione vascolare. Grazie a questa ginnastica cutanea, che consente la ristrutturazione del tessuto connettivo, il trattamento stimola la circolazione sanguigna e linfatica, facilitando l’eliminazione delle tossine. In altre parole, permette di far scattare un processo naturale di smaltimento del sovraccarico adiposo, tonificando e rassodando la pelle al tempo stesso. Il procedimento è naturale, non invasivo e non prevede sostanze chimiche. La fase iniziale d’urto prevede due sedute la settimana (per un totale di 15), cui farne seguire due al mese di mantenimento. Per ottenere risultati evidenti, è bene associare l’endermologie a un’alimentazione studiata dalla nutrizionista.

Tempi: 15 sedute.
Pro: una tecnica dolce adatta a tutte le età.
Contro: va abbinata a una dieta.

Il parere dell’esperto: endermologie e alimentazione

Evelina Flachi, nutrizionista dello Slim Line di Milano, ha suggerito ad Alberta la soluzione ai suoi problemi. La paziente, fa movimento abbastanza regolarmente ed è attiva. Così, l’endermologie si è rivelata la tecnica giusta per amplificare l’azione vascolarizzante e tonificante dello sci. Questo trattamento favorisce l’eliminazione delle scorie, decongestiona i tessuti e garantisce sia un drenaggio linfatico che la riattivazione della circolazione sanguigna. Per ottenere i risultati raggiunti, l’endermologie è stata associata a un’alimentazione personalizzata. La nutrizionista a creato per Alberta un piano di alimentazione personalizzato. Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno da alternare a tisane mirate: a base di tarassaco per un effetto depurativo, e di ippocastano di cui sono riconosciute le proprietà vasoprotettrici (in entrambi i casi metti un cucchiaino da te di erbe in una tazza di acqua bollente, lascia intiepidire, filtra e bevi). E poi di prediligere cotture semplici, evitare fritti, utilizzare olio a crudo. La sua dieta prevede poco di tutto. Con preferenza per verdura e frutta di stagione. Carne e pesce. E anche carboidrati, ma in base ai consumi energetici. Le ho, invece, negato tutti i cibi ricchi di sale: formaggi stagionati, insaccati, scatolame.Un regime accettabile, no?

Prevenire la ritenzione idrica con la dieta – Sara, 22 anni

Se il buongiorno si vede dal mattino. la mia giornata comincia con un centrifugato di ananas. E le mie buone abitudini continuano fino alla cena, a base di carne, pesce o formaggio accompagnati da verdura. Ma sono convinta che per prevenire la cellulite non sia abbastanza. Perciò mi concedo un massaggio drenante ogni 15 giorni. E il fisico è più asciutto e levigato.

<<Sono giovane, magra, piuttosto dinamica, non particolarmente golosa. Non mi definirei, insomma, un soggetto a rischio cellulite. Eppure, se mi metto con le spalle allo specchio e compio una torsione del busto per controllare glutei e cosce, a volte mi sembra di vedere apparire un accenno di questo inestetismo da cui vorrei tenermi alla larga. Così seguo un’alimentazione sana e variegata, ricca di frutta e verdura, proteine, carboidrati. Ma povera di grassi animali. Di solito inizio la mia giornata con una centrifuga di ananas fresco. A pranzo alterno pasta o riso con un filo di olio crudo. Mentre a cena preferisco carne, pesce o formaggi freschi, accompagnati da verdura. La frutta? Di stagione, rappresenta la mia merenda ideale. E poi, per abitudine, non bevo alcolici (solo qualche birra se esco con gli amici), cerco di limitare le sigarette (non sono, fra l’altro, acerrime nemiche della circolazione?), raramente mi concedo dolci (per fortuna me ne piacciono pochi). E se mi capita di sgarrare, nei due giorni successivi mi impongo di mangiare minestroni o bere tisane per disintossicarmi. Ma per scongiurare il pericolo della buccia d’arancia, appena posso mi sottopongo anche a massaggi linfodrenanti: una vera pacchia! E’ difficile che abbia le gambe pesanti o che verso sera le mie caviglie siano gonfie. Però sentire le dita dell’estetista su ginocchia, fianchi e glutei mi regala benessere e relax>>.

La strategia perfetta per prevenire la cellulite: alimentazione sane e massaggio drenante

Prevenire è meglio che curare. Un’alimentazione corretta, purché assicuri tutti i nutrienti, può tenere alla larga dalla cellulite. Ad esempio, a colazione una fetta di ananas con una tazza di latte scremato e una manciata di cereali. Per pranzo: pasta o riso conditi con pomodoro e una spolverata di parmigiano (saltuariamente si possono aggiungere due o tre cucchiai da minestra di legumi per un giusto apporto proteico), accompagnati da verdura (scegli quella ad alto apporto proteico, come per esempio spinaci o cavolfiore). A cena, carne, pesce o formaggi freschi (vanno consumati almeno 8-10 volte la settimana per assicurare all’organismo la giusta quantità di ferro). Va bene concedersi qualche massaggio, ma per mantenere attiva la circolazione, non c’è nulla di meglio che una bella camminata quotidiana.

Tempi: 2 mesi con dieta e massaggi.
Pro: economico e non faticoso.
Contro: difficile se sei golosa.

Il parere dell’esperto: l’alimentazione è la base della prevenzione

Oliviero Sculati, dietologo alla Asl di Brescia, chiarisce cosa dobbiamo ricercare in una dieta equilibrata. Una regime alimentare corretto deve garantire all’organismo il giusto apporto di nutrienti. È importante, non basarsi mai sui soliti “sentiti dire” perché possono non corrispondere alla verità. Per esempio: l’effetto drenante dell’ananas non è in realtà dimostrato (se non per quel che riguarda il gambo che, comunque, non fa miracoli). E se centrifugato. questo frutto perde ben 2/3 delle sue vitamine e 1/3 di minerali. Che vengono trattenuti nelle parti che l’elettrodomestico non spreme. Il mio è di preferire una bella fetta al semplice succo.
Ottima l’idea di concedersi ogni tanto minestroni e insalate dopo le grandi abbuffate che, di solito, prevedono quantità massicce di zuccheri che l’organismo tende a diluire trattenendo i liquidi. Ma, anche in questo caso, occorre tener conto di un apporto nutrizionale calibrato. Così, il piatto di zuppa non perde la sua funzione “disintossicante” se integrato con altri alimenti proteici. Per finire, è importante assicurarsi la giusta dose di minerali come il calcio che trovi nel latte (nella versione scremata non compromette la linea) e il ferro: indispensabile mangiare carne o pesce 8-10 volte la settimana. Così modulata, la dieta ti offre un apporto complessivo di nutrienti ben bilanciato.

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