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Quasi, quasi mi faccio un idromassaggio

Quasi, quasi mi faccio un idromassaggio

Basta il pensiero e ti riappacifichi con il mondo: dopo una giornata frenetica, un’ora in palestra o semplicemente per rilassarti, perché non concederti un idromassaggio? Questa idea frulla in testa a milioni di italiani e viene concretizzata 70 mila volte in un anno, più o meno il numero di vasche e docce ad alta tecnologia vendute nel nostro Paese. Non solo negli stabilimenti termali, nei centri fitness, negli hotel più attrezzati: anche a casa propria sono in aumento le persone che amano infilarsi nell’acqua con le bollicine, nella vasca inventata alla fine degli anni Sessanta da Mr Jacuzzi. Nel Nord Italia si stima che l’idromassaggio sia riuscito addirittura a conquistare un bagno su cinque. Ma, secondo una recente indagine, sarebbe curiosamente Mazara del Vallo, in Sicilia, la località che ha (in proporzione al numero di abitanti) la maggiore propensione all’installazione di un’attrezzatura del genere. Ma perché l’idromassaggio piace tanto? Stare immersi nell’acqua calda e mossa regala sensazioni assolutamente gradevoli. E per di più fa bene. «La leggera pressione che le bollicine esercitano sul corpo stimola un rilascio di endorfine che eccitano le fibre nervose e “comunicano” piacere al cervello», spiega Antonino Di Pietro, dermatologo a Milano. Ma l’idromassaggio assicura anche benefici a livello fisico.

Sulle virtù dell’idromassaggio sono tutti d’accordo: il semplice fatto di coccolarsi nell’acqua tiepida e di pensare unicamente a se stessi, ovviamente, conquista. Ma non bisogna esagerare con i tempi di immersione. «Il bagno non deve durare più di una quindicina di minuti», avverte Di Pietro. «L’acqua, infatti, non solo rischia di privare la pelle del suo film idrolipidico che la mantiene morbida ed elastica: può anche provocare una vasodilatazione che “trasporta” il sangue verso la pelle impoverendo, di conseguenza, cervello e organi interni. Non a caso, dopo un bagno eccessivamente prolungato, è facile sentirsi spossati e con la pressione a terra».
Tenuti sotto controllo i tempi di immersione, ecco che l’idromassaggio può migliorare la microcircolazione. Soprattutto in quelle vasche con i getti che consentono di personalizzare il programma e indirizzare l’acqua su zone del corpo mirate. «Per ottenere davvero dei benefici fisici e un effetto linfodrenante», conclude Di Pietro, «la pressione dell’acqua non dovrebbe essere troppo potente (per non irritare i capillari) e le bollicine dovrebbero riprodurre il più fedelmente possibile il massaggio delle mani: partire dalle piante dei piedi, per salire sui polpacci fino ad arrivare all’inguine e alla schiena».

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