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Morso di vipera: cosa fare?

Morso di vipera: cosa fare?

Morso di viperaÈ un infortunio temuto, anche se i rischi non sono alti come si crede. I morsi delle vipere, infatti, non sono particolarmente velenosi ed è difficile che risultino fatali. Tuttavia, il problema non va mai sottovalutato ed è bene intervenire subito con le manovre più indicate.

Dopo essere stati morsi, entro poco tempo la zona si gonfia e diventa bluastra. Invece, se il morso è profondo, il gonfiore si diffonde a tutta la parte colpita ed entro poche ore compaiono i sintomi dovuti al veleno e allo stato di agitazione per la paura. Essi sono nausea, vomito, dolori all’addome, aumento della temperatura del corpo e dei battiti del cuore, riduzione della pressione del sangue, dolori a muscoli e articolazioni.
Nei casi più seri, si può avere anche colorito bluastro della pelle, sudorazione, raffreddamento degli arti, polso rapido e flebile, pressione molto bassa.

Riconoscere il rettile
Come distinguere il morso di una vipera da quello di una biscia? Se si ha il tempo di osservare il rettile, è bene non dimenticare alcuni particolari importanti.
La vipera ha la testa triangolare e ben distinta dal corpo, che assomiglia un po’ alla punta di una freccia; la pupilla verticale, simile a una fessura; due denti lunghi, che sono quelli che mordono; una coda appuntita e tozza.
La biscia ha la testa delle stesse dimensioni del corpo; la pupilla rotonda; un’arcata dentale del tutto simile a quella dell’uomo (non ha due denti lunghi); un corpo che si riduce progressivamente verso la coda.

Distinguere il morso
La cosa più importante per distinguere il morso di una vipera da quello di una biscia è l’impronta dei denti che rimane sulla pelle.
Il morso della vipera ha due caratteristici forellini, distanti 6- 8 millimetri l’uno dall’altro. A volte, ci può essere un solo forellino se il rettile non è stato in grado di mordere con forza.
Il morso della biscia, invece, lascia un’impronta formata da più puntini, che corrispondono al segno di tutti i denti del rettile, con una forma simile a quella dell’arcata umana.

Le cose da fare…
Mantenere la calma, perché il rettile può non aver iniettato il veleno o ne ha iniettato solo una piccola quantità, tenendo presente poi che occorrono circa 6 ore da quando si è stati morsi alla comparsa dei sintomi che richiedono un intervento medico.
Pulire bene la zona con acqua corrente e disinfettarla. Se la parte morsa è un arto, va immobilizzata: se è un braccio, legarlo al collo, per non muoverlo; se una gamba, tenerla piegata, per far appoggiare il meno possibile il piede.
Infine, andare al più vicino Pronto Soccorso.

…e quelle da non fare
Non incidere la ferita: il veleno non entra in circolo con la circolazione che dalla periferia del corpo riporta il sangue al cuore, ma con quella linfatica.
Non succhiare il veleno: tale manovra non ne elimina una quantità sufficiente e se si ha una piccola ferita in bocca, si rischia di assorbirlo.
Non applicare lacci: se non viene stretto bene, può essere inefficace, mentre se viene teso troppo, rischia di bloccare la circolazione.

No al siero antivipera
Non iniettare il siero antivipera, poiché ha sostanze in grado di scatenare una reazione allergica ben più seria del morso di vipera, come uno shock anafilattico, mettendo a repentaglio la vita.
Inoltre, il siero va conservato a 4 gradi fino al suo uso. Se lo si porta nello zaino, questa temperatura non può essere mantenuta e il siero si altera, risultando inefficace.
Per essere efficace, il siero va iniettato in vena, cosa che difficilmente una persona sa fare bene, soprattutto se in preda all’agitazione.

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