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Telemedicina: in Dermatologia funziona!

Telemedicina: in Dermatologia funziona!

Non viviamo più senza telefonino. Milioni di persone comprano tablet e i computer portatili sono ormai uno strumento di lavoro e svago diffuso tra giovani, meno giovani, studenti e lavoratori. Non è strano allora pensare che questi strumenti debbano diventare sempre di più preziosi alleati per la nostra salute, specialmente in dermatologia.

Come è presto detto: lo hanno dimostrato i dermatologi dell’Università di Amsterdam, che hanno effettuato uno studio incentrato sul controllo dell’evoluzione dei problemi cutanei via telefonino o computer, utilizzando le fotocamere installate o le webcam. Lo studio è stato pubblicato sul British Journal of Dermatology.

Ebbene i risultati parlano chiaro: i tempi di attesa per ottenere la risposta al consulto sono risultati minimi (circa 4.6 ore di attesa tra invio della immagine e diagnosi). L’efficacia delle prescrizioni effettuate dal medico sulla base dell’immagine inviata dal paziente è stata dell’85%. La riduzione dei costi totali del 18%.

Trovo quindi giustificata la soddisfazione dei medici, che hanno potuto aumentare il numero di diagnosi effettuate con successo, e di conseguenza anche la soddisfazione per i pazienti, che hanno avuto una risposta pronta, esauriente e terapie efficaci in breve tempo. È questo il futuro della dermatologia?

Certo, non bisogna farsi prendere la mano da facili entusiasmi, ma sono ottimista per almeno due motivi. Il primo dipende dal fatto che la qualità delle immagini ottenibili con tablet, smartphone e pc portatili è sufficiente per vedere bene una lesione della pelle e riconoscerla almeno nelle sue caratteristiche essenziali. Dopodiché sono convinto che la fretta che tutti abbiamo e l’ansia di ottenere una risposta pronta ai nostri dubbi giocheranno un ruolo fondamentale per lo sviluppo di questa modalità di visita virtuale.

Certo: non dobbiamo pensare che il rapporto medico paziente si possa fermare qui, a prescindere dal fatto che alcuni trattamenti necessitano di ambulatori specializzati. Noi italiani specialmente, per abitudine e cultura, abbiamo bisogno di parlare, confrontarci, raccontarci, vivere un rapporto di fiducia che non si può realizzare solo con strumenti tecnologici. Ma è una strada comunque interessante e ricca di prospettive per noi medici e per voi pazienti.

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