Allergia al nichel [VIDEO]

Il nichel è un metallo con cui veniamo a contatto ogni giorno nei modi più disparati. Possiamo ingerirlo, perché contenuto in molti alimenti, o possiamo venirne a contatto direttamente con la pelle, toccando degli oggetti che ne sono ricchi. Ad esempio, tutti i braccialetti e gli orecchini di bigiotteria, molte fibbie degli orologi e spesso anche le chiavi possono contenere nichel.

Chi è sensibile a questo metallo vede comparire nelle zone in cui ha avuto il contatto un arrossamento, delle piccole vescicole e prurito. Questo è il classico quadro dell’allergia al nichel.

Ogni volta che, perciò, vediamo comparire sulla nostra pelle questi sintomi e siamo venuti a contatto con un metallo, dobbiamo sospettare l’allergia al nichel. L’unica maniera per prevenire il disturbo consiste nell’evitare il contatto con il metallo.

Nell’arco di un paio di giorni, tutta la sintomatologia scompare. Nei casi più gravi può essere necessario applicare per due-tre giorni una crema al cortisone e vedere poi tornare la nostra cute come prima.

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Curarsi con l’argento [VIDEO]

L’argento è sempre stato considerato un potente disinfettante e un ottimo antibatterico, per la sua capacità di impedire la crescita dei batteri e di ucciderli, se questi iniziano a causare un’infezione e ad essere pericolosi.

Non a caso, i ferri chirurgici del passato erano d’argento. Non esistevano ancora le sterilizzatrici e i ferri venivano lavati semplicemente con acqua e sapone, ma essendo d’argento mantenevano le loro proprietà disinfettanti.

Anche nel passato, non esistendo ancora gli antibiotici, l’argento veniva utilizzato per bocca per combattere le infezioni. Ma il guaio dell’argento è rappresentato dal fatto che, se si eccede nel suo uso e si accumula nell’organismo, la pelle assume un colorito bluastro. Questo è il motivo per cui, a chi nel passato ne faceva uso, veniva questa tipica colorazione della pelle. Ma nel passato, l’argento era destinato esclusivamente ai nobili che potevano permettersi di assumerlo per proteggersi dalle infezioni. E poiché l’argento attribuiva questo caratteristico colore blu alla cute, è nata l’espressione “sangue blu” per riferirsi ai nobili, a differenza del popolo che era povero e non peteva permettersi di assumere argento per curarsi.

Attenzione, però, perché anche negli ultimi anni, si è diffusa l’abitudine di prendere l’argento per bocca per fortificare l’organismo. Occorre essere attenti perché, se si eccede, grandi quantità di argento possono provocare una malattia che si chiama Argiria. Oltre a trattarsi di una patologia pericolosa per la sua tossicità per gli organi interni, l’Argiria dà questo caratteristico colore blu alla pelle, al viso e agli occhi.

Cosa ben diversa è invece l’azione dell’argento in creme disinfettanti sia per le piaghe e le ferite sia, negli ultimi anni, per curare l’acne. Esistono delle creme contenenti argento molto efficaci per combattere l’acne, soprattutto quando l’argento è in forma di microspugne. In questi casi, invece, l’uso è consigliabile quando si vuole guarire più rapidamente dalla presenza di acne sul volto.

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Cosa succede se si graffia un neo? [VIDEO]

Ricevo spesso telefonate allarmate di pazienti che inavvertitamente hanno sfregato un neo e, in alcuni casi, è anche fuoriuscito un po’ di sangue. Le persone che mi chiamano temono che possa essere accaduto qualcosa di molto pericoloso e che esista la possibilità che il neo si trasformi in un melanoma.

Credo che sia opportuno tranquillizzare chi ha dubbi in proposito, sottolineando che non ci sono particolari rischi nei casi in cui, inavvertitamente, un neo venga sfregato o graffiato.

È, però, molto importante che questo non avvenga ripetutamente. Se si dovesse ogni giorno traumatizzare un neo, alla lunga potrebbe comportare un pericolo. Ma se accade di rado, questo non deve preoccuparci.

In questi casi, occorre applicare una crema antibiotica e un piccolo cerotto, per evitare che possano insorgere delle infezioni sulla pelle che si è abrasa, e non allarmarsi poiché non succederà nulla.

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Tatuaggi: come farli senza “rischiare la pelle” [VIDEO]

Il tatuaggio può sempre comportare dei rischi. Per evitarlo è fondamentale:

  • che venga eseguito con scrupolose norme igieniche, che possono impedire la comparsa di infezioni;
  • che vengano utilizzati sempre dei pigmenti autorizzati dal Ministero della Salute;
  • che si faccia attenzione alle dimensioni del tattoo.

Il grande pericolo del tatuaggio è legato soprattutto alla sua Estensione, perché si corre il rischio che il tattoo possa nascondere un melanoma, che appare all’improvviso sulla pelle e che non si riesce a vedere.

Il melanoma è una macchiolina scura che compare sulla cute e che è fondamentale eliminare il prima possibile, perché più resta a lungo sulla pelle, più cresce e può maggiormente dar luogo a delle metastasi a distanza.

Se la pelle viene coperta dal tatuaggio, quindi, non si riesce a vedere il melanoma appena compare sulla pelle e questo comporta un rischio enorme per la nostra salute e per la nostra sopravvivenza.

Attenzione, perciò, ai tatuaggi che coprono grandi superfici di pelle. Al limite, possono essere fatti tattoo con una linea sottile, un piccolo disegno, una lettera, ma occorre fare molta attenzione ai cosiddetti tatuaggi Maori che coprono porzioni estese di cute.

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Le “creme da notte” sono utili? [VIDEO]

C’è una falsa credenza popolare alimentata da molti articoli sull’argomento, secondo cui la pelle durante la notte ripari i danni avvenuti durante il giorno.

Ritengo che questa idea diffusa non corrisponda a verità. Se così fosse, infatti, starebbe a significare che se, ad esempio al mattino, per qualche ragione, ci si procura un taglio sulla cute, la pelle continuerebbe a sanguinare tutto il giorno e poi, di notte, riparerebbe i danni avvenuti nel corso della giornata.

Significherebbe cioè che tutte le ferite che ci si è procurati durante la giornata verrebbero riparate di notte. In realtà, sappiamo benissimo che ciò non accade. E ciò non accade perché, nel momento stesso in cui ci si fa un taglio e si verifica un trauma sulla pelle, si attivano immediatamente i meccanismi di riparazione della cute.

Questo sta perciò a significare che non è vero che le “creme da notte” siano utili perché riparano i danni avvenuti durante il giorno. Le “creme da notte” possono invece essere utili per mantenere una buona idratazione anche durante la notte, ma non per riparare i danni.

Quindi, riportiamo le cose nella realtà. Io consiglio spesso le “creme da notte” ai miei pazienti, ma si tratta di creme che si mettono “di” notte e che non sono “da” notte. Sono quindi delle creme che devono essere applicate di sera dopo aver lavato e struccato il viso, per migliorare e mantenere una buona idratazione.

Le creme che vanno utilizzate di notte sono perciò dei prodotti idratanti e leggeri. Non vanno invece usate creme ricche di principi attivi, perché non si farebbe altro che affaticare la cute durante la notte. La pelle deve infatti essere mantenuta leggera e non sovraccaricata.

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Come mantenere l’abbronzatura [VIDEO]

Per mantenere una buona abbronzatura e quindi anche una buona idratazione della pelle bisogna innanzitutto evitare i lavaggi troppo aggressivi della cute.

Vanno utilizzati dei detergenti che non facciano molta schiuma. La schiuma infatti disidrata. Perciò, facendo perdere grandi quantità di cellule superficiali, si perderà di conseguenza più rapidamente anche l’abbronzatura.

La pelle deve essere inoltre aiutata e nutrita, per far sì che rimanga più compatta in superficie. Per farlo, ottimi sono creme e sieri che contengono fosfolipidi e glucosamina, in particolare il complesso fospidin, che è risultato essere molto efficace nel rigenerare la cute e nel mantenere una buona idratazione e compattezza delle cellule superficiali.

Può essere inoltre utile fare dei leggeri massaggi, che possono essere compiuti nel momento stesso in cui si applica la crema sul viso. I massaggi devono essere fatti partendo dalla parte centrale del volto e muovendosi poi con dei movimenti circolari verso l’esterno. L’applicazione di una crema con un leggero massaggio facilita la microcircolazione e quindi il flusso di sangue ossigenato, che dà vitalità alla pelle e contribuisce a prolungare l’abbronzatura.

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Gli integratori sono utili per i capelli? [VIDEO]

Gli integratori possono essere molto utili per rinforzare i nostri capelli. Questo vale soprattutto d’estate, quando con il sole, il caldo e l’acqua salata, si verifica un grande stress per la nostra capigliatura.

I principi attivi più efficaci in questa situazione possono essere:

  • il silicio, che rinforza la cheratina;
  • il rame, importante per mantenere il colore e la lucentezza dei capelli;
  • i flavonoidi, sostanze molto abbondanti nei frutti di bosco, che migliorano il microcircolo e quindi la quantità di sangue ossigenato in grado di rinforzare la capigliatura.

Gli integratori devono essere presi anche in piena estate per ripristinare e riequilibrare la grande perdita di sali minerali e oligoelementi avvenuta con le profuse sudorazioni nei mesi più caldi.

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La pelle in aereo [VIDEO]


Non dobbiamo preoccuparci molto se facciamo dei viaggi brevi in aereo, ad esempio, andando da Milano a Roma o facendo voli della durata di un’ora o massimo tre ore. Questo tipo di tragitti non devono allarmarci per la salute della nostra pelle.

Cosa bene diversa, invece, si verifica quando si fanno dei viaggi tra un continente e l’altro e quindi si resta sull’aereo per 6, 7, 10 ore o a volte persino di più. In questi casi, la lunga permanenza in un ambiente con un’aria pressurizzata può indebolire la nostra cute, renderla più secca, più tendente a screpolarsi e, in presenza di pelle sensibile, può anche determinare la comparsa di arrossamenti e irritazioni. La pelle, in particolar modo degli arti inferiori, tende inoltre a gonfiarsi e a trattenere maggiormente i liquidi, perché nel nostro organismo si ha una scarsa circolazione.

In situazioni di questo genere, occorre prendere l’abitudine di:

    • alzarsi e fare un po’ di passi lungo il corridoio dell’aereo;
    • nebulizzare sul viso dell’acqua possibilmente termale, ma si può anche utilizzare dell’acqua minerale;
    • prima e durante il viaggio, applicare delle  creme idratanti, che servono a mantenere la superficie cutanea più integra e a favorire l’idratazione profonda. Perfetti sono i sieri e le creme contenenti fospidin, un principio attivo molto efficace per rigenerare la nostra pelle.
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Capelli al sole: come proteggerli? [VIDEO]


In estate i capelli sono sottoposti a dei forti stress. L’aria calda, i raggi ultravioletti del sole, il sale, soprattutto se facciamo dei bagni in mare, tendono a rompere i legami tra le cellule di cheratina, ovvero le cellule di cui sono composti i capelli.

Questa è la ragione per cui la nostra chioma nei mesi estivi perde lucentezza, si indebolisce, risulta più arida, tende a scolorirsi e compaiono anche delle doppie punte. Cosa fare, allora?

Risulta utile:

  • rinfrescare spesso i capelli, facendo delle docce frequenti quando siamo in spiaggia;
  • se facciamo il bagno in mare, togliere l’acqua salata, facendo delle docce con acqua dolce;
  • utilizzare degli shampoo molto delicati, che producano poca schiuma e riescano a togliere il pulviscolo, che può restare attaccato alla capigliatura, dopo una lunga giornata in spiaggia;
  • lasciare asciugare le chiome all’aria, evitando le temperature troppo calde dei phon, per non alterare ulteriormente la cheratina.
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Botulino: effetti collaterali e danni [VIDEO]

Il botulino che i medici utilizzano è considerato un farmaco. Non possiamo non ricordare che il botulino è una tossina molto potente e anche molto pericolosa, che può paralizzare i muscoli della respirazione e quindi farci morire, se ne assumiamo in grande quantità.

Ma anche il botulino che viene usato in campo estetico può dare dei rischi. Se si legge il classico bugiardino, ossia il foglietto allegato al farmaco, si possono vedere una serie di effetti collaterali, di cui un medico dovrebbe sempre tener conto, infomando il paziente.

Non è possibile escludere al cento per cento, ad esempio, che il botulino non riesca ad arrivare al cervello. Ci sono, infatti, dei test di laboratorio fatti su topolini, attraverso i quali si è riuscito a capire che la tossina botulinica può entrare attraverso un nervo e arrivare al cervello. Questo spiega probabilmente il motivo per cui alcune persone, dopo aver fatto iniezioni di botulino, hanno mal di testa, disturbi visivi o addirittura paralisi dei muscoli a distanza dal punto in cui è stata iniettata la sostanza. Accade, cioè, che si inietti il botulino nella fronte e si paralizzino i muscoli delle gambe, delle braccia o di altre parti del corpo molto distanti dalla zona dell’iniezione.

Questo effetto si può spiegare, pensando che il botulino arrivi al cervello e blocchi dei centri nervosi che comandano muscoli a distanza. Non possiamo, quindi, escludere con certezza che il botulino non arrivi al cervello e a organi estremamente importanti per la nostra normale sopravvivenza.

Attenzione, quindi, a essere correttamente informati e a sapere che ci possono essere degli effetti collaterali anche gravi.

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