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Quando l’estetica forma e informa

Quando l’estetica forma e informa

Nasce a Milano un punto di incontro tra professionisti del settore che vogliono rimanere sempre aggiornati su normative, scoperte scientifiche e tecnologie applicabili in Istituto

Si presenta al mercato il nuovo Centro Europeo ricerca e sviluppo trattamenti estetici – un organismo no profit formato da esperti, associazioni di categoria e media – che si propone come punto di incontro su quanto avviene nel mondo dell’estetica e del benessere.

“L’Italia è il primo Paese precursore in europa per la regolamentazione dei trattamenti estetici e di benessere – ha sottolineato Antonio De Luca di Certse – e fornisce garanzie e sicurezza sia al consumatore sia all’estetista. Con la pubblicazione delle famose schede tecniche degli Apparati utilizzabili per trattamenti estetici, nel Decreto inetrministeriale n.110/2001, molti tratatmenti che oggi possono essere eseguiti negli Istituti sono sempre più vicini a quelli realizzati dai medici estetici. Da più parti infatti si comincia a parlare di fisioestetica. In futuro, quindi, i trattamenti di bellezza vedranno una più ampia collaborazione fra estetista e medico nel rispetto dei singoli ruoli.”

A sostegno di questa tesi si è espresso anche il professor Antonino Di Pietro, dermatologo e Presidente della Società italiana di dermatologia plastica – Isplad. Alla luce di queste nuove norme che regolano l’attività estetica e della qualificazioe professionale che contraddistingue oggi le estetiste si auspica che le due figure non siano più in antitesi.

UNA PROFESSIONE DA RIVALUTARE
E’ stata Sandra Landoni, Presidente nazionale Confartigianato Benessere a sottolineare come le competenze dell’estetista dagli esordi alla legge 1/90 siano notevolmente cambiate. “E’ cresciuta sicuramente la sua esperienza per quanto riguarda l’uso delle apparecchiature che utilizza per professionalità e in sicurezza – ha ribadito. Offre trattamenti molto richiesti come antietà, rimodellamento del corpo ed epilazione. Sa impiegare tecnologie come la Radiofrequenza sia sul corpo sia sul viso, usa apparati e sieri in combinazione per rallentare i segni del tempo e combattere gli inestetisimi. Studia e applica metodiche e protocolli specifici, effettua l’epilazione su clienti femminili e maschili e anche nel campo dell’abbronzatura la sua figura è sempre più richiesta.”

Tutto questo evidenzia che, sempre più, nei Centri estetici è necessario del personale qualificato. “Quando parliamo di questo settore – ha sottolineato Brigida Stomaci, presidente nazionale coordinamento estetiste CNA – parliamo di circa 300.000 imprese del benessere di cui il 70% è composto da estetiste, con 56.000 addetti che operano in on contesto di continuo aggiornamento sia sotto il profilo tecnologico sia cosmetologico. Questo siginifica che le estetiste non possono permettersi di non essere aggiornate e oggi nei Centri etestici si parla sempre di più di un responsabile tecnico. Una nota a parte va spesa per la formazione che, nel nostro campo, comprende numerose materie importanti: dalla fisiologia al make-up, dai massaggio dermoplastici al camouflage. Ogni anno le estetiste spendono almeno 100 ore in aggiornamento che, purtroppo, non è riconosciuto. E’ necessaria, oggi più che mai, la creazione di un percorso formativo di almeno 5 anni”.

Va sottolineato, infatti, che gli interventi che un’estetista compie sul corpo di una persona, di cui è direttamente responsabile, sono più leggeri di quelli di un medico ma sono forse più complessi perché oltre ad agire sugli inestetismi l’operatrice fornisce alla sua cliente momenti di benessere, consigli, creatività artistica al fine di aumentarne l’autostima”.

Uno dei progetti a cui tengono di più in questo momento le due Associazioni, quindi, è quello della creazione di una Scuola media superiore dedicata a questa professione che sia riconosciuta a livello legislativo al fine di sottolineare l’importanza di questo lavoro. Un lavoro che, come è stato più volte ripetuto, può trarre enormi vantaggi dalla collaborazione fattiva fra estetiste e medici estetici.

“La figura dell’estetista è stata molto rivalutata – ha spiegato Di Pietro – perché sa far star bene le persone senza intervenire pesantemente sul loro corpo. La sua professione va valorizzata e quindi non è giusto che non abbia un riconoscimento formativo di qualità. La collaborazione fra estetista e medico è oggi indispensabile. Per questo nel prossimo congresso Isplad che si terrà in aprile avremo, per la prima volta, una sessione dedicata alla estetiste”.

di Luisella Acquati

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