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Psoriasi: sintomi, cause, diagnosi, cura

Psoriasi: sintomi, cause, diagnosi, cura

Psoriasi: i migliori consigli del Dermatologo Antonino Di Pietro dell'Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano

«Psoriasi: è un disturbo che crea disagio a chi ne soffre perché provoca chiazze, lesioni sulla pelle, secchezza e prurito intenso»

«Se si sente bruciore, può dare sollievo applicare sulla parte un asciugamano bagnato»

«Consiglio anche di bere due litri di acqua al giorno»

«Raccomando di consumare pesce, frutta e verdura, mentre consiglio di limitare carni rosse, burro, latticini, formaggi e insaccati»

Sono oltre tre milioni le persone che in Italia soffrono di psoriasi. Si tratta di una malattia della pelle che può colpire in forma più o meno seria creando disagio a chi ne soffre perché provoca chiazze, lesioni sulla pelle, secchezza, bruciore e prurito intenso. Infatti è un problema estetico che può avere, però, risvolti psicologici perché può rendere difficile la vita personale e sociale di chi ne soffre. Perché ci si ammala di psoriasi? Come si può convivere con questa malattia? Dipiù lo ha chiesto al professor Antonino Di Pietro, uno dei più noti e autorevoli medici dermatologi d’Italia, che è il presidente fondatore dell’Isplad, la Società internazionale di dermatologia plastica, rigenerativa e oncologica, e il direttore dell’Istituto dermoclinico Vita Cutis a Milano.

Che cosa è la psoriasi?
«È una malattia infiammatoria cronica della pelle, che alterna periodi durante i quali i sintomi si riducono ad altri in cui si hanno ricadute o fasi acute, per esempio, In concomitanza con l’arrivo della primavera o dell’autunno».

A che età si può manifestare?
«La psoriasi può comparire a qualsiasi età con la stessa frequenza sia fra gli uomini sia fra le donne. Si può distinguere fra la forma giovanile, che compare fra i quindici e i venticinque anni, e la forma adulta, che si manifesta fra i quaranta e i cinquanta anni».

Quali sono i sintomi?
«È caratterizzata da chiazze della pelle leggermente in rilievo, di colore rosso chiaro e ricoperte da squame di colore bianco opaco in superficie e grigio argenteo in profondità, con una forma tondeggiante e con dimensioni comprese tra pochi millimetri e oltre dieci centimetri. Queste chiazze possono dare prurito intenso. Grattandosi si possono causare lesioni della pelle».

Quali aree della pelle interessa?
«Possono essere colpite tutte le parti del corpo. Le zone dove la psoriasi si presenta più frequentemente sono i gomiti, le ginocchia e il cuoio capelluto. In alcuni casi, possono essere interessate persino le unghie e le articolazioni».


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Che cosa la provoca?
«Anche se le cause della malattia sono ignote, si ritiene che la psoriasi sia la conseguenza di una rapida e alterata crescita della pelle associata a una infiammazione della stessa».

Quali sono le cause di questa infiammazione della pelle?
«C’è una predisposizione genetica, tanto che i parenti di primo grado di pazienti con la psoriasi hanno un fischio dieci volte superiore di sviluppare la malattia. Il fattore familiare fa sì che chi ha almeno uno dei genitori colpito da psoriasi ha buone probabilità di ammalarsi, mentre se addirittura tutti e due i genitori ne soffrono le probabilità di ereditarla salgono al 50 per cento. Molte persone, però, si ammalano di psoriasi senza che nessun familiare ne sia mai stato colpito».

Vi possono essere fattori che scatenano o predispongono alla psoriasi?
«SÌ, per esempio, un trauma locale, una irritazione della pelle o una seria ustione da sole. La psoriasi può comparire anche in seguito a una reazione allergica a farmaci come gli antinfiammatori o i betabloccanti. Purtroppo sulla nascita o sul peggioramento di questa malattia può incidere anche molto il fattore emotivo. Spesso a scatenare la psoriasi è una condizione di forte ansia oppure un evento stressante, in grado di abbassare temporaneamente le difese immunitarie del corpo».

La psoriasi è una malattia contagiosa?
«Assolutamente no. La psoriasi non è una malattia infettiva, non è contagiosa e non predispone a tumori della pelle».

Che cosa consiglia di fare quando compaiono i sintomi della psoriasi?
«Se si sente bruciore, raccomando di non grattarsi per non provocare lesioni. Può dare sollievo applicare sulla parte un asciugamano bagnato. Consiglio anche di idratare bene la pelle bevendo due litri di acqua al giorno e applicando più volte al giorno una crema idratante. Inoltre suggerisco di indossare abiti morbidi, evitando le fibre sintetiche, che possono irritare la pelle. E importante recarsi subito da un medico specialista in dermatologia che confermi la malattia e stabilisca la cura appropriata. Il medico può anche scegliere di associare terapie differenti, dal momento che l’ evoluzione della psoriasi e la risposta ai farmaci varia molto da persona a persona».

La psoriasi come è diagnosticata?
«La diagnosi si basa sull’esame delle chiazze. In alcuni casi vi può essere confusione diagnostica con la dermatite seborroica, soprattutto se è interessato il cuoio capelluto, e con altre malattie della pelle. Per questo, se la diagnosi fosse dubbia, il paziente è sottoposto all’esame istologico, per distinguere la psoriasi anche da eventuali infezioni micotiche o batteriche».

Si può guarire dalla psoriasi?
«Poiché si tratta di una malattia cronica, la psoriasi non può guarire completamente, anche se ci sono cure che possono controllarne l’evoluzione e renderla meno fastidiosa, come creme, lozioni o gel a base di urea, catrame vegetale o acido salicilico. Questi farmaci, messi sulla pelle malata, facilitano la regressione dei sintomi. È possibile anche ricorrere al cortisone per periodi brevi, o alla vitamina D e ai suoi analoghi, come il calcipotriolo, che non hanno gli effetti indesiderati del cortisone, o ancora ai retinoidi. Per le forme più impegnative consiglio di ricorrere alle radiazioni Uva della fototerapia o alla cosiddetta Puva-terapia. Quest’ultima è una cura che associa le radiazioni Uva a farmaci di origine vegetale che noi medici chiamiamo psoraleni. Essi fanno aumentare l’effetto dei raggi del sole, sono dotati di proprietà antinfiammatorie e aiutano la crescita regolare delle cellule della pelle. Per sottoporsi alla fototerapia e alla Puva-terapia raccomando di rivolgersi a centri medici specializzati provvisti di particolari lampade capaci di emettere raggi ultravioletti all’interno di particolari cabine simulando così artificialmente l’azione benefica del sole. Di recente per la cura della psoriasi prescrivo anche i farmaci biologici, un gruppo di principi attivi prodotti in laboratorio con l’aiuto dell’ingegneria genetica».


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Come agiscono questi nuovi farmaci?
«Pur con differenti meccanismi d’azione, essi interferiscono nei vari processi che causano una eccessiva crescita delle cellule della pelle e danno luogo alle tipiche lesioni della psoriasi. Questi principi attivi sono utili nel diminuire i disturbi causati dalla malattia, sono tollerati bene dal corpo e si possono somministrare per lungo tempo senza particolari controindicazioni».

Le cure termali possono dare sollievo a chi soffre di psoriasi?
«Sì, i benefici delle cure termali in caso di psoriasi sono noti da oltre duemila anni. In particolare suggerisco un ciclo di dodici giorni di balneoterapia in vasca o in piscina termale con acque ricche di magnesio e calcio, o sulfuree, o bicarbonate calciche, a temperature fra i 35 e i 38 gradi».

Che cosa consiglia per tenere sotto controllo la psoriasi?
«Lo stile di vita è molto importante per aumentare l’efficacia delle terapie e per evitare le ricadute, cioè il ritorno delle fasi acute. Per esempio, una regolare attività fisica ostacola il sovrappeso e contribuisce allo stile di vita ideale che ogni paziente con la psoriasi dovrebbe seguire per ottenere la più rapida e duratura risposta alle cure. Inoltre consiglio a chi fuma di smettere perché è stato dimostrato che i fumatori hanno una minore risposta alle cure e un più alto rischio di ricadute».

E invece quanto conta un’alimentazione sana?
«Un regime alimentare corretto garantisce una risposta più rapida e duratura alle terapie, indipendentemente da quale sia seguita dal paziente. Molti studi scientifici hanno dimostrato che la sana dieta mediterranea contribuisce a prevenire l’insorgenza delle recidive e a ridurne l’incidenza. Il regime alimentare che consiglio a chi soffre di psoriasi prevede un consumo limitato di carni rosse, burlo, latticini, formaggi e insaccati, mentre contempla una maggiore quantità di pesce, ricco di grassi “buoni” Omega-3, che svolgono un’azione antinfiammatoria, e anche di frutta e di verdura».

Il vero-falso sulla psoriasi

VERO. La psoriasi può essere scatenata da un forte stress. Una condizione di grande ansia oppure un evento stressante, in grado di abbassare temporaneamente le difese immunitarie del corpo, può essere un fattore che predispone alla psoriasi. Possono esserlo anche un trauma locale, una irritazione della pelle, una seria ustione da sole. La psoriasi può comparire anche in seguito a una reazione allergica da farmaci come gli antinfiammatori o i betabloccanti.

FALSO. La psoriasi compare indistintamente sulla pelle di tutti i tipi. La pelle bianca ne è maggiormente colpita. Ne soffre all’incirca il 2,5 per cento della popolazione di pelle chiara, il 30 per cento in forma seria. Tra gli orientali e coloro che hanno la pelle nera la malattia è meno frequente; negli indiani d’America è rara.

VERO. Le cure termali possono migliorare i sintomi della psoriasi. I benefici delle cure termali sono noti da oltre duemila anni. E consigliato un ciclo di dodici giorni di balneoterapia in vasca o in piscina termale con acque ricche di magnesio e calcio o sulfuree o bicarbonate calciche, a una temperatura fra i 35 e i 38 gradi.

FALSO. La psoriasi è contagiosa. Non è una malattia infettiva, non è trasmissibile nemmeno per contatto e non predispone a tumori della pelle. Quindi abbracciare o accarezzare una persona con la psoriasi non comporta alcun rischio di ammalarsi.

VERO. Il sole e l’acqua di mare hanno un effetto benefico sulla pelle di chi soffre di psoriasi. I massimi vantaggi nel trattamento di questa malattia si ottengono abbinando l’esposizione al sole con l’acqua marina, poiché il sale favorisce la desquamazione della pelle. In questo modo i raggi del sole, che sono benefici per la psoriasi perché hanno un effetto antinfiammatorio, riescono a penetrare meglio aiutando la crescita regolare delle cellule della pelle.

FALSO. La psoriasi non è mai una malattia ereditaria. In realtà c’è una predisposizione genetica: i parenti di primo grado di pazienti con psoriasi hanno un rischio dieci volte superiore di sviluppare la malattia. Il fattore familiare fa sì che chi ha almeno uno dei genitori colpito da psoriasi ha buone probabilità di ammalarsi, mentre se addirittura tutti e due i genitori ne soffrono le probabilità che si manifesti salgono al 50 per cento.

VERO. Anche chi soffre di psoriasi deve tenere sotto controllo il proprio peso corporeo. La psoriasi peggiora nelle persone obese, dunque perdere peso può alleviare i sintomi. Lo sostiene anche uno studio scientifico danese, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition: secondo gli autori della ricerca, i pazienti in sovrappeso affetti da questa malattia se perdono dal 10 al 15 per cento del loro peso corporeo hanno un miglioramento significativo e duraturo dei sintomi.

FALSO. La psoriasi compare soltanto sulla testa. Può colpire tutte le parti del corpo ma le zone dove si presenta più frequentemente sono i gomiti, le ginocchia e proprio il cuoio capelluto. In alcuni casi, possono essere interessate dalla malattia persino le unghie e le articolazioni.

VERO. È importante lavarsi e asciugarsi nel modo corretto. Per alleviare il prurito e il rossore causati dalla psoriasi e non irritare la pelle già secca è importante utilizzare acqua non troppo calda e saponi delicati. È importante anche asciugarsi tamponando delicatamente la pelle con l’asciugamano senza sfregare con vigore per non peggiorare le lesioni e traumatizzare la pelle. Quando la pelle è asciutta è bene cospargerla con una crema idratante.

FALSO. La psoriasi compare soltanto nell’età adulta. Questa malattia della pelle si può manifestare in qualsiasi periodo della vita con la stessa frequenza, sia fra gli uomini sia fra le donne, tanto che si può distinguere tra la forma giovanile, che compare fra i quindici e i venticinque anni d’età, e la forma adulta, che compare invece fra i quaranta e i cinquanta anni di età.

VERO. Fumare nuoce a chi è affetto da psoriasi. È stato dimostrato scientificamente che i fumatori hanno una minore risposta alle terapie mediche e anche un più alto rischio di recidive. Lo stesso capita alle persone che bevono eccessivamente alcolici.

di Roberta Pasero

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