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	<title>Antonino Di Pietro</title>
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	<description>Dermatologo Plastico a Milano</description>
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		<title>Capelli fragili: cosa fare?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Capelli]]></category>

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		<description><![CDATA[La primavera è la stagione più insidiosa per la chioma. Tale fenomeno non deve preoccupare, perché si tratta di un evento del tutto naturale, a meno che la perdita non sia particolarmente abbondante.  <a href="http://www.antoninodipietro.it/2012/02/capelli-fragili/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/capelli_e_autunno.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-27415" title="capelli " src="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/capelli_e_autunno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La primavera è la stagione più insidiosa per la chioma. Tale fenomeno non deve preoccupare, perché si tratta di un evento del tutto naturale, a meno che la perdita non sia particolarmente abbondante. A scopo preventivo, in questo periodo è bene dedicare alla chioma attenzioni particolari.</p>
<p><strong>Occhio allo stress</strong><br />
È stato dimostrato che un lungo periodo di stress ha effetti negativi sul benessere del capello, perché stimola la liberazione di adrenalina, sostanza che causa restringimento dei vasi e riduzione del flusso di sangue a livello dei bulbi piliferi.<br />
Se un lungo periodo di stress coincide con il cambio di stagione, la caduta dei capelli può essere più evidente del solito. Tuttavia, non c’è motivo di allarmarsi: se il bulbo è sano, la chioma tornerà a infoltirsi entro pochi mesi.</p>
<p><strong>Le regole di prevenzione</strong><br />
Poiché in questo periodo i capelli sono più fragili, è bene trattarli con gentilezza. Occorre perciò:</p>
<ul>
<li>lavarli solo con shampoo ultradelicati o specifici per capelli fragili, diluiti con un po’ d’acqua, per ridurre l’aggressività dei suoi componenti;</li>
<li>asciugarli e pettinarli delicatamente, perché i capelli bagnati sono molto più fragili e tendono a cadere con facilità;</li>
<li>non sottoporli a trattamenti aggressivi in questo momento così delicato, come permanenti e decolorazioni;</li>
<li>legarli il meno possibile, perché elastici e fermagli sollecitano i bulbi e spezzano gli steli;</li>
<li>non toccarli in continuazione, dato che lo stiramento involontario con le dita li indebolisce e li fa cadere.</li>
</ul>
<p><strong>Le fiale rinforzanti</strong><br />
Per ridurre la loro caduta, durante i cambi di stagione è consigliabile intervenire con lozioni rinforzanti. Si applicano frizionando leggermente il cuoio capelluto con i polpastrelli delle dita per almeno due minuti. Questo massaggio deve interessare tutta la testa, in modo da stimolare la circolazione del sangue e permettere ai principi attivi di penetrare nel bulbo.<br />
Le fiale vanno applicate almeno 2-3 volte a settimana per circa 1-2 mesi.</p>
<p><strong>Più proteine nella dieta</strong><br />
Le proteine sono importantissime per i capelli, in quanto lo stelo è formato da cheratina, una proteina i cui elementi più importanti sono cistina e glicina. Per questo motivo, la dieta deve essere ricca di carne, pesce, uova e legumi.<br />
Fondamentali sono anche verdura e frutta, ricche di vitamine e minerali. In particolare, sono utili le vitamine del gruppo B, la A, la C e la E, nonché il selenio, lo zinco, il rame e il manganese.<br />
In primavera, infine, può essere utile assumere anche integratori alimentari contenenti queste sostanze.</p>
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		<title>Uomini, per un viso più giovane usate l&#8217;argilla</title>
		<link>http://www.antoninodipietro.it/articolo/cura-pelle-maschile/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 11:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dipiù]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cura del corpo Pulizia Igiene personale]]></category>
		<category><![CDATA[Viso]]></category>

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		<description><![CDATA[La pelle degli uomini è diversa da quella delle donne: è più spessa e tendente al "grasso" perché è più ricca di ghiandole sebacee, quelle che producono il sebo proteggendo la pelle dalle aggressioni esterne rendendola, quindi, meno vulnerabile. <a href="http://www.antoninodipietro.it/articolo/cura-pelle-maschile/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La pelle degli uomini è diversa da quella delle donne: è più spessa e tendente al &#8220;grasso&#8221; perché è più ricca di ghiandole sebacee, quelle che producono il sebo proteggendo la pelle dalle aggressioni esterne rendendola, quindi, meno vulnerabile.</p>
<p>Ma questo non significa che anche la<strong> pelle del viso degli uomin</strong>i non abbia bisogno di cure e di attenzioni per restare più giovane e sana. Quindi, suggerisco agli uomini di seguire alcune semplici regole, quali: usare sempre prodotti specifici poiché quelli femminili sono più &#8220;leggeri&#8221;; evitare saponi troppo aggressivi; fare una maschera all&#8217;argilla una volta alla settimana; bere sempre almeno due litri di acqua al giorno; inserire nella dieta soia, mirtilli, merluzzo e sardine».</p>
<p>Questi sono i consigli di un grande medico, il professor Antonino Di Pietro, dermatologo di fama internazionale, presidente e fondatore dell&#8217;<strong>Isplad</strong>, la Società di dermatologia plastica e oncologica.</p>
<p>«Gli uomini come possono mantenere la pelle del viso giovane e sana?», gli chiediamo.<br />
«Consiglio di fare una <strong>maschera all&#8217;argilla</strong> una volta alla settimana per evitare quell’antiestetico effetto &#8220;lucido&#8221;», risponde il professor Di Pietro. «Basta acquistare l&#8217;argilla in erboristeria e mischiarla in una ciotolina con dell&#8217;acqua fino a quando diventa una specie di crema. Poi, prima di stendere la maschera, suggerisco di appoggiare sul viso un panno caldo per aprire i pori. Quindi, tolto il panno, spalmate la maschera e lasciate agire per una quindicina di minuti, fino a quando si è seccata. Sciacquate con acqua tiepida e avrete un viso liscio e libero da impurità. Ma per avere una pelle sana suggerisco anche di prestare attenzione all&#8217;alimentazione, mangiando quotidianamente la soia, ricca di sostanze che regolano la produzione delle ghiandole sebacee, i mirtilli, che rinforzano le pareti dei vasi sanguigni, le sardine e il merluzzo, che contengono <strong>Omega-3</strong> e <strong>Omega-6</strong>, i &#8220;grassi buoni&#8221; che aiutano la pelle a essere più bella. Infine, evitate l’alcol e i cibi piccanti».</p>
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		<title>Cisti alle mani</title>
		<link>http://www.antoninodipietro.it/2012/02/cisti-alle-mani/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 08:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Calli]]></category>
		<category><![CDATA[Mani e Braccia]]></category>

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		<description><![CDATA[Le cisti sono formazioni che possono aumentare di dimensioni o diminuire. Se l'articolazione non viene più sottoposta a sforzo, la quantità di liquido all'interno della cisti diminuisce, causando la sua diminuzione di volume. <a href="http://www.antoninodipietro.it/2012/02/cisti-alle-mani/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/cisti_mani.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-27881" title="cisti_mani" src="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/cisti_mani-150x150.jpg" alt="cisti alle mani" width="150" height="150" /></a>Le <strong>cisti</strong> sono formazioni che possono aumentare di dimensioni o diminuire fino quasi a scomparire. Infatti, se l&#8217;articolazione non viene più sottoposta a sforzo, la quantità di liquido all&#8217;interno della cisti diminuisce, causando la sua diminuzione di volume.<br />
Tuttavia, questa diminuzione è transitoria: basta fare un nuovo sforzo, perché la cisti ricompare o si ingrossi.</p>
<p>A volte, il rigonfiamento può essere confuso con un <a href="http://www.antoninodipietro.it/articolo/per-ammorbidire-un-callo-o-un-durone/">callo</a>. Per distinguere le due<br />
manifestazioni, è bene sapere che il callo altera il disegno degli strati più superficiali<br />
della pelle, mentre tale fenomeno non è presente in caso di cisti, e sotto la pelle si può<br />
sentire una formazione simile a un grano di riso.</p>
<p><strong>Due tipi di cisti</strong><br />
Le cisti possono essere articolari o tendinee.<br />
Le <strong>cisti articolari</strong> sono le più comuni e compaiono dopo uno sforzo improvviso oppure a<br />
causa di posizioni anomale del polso durante il lavoro o la pratica di alcuni sport, come<br />
quelli che impegnano le braccia (tennis e, in misura minore, pallavolo e pallacanestro)<br />
o prende posizioni insolite con la mano e con il polso. Inoltre, c&#8217;è chi ha l&#8217;abitudine di<br />
tenere il mento appoggiato nel palmo della mano, costringendo il polso a stare piegato<br />
in modo non naturale. Infine, esiste la cosiddetta &#8220;malattia da mouse&#8221;, che colpisce le<br />
persone che devono tenere per molto tempo il polso piegato per lavorare al computer.</p>
<p>Le <strong>cisti tendinee</strong> delle dita interessano soprattutto chi pratica sport con assiduita, come<br />
il canottaggio, perché il movimento continuo e ritmato del remare può causare ripetuti<br />
traumi sui tendini. Altra causa sono le tenosinoviti, l&#8217;infiammazione della guaina che<br />
riveste i tendini delle dita. Il disturbo causa la formazione di liquido nella guaina<br />
tendinea: il rigonfiamento che ne deriva è ben visibile all&#8217;esterno e l&#8217;alterazione che<br />
compare spesso è di forma irregolare e molliccia.</p>
<p><strong>Come si risolvono</strong><br />
Le cisti si curano con infiltrazioni di farmaci o con un intervento chirurgico.<br />
Le infiltrazioni sono a base di cortisone, ma spesso questa metodica non risolve il<br />
problema in modo definitivo, perché il farmaco riduce l&#8217;infiammazione. In alternativa, si<br />
può aspirare il contenuto della cisti, perché il liquido al suo interno è gelatinoso.<br />
Quando la cisti è dolorosa e fastidiosa, è meglio asportarla. Dopo aver tolto la cisti, il<br />
medico brucia il peduncolo dell&#8217;articolazione con il lasero con l&#8217;elettrobisturi. Se il<br />
peduncolo non viene bruciato, è più facile che la cisti ricompaia. Dopo l&#8217;intervento, il<br />
polso viene immobilizzato.</p>
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		<title>Guance rosse</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 10:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Dermatite]]></category>
		<category><![CDATA[Viso]]></category>

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		<description><![CDATA[C'è chi si trova con il viso che all’improvviso divampa e poi riprende il normale colorito, e chi, invece, ha sempre le guance rosse. Spesso, tale fenomeno è una reazione normale.  <a href="http://www.antoninodipietro.it/2012/02/guance-rosse/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/rosacea1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-27873" title="rosacea" src="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/rosacea1-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a>C&#8217;è chi si trova con il viso che all’improvviso divampa e poi riprende il normale colorito, e chi, invece, ha sempre le <strong>guance rosse</strong>. Spesso, tale fenomeno è una reazione normale: uno sforzo fisico, la febbre o il consumo di cibi caldi o piccanti sono accompagnati quasi sempre da un arrossamento. In questi casi, basta raffreddare la fronte o il collo, perché la pelle riprenda il suo colore di sempre.</p>
<p>È anche normale che le guance diventino rosse quando si è emozionati. L&#8217;emotività attiva una zona del cervello, l&#8217;ipotalamo, che a sua volta sollecita il sistema nervoso simpatico, un apparato che innerva la pelle e causa anche l&#8217;arrossamento del viso.</p>
<p>Guance e volto possono arrossire spesso durante la <strong>menopausa</strong>, perché in questo periodo si verifica un aumento del flusso del sangue, non solo sul volto, ma anche in tutto il resto del corpo. Tale fenomeno pare sia dovuto a un momentaneo aumento di gonadotropine, ormoni prodotti dall&#8217;ipofisi che stimolano l&#8217;ovaio, cercando di rimediare alla riduzione di estrogeni, tipica di questo periodo in una donna.</p>
<p><strong>Quando è un disturbo della pelle</strong></p>
<ul>
<li>La <strong>rosacea</strong> è una malattia che interessa di più le donne. L’arrossamento può essere presente solo sulle guance, mentre altre volte si può estendere a fronte e naso. Compare con più facilità se la persona si accalora, la pelle è esposta a sbalzi di temperatura o se consuma cibi caldi. Con il tempo, il rossore diventa stabile e la pelle viene segnata da <strong>capillari dilatati</strong> che evidenziano il loro percorso sotto la cute. In seguito, la pelle si gonfia e compaiono noduli che ricordano quelle dell&#8217;acne.</li>
<li>La <a title="cura dermatite seborroica" href="http://www.antoninodipietro.it/articolo/dermatite-seborroica-c%E2%80%99e%E2%80%99-una-nuova-soluzione/">dermatite seborroica</a> è un&#8217;infiammazione della pelle di cui non sono ancora note le cause, anche se sembra che una parte importante sia legata all’attività delle ghiandole sebacee. Il rossore si localizza su sopracciglia, pieghe di naso e bocca. Nei casi più estesi, la malattia colpisce anche le guance. Sulla pelle ci possono essere piccole squame giallastre e grasse, simili alla forfora.</li>
</ul>
<p><strong>Le cure</strong><br />
Le cure consistono in gel a base di <a title="alukina" href="http://www.antoninodipietro.it/2010/11/una-nuova-cura-contro-la-dermatite-seborroica-2/">Alukina</a> (es. Aluseb crema) da stendere sulla pelle, associato a integratori con biotina da prendere per bocca. Controindicato, il cortisone: se inizialmente sbianca la pelle, poi la assottiglia, facilitando l’insorgenza di papule e pustole.<br />
Evitare sbalzi di temperatura e l’esposizione ai raggi del sole, nonché il clima caldo-umido: provocano un&#8217;ulteriore dilatazione dei capillari, facendo peggiorare le condizioni della pelle.</p>
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		<title>Petecchie: cosa sono e come curarle</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vene e Capillari]]></category>

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		<description><![CDATA[Compaiono più o meno all’improvviso sulla pelle: macchioline di colore rosso, dal margine definito che non supera i 3 millimetri. Sono le petecchie, piccoli travasi di sangue che si verificano sotto la pelle e nello strato più profondo. <a href="http://www.antoninodipietro.it/2012/02/petecchie/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/petecchie1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-27856" title="petecchie" src="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/petecchie1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Compaiono più o meno all’improvviso sulla pelle: macchioline di colore rosso, dal margine definito che non supera i 3 millimetri. Sono le <strong>petecchie</strong>, piccoli travasi di sangue che si verificano sotto la pelle e nello strato più profondo.</p>
<p>Il loro colore è dovuto ai globuli rossi che contengono emoglobina, la sostanza che trasporta l&#8217;ossigeno e conferisce il caratteristico colore. Poi, con il tempo, le petecchie assumono un colore giallo-verdastro, a causa della trasformazione dell&#8217;emoglobina in bilirubina.</p>
<h3>Cosa scatena le petecchie</h3>
<p>Mentre nell&#8217;anziano sono un fenomeno quasi normale, dovuto alla fragilità dei capillari, la comparsa delle petecchie in un giovane è il segno di una malattia del sangue o di un&#8217;alterazione dei vasi sanguigni.</p>
<p>Altre volte, il problema è dovuto a difetti della coagulazione o a fragilità dei piccoli vasi, oppure all’uso prolungato di alcuni farmaci, come l&#8217;Aspirina.<br />
Le petecchie possono essere anche la conseguenza di un<strong> trauma</strong> che compare dopo una violenta botta ai muscoli, una tosse insistente o conati di vomito.</p>
<p>Pure le malattie infettive possono favorire le petecchie, come in caso di febbre elevata, perché può causare un aumento della fragilità dei capillari.<br />
Infine, le petecchie possono essere il segno di un&#8217;alterazione del metabolismo, come una seria carenza di vitamina C o un’elevata concentrazione di acidi urici nel sangue.</p>
<h3>Prima di tutto l&#8217;esame del sangue</h3>
<p>Anche se le petecchie hanno numerose cause, per sapere che cosa le ha provocate basta un esame del sangue, cioè valutare se il numero di piastrine nel sangue è normale.<br />
Se il loro numero è basso, significa che il midollo non è in grado di produrne a sufficienza e le petecchie sono il segno di una malattia seria del midollo. Altre volte, il midollo funziona bene, ma la milza distrugge le piastrine in numero superiore al normale.</p>
<p>È consigliabile sottoporsi all’esame del sangue anche se le parecchie sono scomparse, come può accadere nelle forme dovute a virus o a batteri.</p>
<h3>Come curare le petecchie</h3>
<p>In genere, la cura viene prescritta quando ci sono emorragie spontanee e il numero di piastrine è sotto le 50-60.000 per millimetro cubo di sangue.<br />
Il farmaco usato è il cortisone. Se la malattia non migliora, si può ricorrere a un intervento chirurgico di asportazione della milza, sia per mettere in circolo nuove piastrine, in quanto ne contiene un terzo del totale, sia perché è proprio la milza che distrugge le piastrine.</p>
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		<title>Infiammazione della barba</title>
		<link>http://www.antoninodipietro.it/2012/02/infiammazione-della-barba/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 08:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cura del corpo Pulizia Igiene personale]]></category>
		<category><![CDATA[Funghi]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Viso]]></category>

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		<description><![CDATA[La pelle del viso di un uomo può andare incontro con facilità a infezioni per l’abitudine di farsi la barba ogni giorno. Ma ci sono anche altri nemici, responsabili di infezioni più o meno serie, come batteri e funghi. <a href="http://www.antoninodipietro.it/2012/02/infiammazione-della-barba/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/rasatura.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-27633" title="rasatura" src="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/rasatura-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La <strong>pelle del viso</strong> di un uomo può andare incontro con facilità a infezioni per l’abitudine di farsi la barba ogni giorno. Ma ci sono anche altri nemici, responsabili di infezioni più o meno serie, come batteri e funghi.</p>
<p>L’<strong>epidermide maschile</strong> è formata da uno strato corneo a contatto con l’esterno più spesso di quello femminile. Ma, nonostante il maggior spessore, la pelle non è immune da aggressioni esterne ed è soggetta ad <a title="radersi senza irritazioni" href="http://www.antoninodipietro.it/articolo/radersi-senza-irritazioni/">arrossamenti </a>o infezioni. Dai piccolissimi tagli che si formano durante la rasatura, infatti, possono penetrare germi che causano infezioni, poiché sulla cute vivono normalmente batteri e funghi.</p>
<p>Ecco come affrontare tali disturbi.</p>
<h3>Attenzione ai prodotti che si usano</h3>
<p>La pelle del viso può irritarsi anche a causa del contatto con la lametta o con il rasoio elettrico. Tuttavia, il problema compare soltanto se la pelle è molto sensibile o se la rasatura non viene fatta con la dovuta attenzione.</p>
<p>Se nonostante tutte le dovute precauzioni, la pelle continua a dare segni di sofferenza, alla base del problema ci può essere una dermatite irritativa dovuta a prodotti usati prima o dopo la rasatura. In questo caso, la pelle si arrossa, prude e brucia.</p>
<h3>Le regole da seguire</h3>
<p>Se qualcosa che non va a livello della barba, la prima regola è evitare di radersi fino al momento della visita dal dermatologo. Il che non vuol dire rassegnarsi ad avere la barba lunga o incolta, ma regolarla usando le forbici. Un colpo di forbice permette di regolare i peli, senza contare che esiste la possibilità del rasoio elettrico, alternativa valida alla classica lametta.</p>
<p>Chi usa il rasoio elettrico deve pulire molto bene l’apparecchio prima di ogni rasatura, perché nelle maglie delle testine restano intrappolati minuscoli frammenti di pelle che possono infettare zone sane.</p>
<p>Se non sono presenti irritazioni intense, il sole e il mare non sono controindicati, non applicare prodotti solari troppo untuosi e sciacquare bene la pelle dopo ogni nuotata.</p>
<h3>Solo maniere dolci</h3>
<p>Chi ha la <strong>pelle sensibile</strong>, deve trattarla in maniera dolce:</p>
<ul>
<li>non stuzzicare i brufolini, per non far peggiorare il problema, facendo arrossare la pelle e aprendo la strada a nuove infezioni;</li>
<li>se la pelle è irritata, scegliere il rasoio monouso, per ridurre al minimo la diffusione dei germi;</li>
<li>abolire schiume e dopobarba irritanti, soprattutto se contengono alcol, dando la preferenza a quelli che preparano la pelle alla rasatura;</li>
<li>usare dopobarba in grado di ricostruire lo strato protettivo e di normalizzare il grado di acidità.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Durata dei cosmetici</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 07:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cosmetici Profumi Make-up]]></category>
		<category><![CDATA[Cura del corpo Pulizia Igiene personale]]></category>

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		<description><![CDATA[La durata dei cosmetici è un argomento di cui si parla poco, mentre dovrebbe interessare molto chi li usa, per sapere per quanto tempo sono efficaci o se l'attività dei suoi componenti termina presto.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La<strong> durata dei cosmetici</strong> è un argomento di cui si parla poco, mentre dovrebbe interessare molto chi li usa, per sapere per quanto tempo sono efficaci o se l&#8217;attività dei suoi componenti termina presto.</p>
<p>Se sigillati, in genere durano circa 2-3 anni, mentre rossetti e trucchi fino a 5. Questi prodotti possono degradarsi a causa di elementi inquinanti durante la fabbricazione. Altri rischi sono dovuti a eventuali difetti, come chiusure imprecise o rotture delle confezioni, che fanno entrare aria o da una conservazione in posti non adatti.</p>
<h3>Le regole per chi li usa</h3>
<p>Per avere la sicurezza di usare un prodotto in buone condizioni, è bene seguire alcuni semplici accorgimenti.</p>
<p>Se non si usano prodotti in tubetto, non prelevare la crema con le dita, ma usare le palettine contenute nelle confezioni. In loro mancanza, servirsi di un bastoncino: prendere la crema, metterla nel cavo della mano e stenderla con il polpastrello.</p>
<p>Evitare di usare più creme contemporaneamente: oltre a impedire se sono realmente efficaci, si rischia di prolungare troppo la durata del cosmetico, che dovrebbe essere consumato nel più breve tempo possibile, entro un paio di mesi. Oltre, è meglio buttarlo.<br />
Stesso discorso per rossetti, mascara e matite morbide per gli occhi. Anche se sono più sicuri dal punto di vista igienico, possono dare problemi di buona conservazione a causa dell&#8217;aria che entra nel tubetto dopo averlo schiacciato.</p>
<h3>Consigli utili</h3>
<ol>
<li>Assicurarsi che le spugnette usate per applicare il fondotinta o l&#8217;ombretto siano sempre ben pulite, lavandole ogni giorno con sapone neutro.</li>
<li>Tenere aperti i vasetti di creme e fondotinta cremosi solo per il tempo necessario: meno luce e aria arrivano al prodotto, più si conserva bene.</li>
<li>Non lasciare aperti i tubetti, per evitare che si riempiano d&#8217;aria. L&#8217;ossigeno è uno dei maggiori ossidanti.</li>
<li>Non fluidificare il mascara che si è seccato con l’acqua, ma con qualche goccia di tonico analcolico, acqua di rose o acqua distillata.</li>
<li>Quando un prodotto liquido o cremoso è aperto da tempo, annusarlo ogni volta prima di usarlo: se l&#8217;odore è cambiato, va buttato.</li>
<li>Se il colore della crema è cambiato in superficie, gettare il tutto o togliere non solo lo strato alterato, ma anche lo strato sottostante.</li>
<li>Di solito, i cosmetici dichiarati &#8220;naturali&#8221; durano meno degli altri: una buona idea sarebbe quella di conservarli in frigorifero.</li>
<li>Evitare di usare l&#8217;anno dopo i prodotti solari che sono stati aperti l&#8217;anno prima: possono avere perso la loro efficacia e si rischia un eritema.</li>
</ol>
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		<title>I segreti del pediluvio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cura del corpo Pulizia Igiene personale]]></category>
		<category><![CDATA[Piedi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sacrificati per ore in scarpe non sempre comode, sono una parte molto importante del corpo. 
Ma come ogni altra parte, anche i piedi possono ammalarsi. <a href="http://www.antoninodipietro.it/2012/02/pediluvio/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/pediluvio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27819" title="pediluvio" src="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/pediluvio.jpg" alt="" width="200" height="141" /></a>Sacrificati per ore in scarpe non sempre comode, sono una parte molto importante del corpo. Ma come ogni altra parte, anche i piedi possono ammalarsi, soprattutto se si è diabetici, in quanto questa situazione causa una ridotta sensibilità al dolore, rendendo i piedi più vulnerabili a traumi e lesioni.</p>
<h3>Come fare il pediluvio</h3>
<p>II pediluvio serale non è solo una forma di igiene per avere piedi puliti, ma anche una fonte di benessere, in quanto elimina la stanchezza alle estremità e dona un senso di energia. Tuttavia, per ottenere il massimo dal pediluvio, è bene seguire alcune semplici regole.</p>
<p>Prima di effettuare il lavaggio, per ottenere tono e vigore, lasciarli immersi per qualche minuto in un catino con acqua tiepida; per ottenere rilassamento e sollievo, usare acqua calda; per dare una sferzata di vitalità a tutto l&#8217;organismo, meglio acqua fredda. Infine, è bene non fare pediluvi lunghi, per non causare un rammollimento della pelle e facilitare la comparsa di danni e infezioni.</p>
<p>Per la pulizia, usare sapone e spazzola: le cellule morte della pelle vengono eliminate dallo strofinio e si stimola la circolazione del sangue. I saponi migliori sono neutri, come quello di Marsiglia, perché se sono profumati, possono irritare la pelle. Asciugare i piedi con una salvietta di spugna, facendo un leggero massaggio anche nelle parti più nascoste, come tra le dita per evitare la comparsa di <strong>infezioni da batteri</strong> e virus.</p>
<p>Per evitare questo inconveniente, cospergere i piedi con talco o stendere una crema idratante e ammorbidente per nutrire la pelle, anche più volte al giorno. Se sono presenti callosità, dopo averli asciugati con cura, passare delicatamente la pietra pomice, per eliminare le parti indurite, senza usare lamette o forbicine. Per ammorbidire e togliere la parte dura si trova in superficie, ricorrere a pomate emollienti a base di acido lattico e di acido acetilsalicilico.</p>
<h3>Un aiuto anche dalla natura</h3>
<p>Per ottenere il massimo effetto benefico dal pediluvio, ecco qualche consiglio. In caso di piedi stanchi e appesantiti, aggiungere all&#8217;acqua tiepida una manciata di sale da cucina, meglio se integrale; quelle di ippocastano sono indicate per chi ha problemi alla circolazione venosa, mentre un decotto di foglie di salvia svolge un effetto deodorante.</p>
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		<title>Non irritatevi. Rasature perfette in poche mosse</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Cura del corpo Pulizia Igiene personale]]></category>
		<category><![CDATA[Irritazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rasatura]]></category>

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		<description><![CDATA[La rasatura? Un rito al quale l'uomo del terzo millennio si dedica con particolare cura e attenzione.  <a href="http://www.antoninodipietro.it/articolo/radersi-senza-irritazioni/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/rasatura.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-27633" title="rasatura" src="http://www.antoninodipietro.it/wp-system/wp-content/uploads/rasatura.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>La <strong>rasatura</strong>? Un rito al quale l&#8217;uomo del terzo millennio si dedica con particolare cura e attenzione. E le case cosmetiche si adeguano, proponendo prodotti dedicati, sempre contraddistinti da formule delicate. «Anche la pelle maschile, sebbene abbia una<br />
quantità più elevata di collagene rispetto a quella femminile e vanti maggiori scambi metabolici dovuti a un microcircolo più attivo – premette Corinna Rigoni, presidente dell&#8217;associazione donne dermatologhe d&#8217;Italia &#8211; non di rado è afflitta da alcuni, tipici<br />
disagi, come untuosità e iperreattività, che richiedono principi attivi<br />
specifici».</p>
<p>Nell&#8217;economia di una rasatura eseguita &#8220;ad arte&#8221; non andrebbero trascurate anche le formule che preparano al taglio. «Ammorbidenti e addolcenti &#8211; dice <strong>Antonino Di Pietro</strong>, dermatologo, presidente fondatore dell&#8217;Isplad, spesso con principi ad attività antibatterica come oli essenziali o ioni di argento, per limitare il rischio di piccole infezioni dovute ai (micro) &#8220;tagli di percorso&#8221;. Sono consigliati sia se si opta per la rasatura manuale e, sia con rasoio elettrico».</p>
<p><strong>Meglio manuale o hi-tech?</strong> «È una questione di preferenze e tempo a disposizione – osservaDiPietro – in linea di massima il rasoio elettrico è controindicato in caso di couperose (riscalda la pelle) è, invece, l&#8217;ideale per chi &#8220;va di fretta&#8221; o soffre di <a href="http://www.antoninodipietro.it/articolo/brufoli-e-acne-curateli-con-frutta-verdura-e-tanto-sport/">acne</a>: la lametta, infatti, può lesionare i brufoli e procurare fastidio». Nel dettaglio: alcuni rasoi manuali vantano dei plus, come lame dotate di speciali rivestimenti che agevolano la scorrevolezza sulla pelle, oppure lamette vibranti (alimentate da una batteria), per ottimizzare la profondità della rasatura.</p>
<p><strong>Pennelli: </strong>i migliori hanno le setole rigide, di maiale o di tasso, che massaggiano la pelle e sollevano il pelo. Rasoi elettrici, regolabarba e strumenti analoghi sono sicuri, ma attenzione in fase d&#8217;acquisto: scegliete canali di vendita affidabili, perché non manca il rischio di imbattersi in copie degli originali, più economiche ma d&#8217;incerta provenienza e dubbia sicurezza.</p>
<p>Ma, tornando al problema delle <strong>irritazioni</strong>, quali altre precauzioni osservare? «Se si tendea soffrire di follicoliti o altri disturbi della pelle – fa notare Rigoni &#8211; è opportuno chiedere ad un dermatologo consigli sui prodotti cosmetici da impiegare prima, durante e dopoI&#8217;operazione». Fondamentale nella rasatura manuale l&#8217;utilizzo di una formula ricca di lipidi restitutivi, di sostanze idratanti e lenitive, come la vitamina E. «Importante che il prodotto prescelto sia povero di tensioattivi &#8211; aggiunge Rigoni – per evitare che l&#8217;epidermide, già provata dalle lame, perda ulteriormente il suo equilibrio e sia più esposta ad aggressioni esterne e proliferazione dei microbi, con relativo rischio di sviluppare fastidiose infezioni follicolari».</p>
<p>Per tutti, fan del manuale o dell&#8217;elettrico, di rigore la cura post rasatura.<br />
«Occorre sciacquare più volte viso e collo per eliminare i residui di peli ed eventuali tensioattivi che possono irritare &#8211; dice Di Pietro &#8211; e poi applicare un dopobarba idrante, preferendo le emulsioni con sostanze calmanti ammorbidenti, come bisabololo, olio<br />
di mandorle dolci, amamelide, aloe vera. Meglio evitare, invece, le formule alcoliche, a rischio di irritazioni e sensibilizzazione». Tra l&#8217;altro, alcuni dopo barba, oltre ad avere texture e profumazioni gradevolissime, agiscono anche da crema energizzante e antietà, poiché contengono caffeina, deltalattone, vitamine A ed E, biopeptidi, che rinfrescano, idratano e stimolano il collagene.</p>
<p>Di Claudia Bortolato</p>
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		<title>Il medico scrittore mette in guardia dal botulino</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 13:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Acido Ialuronico fillers]]></category>
		<category><![CDATA[Botulino]]></category>
		<category><![CDATA[Peeling]]></category>

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		<description><![CDATA[«Siamo sicuri che ricevere infiltrazioni di una neurotossina sia davvero a rischio zero?». È la tesi sostenuta dal professor Antonino Di Pietro.  <a href="http://www.antoninodipietro.it/articolo/il-medico-scrittore-mette-in-guardia-dal-botulino/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Siamo sicuri che ricevere infiltrazioni di una neurotossina sia davvero a rischio zero?». È la tesi sostenuta dal professor Antonino Di Pietro, dermatologo plastico, presidente fondatore di Isplad, nel suo nuovo libro <a title="Botulin Free" href="http://www.antoninodipietro.it/2008/09/i-miei-libri/#botulinfree">Botulin Free</a>, da pochi giorni in libreria. Il professor Di Pietro, già autore di due successi («La bellezza autentica» e «Per la tua pelle») vive a Gorgonzola ed è direttore del servizio di dermatologia dell&#8217;ospedale Marchesi di Inzago.</p>
<p><strong>Quali sono i rischi legati all&#8217;uso del botulino?</strong><br />
«L&#8217;effetto collaterale più frequente è il mal di testa che può insorgere nelle ore o nei giorni successivi all&#8217;iniezione. Altri disturbi sono nausea, capogiri e disturbi visivi. La letteratura scientifica riporta anche casi in cui si sono verificati debolezza o paralisi di muscoli a distanza della zona trattata. Purtroppo potrebbero esserci altri effetti che al momento non siamo ancora in grado di quantificare perché, secondo recenti studi eseguiti su animali da<br />
laboratorio, si è visto che la tossina botulinica può percorrere i nervi fino al cervello, ma non sappiamo ancora con quali conseguenze».</p>
<p><strong>Come mai l&#8217;uso del botulino è così diffuso?</strong><br />
«Il &#8220;fenomeno&#8221; botulino è stato costruito con un&#8217;abile azione di marketing internazionale, che coinvolge aziende produttrici della sostanza e medici, e che muove un giro di affari multimilionario. È stato creato un fenomeno di moda per cui tutti pensano che per essere più belli basta farsi iniettare il botulino».</p>
<p><strong>È legale l&#8217;uso del botox, pur essendo una tossina?</strong><br />
«In Italia la tossina botulinica per uso estetico è autorizzata dal 2002 per le rughe della glabella, quelle tra le sopracciglia. In realtà è utilizzata in modo indiscriminato per numerose altre aree, dagli occhi alle labbra, al collo e persine ai glutei, in terapie cosiddette &#8220;off-label&#8221;, quindi non regolamentate dal Ministero della salute».</p>
<p><strong>Cos’è per lei la bellezza?</strong><br />
«La bellezza è l&#8217;emozione che una persona riesce a trasmettere a chi ha di fronte. Questa sensazione è legata alle pieghe del volto con cui una persona esprime la gioia, la tristezza, la paura o la serenità. Un viso paralizzato non riesce a esprimere tutto questo: è come mummificato, perde il suo fascino».</p>
<p><strong>Quali sono le alternative alla tossina botulinica?</strong><br />
«<a title="peeling" href="http://www.antoninodipietro.it/2004/07/peeling-2/">Peeling superficiali</a>, filler con <strong>acido ialuronico naturale</strong> per stimolare la rigenerazione dei tessuti, laser, radiofrequenza, luce pulsata, led, dermocosmetici e integratori mirati, ginnastica facciale, e in generale tutto ciò che può stimolare le cellule a rivivere e funzionare meglio».</p>
<p><strong>Come mai ha deciso di scrivere questo libro?</strong><br />
«Sono fermamente convinto che si debba essere sempre correttamente informati sugli effetti collaterali che un farmaco può causare. Soprattutto quando, come in questo caso, non si devono risolvere delle patologie ma eliminare le rughe. Purtroppo degli effetti collaterali sui giornali non si parla mai. Con questo libro chi deciderà di sottoporsi alle iniezioni potrà avere delle informazioni più complete e poi nulla vieta che possa decidere di fare lo stesso il trattamento. Non sono contro il farmaco botulino che in alcuni casi viene usato correttamente per risolvere importanti patologie, ma sono contro la cattiva informazione e il cattivo marketing che la supporta»</p>
<p>di Marta Bonni</p>
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