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Cellulite: come combatterla al mare

Cellulite: come combatterla al mare
Le vacanze possono essere il momento ideale per combattere le residue resistenze di uno degli inestetismi più odiati e diffusi: la cellulite. Come?

Ci risiamo. Anche quest’anno il solito urlo: hai la pelle ad effetto “buccia d’arancia”, cioè cosparsa di buchini o fossette, soprattutto se sottoposta a compressione. Insomma hai la cellulite, da sempre croce di tutte le donne. Ne soffrono nove donne su dieci, indipendentemente dal peso, perché la cellulite colpisce quasi tutte, magre e sovrappeso e quando compaiono i primi segni tutte cercano di correre ai ripari. In sintesi è definito un fastidioso inestetismo dovuto, nella maggior parte dei casi, a cattive abitudine alimentari e di vita.

Il metodo più efficace per allontanare l’insorgenza di questo fenomeno sarebbe quello di avere, fin da giovani, uno stile di vita dinamico e salutare. “Ma pensare di risolvere questo problema con una semplice spalmata di crema, senza modificare lo stile di vita è pura illusione. Bisogna chiarire bene che la cellulite non è una patologia della donna ma un elemento della sua fisiologia”, spiega il professor Antonino Di Pietro, dermatologo a Milano. “È un carattere femminile legato agli ormoni sessuali che ciascuna donna produce. Quegli stessi ormoni responsabili anche della forma del seno, dei fianchi e dei glutei. Per questo motivo, fino a qualche tempo fa la cellulite veniva considerata uno degli elementi della femminilità”.

Cellulite: quali sono le cause?

Le cause principali della cellulite possono essere suddivise in tre grandi gruppi: primarie, secondarie, aggravanti. Le primarie sono di origine genetica e tra queste incidono le flebopatie, ovvero i disturbi della circolazione venosa e, nella popolazione, sono colpite soprattutto le donne di origine mediterranea. Le cause secondarie sono per lo più determinate da alterazioni ormonali conseguenti a gravidanza, climaterio e altro, ma anche da una ridotta funzionalità tiroidea.

Le aggravanti sono quasi tutte riconducibili allo stile di vita: un’alimentazione squilibrata può a sua volta essere causa di turbe digestive, quindi stipsi. A queste si aggiungono gli stress emotivi, il fumo, l’eccessivo consumo di sale e altro ancora. Ma in definitiva quali sono le cause? Esiste un legame tra la cellulite e la ritenzione idrica (cioè accumulo di liquidi tra i tessuti dell’organismo)?

La differenza fra cellulite e ritenzione idrica

Spesso si confonde con la cellulite, ma la ritenzione idrica è in realtà un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali (quelli tra cellula e cellula). Tale accumulo causa un edema, cioè un gonfiore anomale in alcune zone del corpo maggiormente predisposte.

Poco meno di un terzo delle italiane sono affette da questo disturbo e devono fare i conti con accumuli di fluidi, specie nelle aree dell’addome, delle cosce, dei glutei e delle caviglie. I liquidi non vengono correttamente smaltiti a causa di una alterata funzionalità del sistema circolatorio, soprattutto delle vene e dei vasi linfatici.

Le cause della ritenzione idrica

La ritenzione idrica può avere diverse cause, qualche volta anche molto serie: disfunzioni cardiovascolari o renali, patologie della vescica o del fegato o anche reazioni allergiche. Nella maggior parte dei casi si tratta però di squilibri dovuti soltanto a uno scorretto stile di vita e a cattive abitudini alimentari. Eccessiva sedentarietà, fumo, abuso di alcolici o di caffè, così come a un’alimentazione troppo ricca di sale, sono fattori che possono dare origine a ritenzione idrica e cattiva circolazione. È importante ricordare che ci sono farmaci che favoriscono la ritenzione idrica come gli antinfiammatori, i cortisonici ed estroprogestinici.

Un aiuto dal mare: passeggiare!

“Uno degli aiuti che ci vengono dalla natura rappresenta un’attività molto semplice, che possiamo fare durante le vacanze” ricorda Antonino Di Pietro, “ma che è di grande efficacia: le passeggiate in acqua di mare. Sono molti, infatti, i benefici che si traggono da questo esercizio alla portata di tutti. Camminare nell’acqua di mare infatti favorisce il corretto funzionamento del sistema circolatorio, grazie all’azione dell’acqua sulle gambe, facilita la risalita del sangue verso il cuore, migliorando l’ossigenazione e la circolazione del sangue; attraverso la riattivazione della circolazione sanguigna aiuta a eliminare i liquidi in eccesso, dal cui ristano dipende la formazione della cellulite; contribuisce a bruciare i cuscinetti di grasso, come se si facesse un massaggio. Il migliore dei risultati si ottiene seguendo una serie di accorgimenti. Per prima cosa, occorre ricordare che, mentre si cammina, il livello dell’acqua non deve superare l’inguine. La passeggiata deve, inoltre, durare almeno quaranta minuti. Nella prima mezz’ora vengono smaltiti solo gli zuccheri presenti nel sangue, mentre i grassi depositati sottopelle iniziano a essere bruciati solo dopo trenta minuti dall’inizio dell’esercizio. Interrompendo la camminata prima, quindi, si vanificano gli sforzi fatti per combattere la cellulite”.

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