In estate è un problema più frequente perché si tende a camminare di più a piedi nudi o a indossare scarpe senza calze. Per eliminarlo serve uno specialista, ma a casa si può già fare qualcosa. Un callo non è solo una fastidiosa e antiestetica protuberanza che rovina l’aspetto dei piedi e ci fa zoppicare dal dolore. È anche un segnale tangibile di uno stato di malessere e sofferenza dei piedi, vittime di calzature sbagliate, lavori pesanti o eccessive pressioni sempre nello stesso punto. Calli e duroni si riconoscono dal colore bianco o semitrasparente, dalla superficie liscia e rigida e dalla consistenza simile a plastica. Si formano per proteggere la pelle quando questa è sottoposta a continue pressioni o sfregamenti, come una sorta di scudo naturale per difendersi da un’aggressione esterna. Come le unghie e i capelli, i calli sono privi di terminazioni nervose e di vasi sanguigni, ma non è comunque consigliabile reciderli da soli: si tratta di un operazione che richiede un’abilità particolare e strumenti precisi ed è di competenza di un podologo, un dermatologo oppure di un estetista professionista. Qualcosa si può fare, però, per ammorbidire la pelle, ridurre lo spessore del callo ed alleviare il dolore.
6 MINUTI PER FARE UN PEDILUVIO
Immergere i piedi in una bacinella d’acqua tiepida con un cucchiaio di bicarbonato di sodio. Questa operazione serve ad ammorbidir la pelle facilitando le fasi successive di trattamento, ma non deve prolungarsi oltre il tempo indicato, altrimenti si rischia di non distinguere più la parte callosa da quella normale. Asciugare delicatamente i piedi tamponando con un asciugamano.
5 MINUTI PER PASSARE LA PIETRA POMICE
Passare 10-15 volte sulla zona indurita la pietra pomice, un sasso grigio di origine vulcanica, molto leggero e dalla superficie ruvida. In questo modo si riesce a rimuovere parte della pelle ispessita, si riduce la superficie del callo e si assicura morbidezza. La pietra va fatta ruotare, eseguendo un movimento simile a quello di una gomma che cancella, per garantire un’asportazione uniforme: è importante, infatti, che la superficie della pelle venga ben livellata. Raschiare con la pietra pomice è un intervento meccanico che può risultare aggressivo: limitarsi perciò a raschiare solo la parte callosa, tralasciando le zone circostanti.
3 MINUTI PER APPLICARE UN PRODOTTO SPECIFICO
Applicare sul callo una tintura di acido salicilico o urea, sostanze che servono a creare una leggera e progressiva esfoliazione sulla pelle e a sciogliere la cheratina (il principale costituente dello strato corneo dell’epidermide), facilitando la rimozione del callo. Se usati correttamente e più volte, questi unguenti sciolgono gradualmente la pelle dura e permettono di rimuovere il callo con grande facilità nel giro di pochi giorni o al massimo di qualche settimana. Già dopo la prima applicazione, comunque, è possibile trarre da questo trattamento un certo sollievo dal dolore e dal fastidio.
1 MINUTO PER METTERE UN CEROTTO
Dopo avere eliminato un callo si deve tenere protetta la pelle viva con un cerotto. Si tratta infatti di pelle molto delicata e portata a ferirsi. Il cerotto serve anche a evitare gli sfregamenti con scarpe e calze che possono portare la zona a infettarsi.
PRIMA REGOLA: ELIMINARE LA CAUSA
La migliore strategia contro calli e duroni è quella preventiva. Indossare sempre scarpe comode, ossia non troppo strette, per evitare eccessive comprensioni di alcune zone, ma nemmeno troppo larghe, per fare in modo che il piede non sfreghi contro le pareti della calzatura. I modelli e il livello dei tacchi vanno cambiati spesso, limitando il più possibile le punte strette e i tacchi alti. A casa, meglio optare per ciabattine morbide e basse.
GLI ERRORI DA EVITARE
Sono sempre sconsigliati gli interventi fai da te con rimedi naturali e improvvisati che non hanno alcuna finalità curativa: impacchi di aglio o cipolla sono pasticci maleodoranti che non servono a nulla e l’olio d’oliva ammorbidisce la pelle ma solo al momento. Rimuovendo i calli con strumenti a taglio tipo forbicine si corre il rischio di ferirsi o, peggio, di infettare la zona, aggravando il problema. Camminare a piedi nudi non è una buona abitudine, perché favorisce la formazione di duroni sotto la superficie del piede.
Di Roberta Camisasca
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