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Farsi piercing è rischioso? Ecco come farli in sicurezza

Il piercing è un trend che ha investito generazioni di adolescenti. Per molti anni è stato simbolo di evasione e ribellione, ma le sue radici sono molto più antiche e radicate nella cultura di diverse tribù aborigene. Che si tratti del semplice piercing all’orecchio o del più complesso piercing alla lingua, prima di arricchire il corpo con questi “orecchini” è fondamentale informarsi adeguatamente per prevenire la comparsa di infezioni e allergie.

A quali rischi puoi andare incontro quando fai un piercing?

Bisogna cominciare dalla scelta della struttura in cui eseguire il piercing all’ombelico, lingua e così via, che deve essere specializzata e utilizzare strumenti sterili e disinfettati. Questa è la prima regola assoluta da rispettare se si desidera effettuare un piercing in totale sicurezza. Gli effetti collaterali di chi si sottopone a questa pratica senza le dovute accortezze sono diversi e si riflettono non solo sulla pelle, ma anche sull’intero organismo.

Infezioni: da cosa dipendono

L’infezione da piercing è tra gli effetti collaterali più comuni che si posso riscontrare quando si prende questa pratica con leggerezza. Queste infezioni compaiono quando non si eseguono le corrette norme igieniche che devono accompagnare la cicatrizzazione del piercing. Per esempio, l’infezione da piercing all’ombelico è molto frequente a causa del continuo sfregare del gioiello contro magliette, collant o pantaloni troppo attillati. Appena si è forata la pelle dell’ombelico è importante utilizzare vestiti leggeri e traspiranti come lino e cotone, che cadono delicatamente sulla silhouette senza essere troppo a contatto con il piercing.

Infezioni: come riconoscerle

Appena eseguito il piercing è normale notare pelle arrossata, dolorante e gonfia. Questi sintomi devono però scomparire in 24/48 ore, in caso contrario, o se gonfiore e dolore aumentano è in corso un’infezione. In molti casi, l’organismo percepisce il piercing come un corpo estraneo e lo attacca, complicando il processo di guarigione, che si traduce in infiammazione e pus. Subito dopo aver eseguito questo gioiello cutaneo si potrebbe riscontrare alcune perdite di liquido trasparente e inodore: niente di preoccupante, si tratta di siero linfatico ed è la normale reazione di accettazione e difesa che sta eseguendo l’organismo. Una volta che questo liquido risale in superficie, a contatto con l’aria si secca e può dar vita a piccole crosticine, che rappresentano un segno di lenta guarigione.

Infezioni: come curarle

In caso di infezione del piercing, rivolgersi subito a un medico o dermatologo. Importante non rimuovere il gioiello prima di aver consultato un esperto perché si potrebbe incentivare la perdita di pus sottopelle e la formazione di un ascesso. Pomate antibiotiche e lavaggi con una sostanza disinfettante come ad esempio l’euclorina sono le cure migliori in caso di infezioni da piercing lievi. Nei casi più gravi è invece necessario un ciclo di antibiotici per bocca.

Allergie: da cosa dipendono

Molti pazienti scoprono di avere un’allergia al nichel proprio dopo essersi fatti un piercing. Ecco perché i centri specializzati utilizzano ormai solo piercing in acciaio chirurgico. Questo materiale è del tutto ipoallergenico, il che significa che le percentuali di reazioni allergiche sono ridotte al minimo. Bracciali, collane e orecchini in acciaio chirurgico, sono ormai reperibili in molte gioiellerie e sono utilizzati dai piercer professionisti per venire incontro alle esigenze dermatologiche delle persone allergiche al metallo.

Allergie: come riconoscerle

All’inizio i sintomi possono essere confusi con un’infezione da piercing, poiché la parte di pelle bucata si presenta arrossata, gonfia e dolorante. In caso di allergia si avverte in aggiunta prurito, rash cutaneo e piccole vescicole che si possono formare attorno al gioiello. Se non si interviene immediatamente può comparire una dermatite cronica o eczema.

Come scoprire se si è allergici prima di fare il piercing

Un consiglio per un piercing in sicurezza è effettuare un patch test se si ha il sospetto di essere allergici al nichel o altri metalli. Se il test risulta positivo è opportuno rivolgersi a un allergologo o dermatologo per valutare i rischi derivati dal piercing. In caso di allergia ai metalli è quasi un obbligo affidarsi a strutture specializzate per eseguire il piercing a prescindere dalla zona del corpo e sarà opportuno utilizzare dell’acciaio chirurgico.

Cicatrici da piercing: attenzione ai cheloidi

cicatrici cheloidi da piercingUna volta rimosso il piercing è facile riscontrare una cicatrice. Tra i più giovani aumenta il rischio di cicatrici cheloidi, delle lesioni cicatriziali abnormi e in rilievo che possono causare prurito e un disagio estetico. Sono frequenti quando si effettuano piercing sottocutanei o microdermal.

I consigli per fare un piercing in sicurezza

Per essere sicuri di fare un piercing in totale sicurezza, è necessario rivolgersi a un professionista, verificando che utilizzi materiali sterili o usa e getta. Una volta che il piercing è stato fatto, bisogna pulirlo almeno due volte al giorno con un detergente delicato che rispetti il pH cutaneo. Per asciugarti utilizza un panno monouso o una garza sterile, il classico asciugamani potrebbe facilitare il contatto con germi e batteri. Il piercing va mosso ogni tanto e si possono delicatamente rimuovere le crosticine, ovviamente con mani pulite. Ricorda di evitare lunghe esposizioni solari o lampade, cosmetici aggressivi, attività sportiva da contatto appena dopo aver fatto un piercing. In base, poi, alla zona esatta in cui viene praticato il foro, è necessario prestare accortezze particolari: le riassumiamo qui di seguito.

Piercing alle orecchie

Il piercing all’orecchio è il più diffuso e anche il più sicuro. Solitamente prevede 6 settimane di guarigione quando interessa il lobo mentre se fatto sulla cartilagine la guarigione può impiegare dai 4 mesi fino a 1 anno. Se prima la pistola sembrava essere il metodo più igienico per questa tipologia di piercing, ora si preferisce utilizzare l’ago. La pistola veniva spesso riutilizzata, mentre l’ago usa e getta, una volta utilizzato, deve essere buttato.

Piercing alla lingua

In caso di piercing alla lingua per velocizzare la corretta cicatrizzazione serve un collutorio senza alcol e cambiare spazzolino, preferendone uno con spazzole morbide che possono aiutare a eliminare la placca che può formarsi intorno al piercing. Prestare attenzione alla masticazione, evitando cibi piccanti e troppo caldi, mentre via libera a bevande fresche che aiutano ad attenuare il gonfiore. Tempo di guarigione medio: 4 settimane.

Piercing al sopracciglio

Il piercing al sopracciglio comporta dalle 6 alle 8 settimane di guarigione. È uno dei piercing che causa più infezioni soprattutto tra gli sportivi, poiché molto esposto a traumi. Se si praticano sport da contatto è consigliato coprire il piercing del sopracciglio con un cerotto e in caso di lesione ricordarsi di disinfettare sempre.

Piercing sulla guancia o labbro

Se il piercing interessa guancia o labbra il foro d’uscita va curato con una soluzione salina, mentre per l’interno si può utilizzare un collutorio senza alcol e le indicazioni utili per salvaguardare anche il piercing alla lingua. La cicatrizzazione può durare anche un paio di mesi a causa dei continui stimoli dei muscoli facciali.

Piercing all’ombelico

Come abbiamo anticipato attenzione all’utilizzo di vestiti attillati subito dopo il piercing all’ombelico perché potrebbero continuare a stimolare il tessuto cutaneo che circonda il piercing, favorendo pus, croste e gonfiore. Il piercing all’ombelico deve essere rimosso in gravidanza. In media ci vogliono dai 4 mesi fino a 1 anno per la guarigione.

Piercing ai capezzoli

Necessita all’incirca dai 3 ai 6 mesi per la cicatrizzazione. Per le donne, deve essere rimosso in gravidanza e allattamento.

 

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Dermatologo Plastico a Milano - Fondatore e Direttore Istituto Dermoclinico Vita Cutis

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