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Think Before Ink

Think Before Ink, dicono negli USA e non a caso: malattie come la psoriasi e le allergie ai metalli a volte possono peggiorare

Cuori trafitti, grafiche tribali, segni zodiacali, zodiacali, nomi di amanti e fidanzate… Ricordi indelebili che molti di noi (13 italiani su 100, secondo una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità), si tatuano sulla pelle. Indelebili fino a quando il fidanzato cambia. O la pelle si ribella. Allora, ecco la corsa per trovare chi possa darci una mano: per alcuni è il tatuatore stesso, per altri l’amico ipertatuato. Solo una minoranza interpella un dermatologo (il 12,1%) o il medico di famiglia (il 9,2%).

Ma dall’inizio di quest’anno ci sono nuovi punti di riferimento: il Centro Tatuaggio Sicuro all’interno dell’Istituto Dermodinico Vita Cutis, dell’Ospedale Sant’Ambrogio di Milano e presso la clinica Corpore Sano Smart Clinic di Stezzano (Bg). «Inutile demonizzare una pratica ormai sempre più diffusa, soprattutto tra i giovani (il 40% dei ragazzi sotto i 25 anni ha un disegno sulla pelle)», spiega il dermatologo Antonino Di Pietro, direttore dell’Istituto. «Meglio farla in tutta sicurezza con operatori specializzati e con una consulenza del dermatologo dal pre al post trattamento, fino all’eventuale rimozione del disegno, se ci si stanca».

Dal dermatologo anche prima del tattoo? «Certo, una visita è essenziale per escludere problemi cutanei e controindicazioni: oltre alle malattie della pelle, condizioni di immunosoppressione, allergie gravi, diabete, malattie oncologiche in atto. L’occasione, poi, è utile per ricevere raccomandazioni ad hoc».

Si possono riassumere? «Prima di tutto rivolgersi solo a professionisti del settore, che utilizzano strumenti sterili e monouso. Il pericolo, altrimenti, è quello di complicanze cutanee quali granulomi, ispessimento della pelle, reazioni allergiche, infezioni e pus, ma anche di gravi patologie trasmissibili attraverso il sangue, dall’epatite B o C all’Hiv», continua il dermatologo. «Altra garanzia offerta dai professionisti è l’uso di inchiostri certificati (attenzione ai prodotti low cost di dubbia origine, che spesso contengono sostanze nocive). Tutte informazioni che devono essere contenute nel consenso informato, da leggere e firmare prima del trattamento. Ci sono raccomandazioni anche per il dopo: nei primi giorni la zona tatuata va protetta da contatti irritanti con gli abiti e nelle prime ore non va bagnata; dal secondo giorno per len-re il gonfiore iniziale sono utili creme antinfiammatorie a base di alukina o, se necessario, di steroidi; l’area intorno al disegno va disinfettata con una crema antibiotica; nei giorni successivi il sole diretto va evitato. Infine, ogni anno diventa indispensabile un controllo dermatologico accurato: un eventuale melanoma può nascondersi sotto i disegni più estesi e diventa difficile da diagnosticare tra i colori».

[…] Anche il più bello dei decori tribali a volte può stancare. «La rimozione è sempre possibile con laser, ma non è mai una passeggiata», spiega nuovamente il professor Di Pietro. «Con il laser frantumiamo i granuli di pigmento dell’inchiostro in modo da ridurli in particelle così piccole da poter essere digerite dai macrofagi della cute. Un processo che richiede tempo, e varie sedute. Il numero e il grado di difficoltà dipendono dall’estensione del tattoo, dalla profondità raggiunta dagli aghi, dai colori utilizzati. Più difficili da rimuovere il rosso, il giallo, il bianco, e i disegni complessi. Meravigliosi, d’accordo. Ma meglio pensarci prima».

di Anna Alberti

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