Per appuntamenti e informazioni 02.29406306 | info@istitutodermoclinico.com • Cerca il centro più vicino a te sul sito www.istitutodermoclinico.it
READING

Fumo: le “impronte” restano nel DNA pe...

Fumo: le “impronte” restano nel DNA per oltre 30 anni

smettere di fumareIn una parte del DNA di chi ha fumato restano delle tracce, anche dopo 30 anni che si è smesso. A evidenziarlo è uno studio pubblicato su Circulation: Cardiovascular Genetics e realizzato da un gruppo di ricercatori americani del National Institute of Environmental Health Sciences.

Secondo i risultati del lavoro, malgrado la maggior parte dei geni colpiti si riprenda in circa cinque anni dall’ultima sigaretta, l’impronta del fumo permane in più di 7.000 geni, che possono contribuire alla comparsa di cardiopatie o tumori.

Per giungere a questa conclusione, gli esperti hanno riesaminato le analisi del sangue di 16.000 pazienti reclutati in sedici indagini precedenti. Ne è emerso che le tracce a lunga scadenza del fumo influenzano la cosiddetta “metilazione”, ossia una modificazione del DNA, consistente in un processo chimico che cambia le funzioni dei geni, li attiva o li disattiva.

Le patologie cardiache e il cancro sono connesse a disfunzioni genetiche. Finalità della ricerca è proprio quella di usare i risultati per la prevenzione e la cura di queste malattie. In attesa di ulteriori sviluppi, gli autori sperano che lo studio possa dissuadere potenziali nuovi fumatori. Come sottolineato dagli esperti, infatti. “gli esami dimostrano che alcuni danni sono irreversibili, anche se la persona smette di fumare. Quindi è meglio non cominciare.

Facebook Comments

VEDI ANCHE: