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La dieta per vivere a lungo e bene

Segreto della longevitàIl segreto della longevità? Risiederebbe in una dieta ricca di proteine vegetali e con meno carne. A sostenerlo è il più grande studio mai condotto finora in materia, che ha evidenziato come chi segue un regime alimentare “green” risulti più protetto e con maggiori probabilità di vivere più a lungo, anche in presenza di fattori di rischio come consumo eccessivo di bevande alcoliche, fumo, obesità e sedentarietà.

Per giungere a queste conclusioni, nella ricerca, pubblicata su JAMA Medicine e realizzata nell’Università di Harvard, sono  stati esaminati due ampi studi epidemiologici americani, che hanno monitorato la dieta di oltre 132mila soggetti, per ben 32 anni, nel corso dei quali sono stati registrati 36.000 decessi. Delle morti, 9.000 sono avvenute per cause cardiovascolari, 13.000 per tumore e 14.000 per altre cause.

Le razioni proteiche medie, sono risultate composte per il 14% da proteine animali (carne, latticini, uova) e per il 4% da proteine vegetali (pane, cereali, pasta, legumi, noci). Analizzando i dati da un punto di vista statistico, gli esperti hanno così rilevato che a ogni incremento di consumo del 10% di proteine animali in rapporto alle calorie totali, si associa un aumento di rischio di mortalità per tutte le cause del 2% e di mortalità cardiovascolare dell’8%, nelle persone con almeno un altro fattore di rischio derivante da una vita o da una dieta poco salutare. Per chi invece non presenta ulteriori fattori di rischio connessi a dieta e stile di vita, consumare proteine animali non sembra invece comportare un rischio di mortalità aggiuntiva. Le proteine animali che sono apparse più pericolose sono quelle derivanti da carni rosse processate, seguite da quelle delle carni rosse, ovvero manzo e maiale. Nessun rischio aggiuntivo è risultato invece dalle proteine del pesce o del pollame.

Sul fronte opposto, a ogni aumento di consumo del 3% di proteine di origine vegetale, rispetto alle calorie totali, si è sono riscontrati un 12% in meno di rischio di mortalità cardiovascolare e una riduzione del 10% di mortalità per tutte le cause.

Partendo dal confronto dei dati, gli autori hanno così osservato che sostituendo il 3% delle calorie totali giornaliere derivanti dal consumo di proteine animali, con una quantità equivalente di proteine vegetali, si potrebbe ridurre la mortalità totale per tutte le cause.

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