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Debutto en plein air

Attitudine slow per il primo appuntamento con i raggi

È iniziato il countdown allo svelamento del corpo. Amanti o no di quelle che negli States chiamano “nacations”, ovvero naked varations, vacanze naturiste, occorre preparare la pelle a scoprirsi. Iniziando con l’alimentazione, che non significa dieta ma scelta mirata di elementi pro-abbronzatura. “Consiglio di fare la scorta di flavonoidi perché favoriscono l’elasticità dei vasi capillari e proteggono dall’effetto del calore provocato dai raggi infrarossi, principale causa dell’eritema”, afferma Antonino Di Pinro, direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis. Si trovano nei frutti di bosco, soprattutto more e mirtilli, e diventano indispensabili dal mese di giugno, quando ci si comincia a esporre al sole. ldem per i carotenoidi che abbondano negli ortaggi e nella frutta colorata. Non stimolano, come si credeva in passato, la formazione di melanina, ma si gratificano stilla pelle e filtrano i raggi uv creando uno schermo. Rivestono un ruolo chiave anche gli ioni rame (contenuti nella frutta secca). Oltre a prevenire lo sbiancamento del capello, sono fondamentali nella fase di produzione della melanina. Altro mantra: abbondare con gli ortaggi. Sono particolarmente ricchi di sali minerali, ferro, zinco e rame che irrobustiscono cellule e tessuti e rinforzano la cheratina di capelli e unghie”, prosegue l’esperto.

NON AVERE ERETTA
È importante esporsi gradualmente per dare il tempo (non uguale per tutti) alla pelle di produrre melanina. Il 70% degli italiani ha un fototipo 3 e si abbronza in 3/5 giorni, mentre per il 4 occorrono da 1 a 3 giorni. Per il 2, invece, occorrono due settimane. Consiglio pratico: utilizzare creme con Spf 50+ nella prima settimana e riapplicarle dopo due o tre ore. Infine, dopo la giornata di sole, è indispensabile una crema che ricompatti le cellule cornee superficiali. “Prediligere quelle a base di fosfolipidi, glucosamina, fospidin (quest’ultimo ripara le membrane cellulari), vitamina E e C”, prosegue il dermatologo. “Ma anche ceramidi e deltalattone, sostanza naturale che richiude le squame della pelle. Per chi pratica il naturismo un’ulteriore avvertenza: evitate di stendersi sui prati a diretto contatto con la terra. I fili d’erba rilasciano le fotocumarine, sostanze che si attivano con gli uv e segnano la pelle con strisce simili a colpi di frusta”. Contatto con la natura sì, ma attenzione agli abbracci irritanti.

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