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Allergie: cosa le aumenta?

Con l’arrivo dei primi caldi si ripresentano puntualmente per migliaia di persone le fastidiose allergie primaverili. L’aumento della temperatura fa infatti accrescere da 10 a 100 volte la quantità di pollini nell’aria e, di conseguenza, aumenta da 10 a 100 volte il numero di persone che soffre di allergie.

Gran parte delle allergie più diffuse, come l’asma allergico e la rinite, sono infatti strettamente connesse ai cambi climatici e risultano più intense nel periodo primaverile rispetto all’inverno, quando la temperatura è più bassa.

Si è parlato degli effetti del clima sulle allergie, nel corso del recente Congresso nazionale della Società italiana allergologia, asma ed immunologia clinica (Siaaic), tenutosi a Bologna. Durante l’evento, gli esperti hanno evidenziato come circa due milioni di persone in Italia vedano peggiorare le loro allergie a causa del clima.

Le allergie maggiormente condizionate dai fattori climatici sono quelle respiratorie, come rinite e asma, ma il clima incide anche su dermatite atopica e congiuntivite. La fascia d’età più esposta a riacutizzazioni collegate ai cambiamenti di temperatura è quella dei bambini, che sono tra l’altro i primi a subire gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico.

La presenza di acari, che rappresentano la maggiore causa di allergia nel nostro Paese, diviene invece abbondante quando la temperatura supera i 22°C e l’umidità relativa interna oltrepassa il 65% per alcune settimane. Con l’aumento costante della temperatura ci saranno estati sempre più lunghe, crescerà il numero di acari presenti negli ambienti e si avranno di conseguenza sempre più persone affette da allergie respiratorie e cutanee.

Come evidenziato dagli esperti, quindi, uno dei pericoli più preoccupanti per il futuro è rappresentato dall’inquinamento indoor che, aggravato da fumo passivo e clima caldo-umido, favorisce la crescita di acari e funghi. Il rischio che si prospetta è quello di veder aumentare l’incidenza delle malattie respiratorie e la loro evoluzione verso forme gravi e invalidanti.

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