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Attenzione agli abbronzanti “fai-da-te”...

Attenzione agli abbronzanti “fai-da-te”

Una spalmata di latte di fico e l’abbronzatura è assicurata. Ma dopo poco tempo al sole, la pelle si scotta, si ricopre di macchie e brucia. E si può anche finire al pronto soccorso per ustioni di una certa serietà. Questi prodotti casalinghi non danno alcuna protezione nei confronti dei raggi del sole, anzi. Alcune sostanze possono favorire la comparsa di reazioni che sfociano in eritemi e bollicine.

Bergamotto, carote, sedano, finocchi, ruta, gerani, primule: ecco alcuni tra i vegetali più usati, da soli o mescolati ad altri ingredienti (come olio o latte) per abbronzarsi. Quello che arriva dal regno vegetale è a rischio, perché contiene sostanze potenzialmente dannose, come ad esempio le fotocumarine. Queste sostanze interagiscono con il sole e danneggiano la pelle causando la formazione di vescicole, bolle, eritemi e macchie. Vediamo quali sono i prodotti naturali più importanti da evitare.

Il latte di fico
Mettere il latte di fico sulla pelle senza essere stato diluito scatena una forte azione irritante. In presenza del sole, poi, questa sostanza dà spesso origine a fotosensibilità, aumentando il livello di arrossamento della pelle. E non offre alcun tipo di protezione dai raggi solari: queste radiazioni causano scottature molto intense e doloranti.

L’olio di noce
Come per il latte di fico, anche questa sostanza viene spesso usata in cosmetologia e usata dalle donne come abbronzante.
In realtà, l’olio di mallo di noce non favorisce l’abbronzatura, ma facilita la comparsa di scottature, in quanto non offre alcuna protezione dai raggi del sole. Oltre a questo, gli oli provocano un aumento di temperatura sulla pelle dove sono stati spalmati, causando un forte arrossamento, come se sulla pelle venisse messo olio caldo.

Gli agrumi
Sono i frutti più usati per abbronzarsi: spesso arancia, limone e cedro vengono mescolati a olio di oliva o di noce, aceto, zucchero, peggiorando così la situazione.
Non solo gli agrumi macchiano la pelle con grande facilità, ma l’olio crea sulla cute una pellicola che la soffoca: i pori si dilatano perché la “cappa” creata dall’olio surriscalda la pelle e le sostanze contenute nel frutto penetrano più in profondità.

Il tè
Anche il tè è usatissimo per l’abbronzatura. In realtà, oltre alla mancanza di filtri solari che causano scottature, il tè contiene sostanze che a contatto con il sole scatenano reazioni allergiche, come rossori diffusi, eritemi e bollicine.

La birra
Le ragioni per evitare la birra come abbronzante sono numerose.
Innanzitutto, non contiene filtri solari e quindi espone la pelle a scottature. La presenza di alcol determina un’alta probabilità di reazioni allergiche, con comparsa di eritemi e bollicine. Inoltre, l’alcol causa una vasodilatazione locale, che favorisce la penetrazione nella pelle di sostanze tossiche che possono dare origine a irritazione locale. Poi evaporando, l’alcol provoca una disidratazione della cute che la rende più secca e vulnerabile ai raggi solari.

Le bibite
Cola, aranciata, gazzosa, ma anche succhi di frutta: la fantasia di chi sta al sole può arrivare a ritenere efficace ogni tipo di bevanda come prodotto solare. Queste bevande, invece, non offrono alcuna protezione, ma facilitano la comparsa di reazioni allergiche per la presenza degli zuccheri o alle diverse sostanze usate per dare gusto e colore.

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