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BELLEZZA SOSTENIBILE: MUSA O CHIMERA?

Emancipate, indipendenti, ma sempre femminili e seducenti. Quelle del terzo millennio sono donne serene e soddisfatte, per le quali la bellezza è espressione di sé, ma anche gesto di cura. Motivo per cui non disdegnano ritocchini, per piacere e piacersi di più. Così, al grido di “dottore, non mi faccia come…”, si rivolgono allo specialista che non manca d’accontentarle.
A volte assecondando richieste indecenti. Con garbo perché le fragilità rendono più sensibili a costumi malsani e l’impennata d’improvvise ‘baby-maggiorate’ ne è esempio. Riflettere sul valore della bellezza diventa necessario.

Rifatte & disfatte
In Italia si è abbassata l’età del primo ritocco. Le ragazze di 18 anni ottengono in regalo dai genitori un seno nuovo o una liposuzione. Le signore fanno il primo lifting già a 40-45 anni. Spesso, poi, si incorre in trattamenti di bellezza improvvisati, con bisturi o ingredienti anti-età maneggiati da mani poco esperte. Risultato: è boom di ‘ritocchi da ritocco’. Secondo un sondaggio tra i membri Isplad (International-Italian Society of Plastic-Aesthetic and Oncologic Dermatology), negli ultimi 5 anni sono aumentate del 40% le richieste di visite e interventi per risolvere esiti da flop. Una ‘patologia da cura estetica’, avvertono gli specialisti, che necessita di un ‘Rinascimento della bellezza’. Serve ribaltare la scala di valori – ha commentato il professor Antonino Di Pietro, dermatologo e presidente fondatore di Isplad – ponendo al vertice la salute della pelle. Che soltanto quando è sana può essere realmente bella.

Difendiamo la vera bellezza
È urgente mettere un freno agli eccessi che portano all’emulazione di modelle anoressiche diventate icone sociali e a quei volti resi irriconoscibili dagli estremismi di certa chirurgia colpevole, creando mostri più vicini alla bruttezza drammatica celebrata da Victor Hugo che alla vera bellezza, sostiene il professor Antonino Di Pietro, recentemente nominato membro del collegio di consulenza scientifica (medico termale) delle Terme di Salsomaggiore e Tabiano, autore de ‘La bellezza autentica’ (Sperling & Kupfer).
Stabilire regole su come intendere il concetto di bellezza è stato l’obiettivo della prima edizione di Convivium, comunicare bellezza, alle Terme di Salsomaggiore, in contemporanea con le finali di Miss Italia, nel settembre ’08, che sarà replicato l’anno prossimo. Nei tre tavoli di Convivium, il primo con dermatologi e chirurghi plastici, il secondo dedicato alla nutrizione e l’ultimo in cui si è discusso del rapporto tra comunicazione, etica, pubblicità, legge, la tendenza incoraggiata è non accanirsi sul paziente che si preoccupa del proprio invecchiamento, ma curare. Un fattore di rischio allarmante è l’idea del bello legato alla magrezza. Di Pietro: Come medico ho visto pazienti ricoverati in oncologia, truccarsi e pettinarsi prima dei parenti in visita. La bellezza è un modo per restare legati alla vita. Giusto comunicarlo. Sul tavolo dei lavori il decalogo della bellezza del sociologo Enrico Finzi, incipit dell’attuale edizione, e la volontà di Letizia Gonzales, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, di stilare un codice etico che regoli i rapporti tra redazioni e pubblicità, giornalisti e industria della bellezza.

HEALTHY BEAUTY: BELLI IN SALUTE
Trattamenti confortevoli all’insegna della naturalezza e sensibili delle ‘ragioni’ della pelle. Correzioni ‘bio-tech’ corredate di virtuosismi estetici e sofisticati protocolli antiaging mutuati dalla genomica.

L’estetica sembra sentire poco la congiuntura, visto che in Europa l’Italia è al primo posto nella lotta ai segni del tempo. Con 150mila fiale di acido ialuronico utilizzate, precede Francia, Spagna, Regno Unito, anticipata nel mondo solo da Stati Uniti. Cresce anche il consumo di botox: +30% nei primi mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ciò che le persone chiedono oggi è dimostrare bene la propria età. Risultato che si ottiene correggendo poco e correggendo tutto. La richiesta più frequente non è assomigliare a qualche star scelta come modello ideale, ma tornare ad assomigliare a se stessi qualche anno prima, svela una ricerca su 475 pazienti al primo approccio con la medicina estetica. Tra gli effetti indesiderati più temuti, l’ipercorrezione di labbra (42%), zigomi (21%) e seno (18%). Esiti di una sorta di far west estetico dovuto all’affollamento di medici improvvisati, privi di un’adeguata preparazione specialistica. In attesa di regolamentazione, i trend emergenti perseguono naturalezza e comfort, con un approccio rispettoso di fisiologia e intelligenza cutanea. Dispositivi medicali tecnologici e protocolli tecnici virtuosi, ma anche approcci antiaging sofisticati, derivati dalla postgenomica. All’insegna di una bellezza (innanzitutto) in salute.

VISION EMERGENTI
Rigenerare e modellare

Sono i principi della Scuola di Dermatologia Plastica e Rigenerativa Italiana, che nasce in autunno a Salsomaggiore. Bisogna aiutare il volto a rinvigorire, non rischiare di traumatizzarlo e paralizzarlo in un’espressione da Museo delle Cere, nel tentativo di seguire i dettami di una bellezza omologante, esorta il professor Antonino Di Pietro, fondatore e direttore della nuova Scuola, nonché presidente fondatore Isplad, l’associazione di dermatologia plastica e oncologica che riunisce oltre 2mila dermatologi italiani. Plasmare non significa ‘spianare’: un segno sul viso non va stirato, ma curato a seconda della sua profondità e del tipo di pelle. Meglio poi sostanze biocompatibili e riassorbibili come l’acido ialuronico. Che, non soltanto rende liscia e morbida la pelle, ma in specifiche concentrazioni è in grado di aiutarla a ringiovanire da sola, anche quando l’effetto della puntura è terminato.

Di Raimonda Boriani

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